Stare in casa: “cosa faccio se devo scappare?”

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di Maurizio Vignaroli

PERUGIA – In questi giorni di quarantena è chiaro che tutti dobbiamo rimanere in casa per necessità ma dopo i primi canti dai balconi, dubbi e strani pensieri cominciano ad affollare la nostra mente. Tra questi, da non trascurare la malaugurata ipotesi di dover lasciare in modo imprevisto la propria abitazione o il luogo di lavoro a causa di un fatto imprevisto. Cosa faccio se devo scappare ad esempio a causa di una forte scossa di terremoto? Come fare? Cosa portare e in che modo? E soprattutto dove andare? In caso di fuga imprevista non sempre si ha la mente lucida per rispondere all’emergenza del momento, soprattutto in frangenti come questi dove il nostro pensiero è rivolto esclusivamente al coronavirus. Proprio per questo è bene cercare sempre di crearsi un piano di fuga nel caso in cui si verifichi un malaugurato “evento X”
Per fortuna ci viene in aiuto Vito Cisternino (in arte Morani) un esperto prepper istruttore della Phoenix Academy A.S.D. www.phoenixsopravvivenza.it e amministratore della chat SAPERE Umbria che fa parte del gruppo SAPERE www.preparazioneemergenze.it in cui si affrontano temi di prepping e survival offrendo utilissimi consigli nel caso in cui si verificassero situazioni estreme.

percorsi

“Sicuramente di ogni luogo che frequentiamo quotidianamente o comumque molto spesso, – precisa Morani – è necessario conoscere i piani di evacuazione che spesso vengono appesi nei corridoi (di solito nei luoghi di lavoro o pubblici ci sono cartine che indicano la strada e le uscite di emergenza più vicine).
Nella propria abitazione però spesso questa cartellonistica non c’è (sta troppo male con l’arredamento), per cui conviene sempre buttare un occhio su porte e finestre — occhio se siete al 5 piano – e soprattutto a tutti quegli oggetti ingombranti che si trovano nel percorso per l’eventuale via di fuga in modo da essere consapevoli che nel nostro percorso potremmo trovare ostacoli di varie dimensioni e quindi pensare magari anche a più alternative per uscire dal pericolo totalmente incolumi.
Esistono vari motivi per cui si rende necessaria una lunga evaquazione. Si può verificare un’incendio che ci costringe a scappare dalle fiamme o dal fumo e se siamo fortunati dopo poco potremmo rientrare in casa (sempre che non sia la nostra ad essere andata in fiamme!) oppure potrebbero verificarsi situazioni che richiedono un’uscita più lunga come ad esempio un terremoto”.
Come potremmo affrontare allora tutte queste ore e forse anche giorni fuori di casa? Morani ci tranquillizza dicendo che nel mondo del Prepping (le procedure per prepararsi) c’è sempre una soluzione a tutto o quasi. Ogni buon Prepper infatti oltre a studiarsi i vari piani di fuga e anche eventuali punti da raggiungere ha preparato senza ombra di dubbio la BOB.
“BOB è l’acronimo inglese di Bugotut Bag cioè borsa per fuggire. Converrete con me – spiega Morani – che fuggire o correre con un trolley non è la cosa più comoda e semplice ma un bello zaino da escursionismo è la cosa migliore. La BOB viene principalmente studiata per permettere una SOPRAVVIVENZA di circa 72 ore, tempo in cui TEORICAMENTE dovrebbero arrivare i soccorsi.
La parola SOPRAVVIVENZA è volutamente scritta maiuscola poichè ciò che ci serve per 72 ore non sono di certo cose superflue come trucchi o joystick. Come decidere allora cosa mettere nella nostra BOB?
Dobbiamo innanzi tutto pensare a quelle che saranno le nostre vere esigenze. Sicuramente avremo bisogno sia di lavarci che di vestirci, quindi, almeno un cambio e del sapone. Avremo bisogno di mangiare e bere per cui acqua almeno 2 lt. al giorno (72 ore sono 3 giorni) e cibo leggero da trasportare ma anche calorico come liofilizzati, barrette proteiche, frutta secca ecc. da tener presente che per la cottura dei liofilizzati avrete bisogno di acqua, per cui tenetene conto sul totale da portare, e anche del fuoco quindi saranno utili un fornelletto da campo e un accendino oltre a una gavetta in metallo nella quale cuocere il tutto.

Avremo inoltre bisogno di dormire per cui un bel sacco a pelo adeguato alla stagione può bastare, potrà farci comodo anche una piccola torcia o una headlamp nel caso si facesse tardi, inutile dire che c’è bisogno anche di un coltello e del cordame così da avere materiale per approntare un riparo, sempre che non si abbia una piccola tenda.
Oltre al danno della fuga – continua Morani – potrebbe però anche esserci la beffa. Dunque per non farsi trovare impreparati conviene mettere anche degli indumenti impermeabili tipo poncho o keyway e anche pantaloni cerati. Pesano e costano poco ed è meglio averli anzichè non.
Ovviamemte tutto quello che si mette nella BOB deve essere adeguato alla persona (il peso non è da trascurare, non si può pensare di fare uno zaino di 10Kg. ad un bambino, ne tantomeno un uomo di 90 Kg. può pensare di portarsi dietro un peso di 30Kg.), e al luogo in cui ci si trova (mettere un costume se si è in montagna non è il caso ma inserire un fumogeno segnalatore potrebbe invece risultare una scelta vincente).

Vito Cisternino (Morani)
Vito Cisternino (Morani)

Può essere utile anche avere una cartina della zona e una bussola con tutti i punti di interesse già segnati sopra così da non dover pensare troppo prima di agire.
Va tenuto conto che ogni componente della famiglia deve avere la sua BOB con tutto il necessario perchè potrebbe accadere di doversi dividere o che purtroppo qualcuno possa non farcela e trovarsi vestiti troppo grandi o troppo piccoli, nonchè saccapelo non adeguato che non è il massimo in un momento già difficile di suo.
Se si hanno bambini si può pensare di fare un piccolo zainetto anche per loro. lo si può far passare come un gioco o una gita fuori porta cercando di limitare almeno lo shock, quindi uno zainetto con dei colori, giochi o fumetti e qualche indumento andrà benissimo”.
PREPARARSI è sicuramente il modo migliore per affrontare qualsiasi difficoltà e avere una BOB vicino la porta o nelle immediate vicinanze della via di fuga da noi stessi preventivamente designata aiuterà a non perdere la speranza in un momento difficile. Allora se non ci avessimo già pensato non ci resta che seguire il consiglio di Vito Cisternino (Morani) mettendoci subito all’opera e facendo attenzione ai suoi prossimi utili suggerimenti.

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Nato a Perugia, laureato in Filosofia, dal 1992 al 2002 ha collaborato con l'edizione umbra de La Nazione. Iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti nel 1993 sceglie di condividere opinioni libere ed indipendenti e nel 2003 fonda con Armando Vignaroli il periodico Free Press - Libera Stampa. Direttore responsabile di Free Press - Libera Stampa, curatore di perugiafreepress.com e occasionecasa.com. Dal 2014 fa parte dello studio giornalistico Consulpress.