La finta opposizione al Potere

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Fu uno dei temi centrali di ‘1984’ e ‘La fattoria degli animali’. Prosegue l’analisi delle similitudini fra le opere di Orwell ed i giorni nostri…

di Matteo Bianchini

Sappiamo che esiste un’opposizione voluta ed autorizzata dal sistema…Studiando questi personaggi, chi li sostiene e li finanzia, si comprende che sono dei tribuni collusi con il potere”. Iniziava così l’articolo Opporsi all’opposizione con cui nel 2009 il Comitato Tanker Enemy fotografava il malumore di molti ricercatori indipendenti nei confronti di partiti politici, giornali, programmi tv e siti internet che proporrebbero inchieste apparentemente scomode col solo fine di accattivarsi l’opinione pubblica, magari lamentandosi della censura (nonostante la prima serata in tv garantita da anni) o ‘amicandosi’ gli ecologisti denunciando l’ambiguo problema del riscaldamento globale, per poi invece tacere su fatti molto più importanti come poteri occulti, esperimenti militari, cure alternative e signoraggio bancario. Cadere nelle trappole di simili personaggi potrebbe ricordare l’errore del protagonista di ‘1984‘, Winston Smith, quando si illuse di aver trovato un gruppo di rivoltosi pronti a rovesciare il Grande Fratello. Il loro capo, O’ Brien, è forse la figura cardine del romanzo: sarà proprio lui a rivelarsi uno dei più perfidi ingranaggi del Partito, addestrato per adescare i dissidenti e poi torturarli nella stanza 101 del Ministero dell’Amore. Il tema della ‘finta opposizione al Potere’ appare centrale nelle opere di Orwell: è la storia de ‘La fattoria degli animali’ interpretata durante ‘Bagliori d’Autore’ dai bravissimi Luca Tironzelli e Michele Rosati o di ‘Omaggio alla Catalogna‘, libro con cui Orwell ricorda la guerra civile spagnola da cui trae ispirazione il film ‘Terra e libertà’ di Ken Loach anch’esso proiettato durante la rassegna perugina. “Non si capiva più chi era l’uomo e chi era il maiale” scrisse Orwell a proposito di quegli animali che, dopo aver rovesciato il potere degli umani, si erano poi rivelati ancor più dispotici verso i propri simili così come gli anarchici in Spagna vennero maggiormente perseguitati proprio da coloro che dovevano teoricamente essere al loro fianco. Ma chi potrebbero essere gli O’ Brien dell’informazione? Esistono davvero personaggi, cosiddetti ‘gatekeepers’, che fingono di opporsi al sistema o che ne combattono semplicemente alcune fazioni solo per favorire l’insediamento di un nuovo gruppo di potere dalla ‘faccia pulita’? Il giornalista Marcello Pamio, curatore del sito www.disinformazione.it, ha proposto in diversi articoli alcune osservazioni che fanno riflettere: “la società che ha prodotto il programma condotto dal duetto Fazio – Saviano ‘Vieni via con me’, la Endemol, è una società di Silvio Berlusconi….potete vedere il discorso di Saviano e notare come abbia voluto riproporre (in prima serata) il giuramento degli aderenti alla Giovine Italia, associazione legata alla massoneria … L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano…Sua è anche la gestione del sito web di Antonio Di Pietro … risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa (su cui Grillo)…sta portando avanti da anni una campagna…Ricordiamo che si tratta della società (la Telecom) che ha il potere di ascoltare tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano…E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove…il video della Casaleggio Associati termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante”. A queste vicende  la studiosa lombarda Antonella Randazzo ha addirittura dedicato un libro-inchiesta, prendendo come spunto il caso da lei ritenuto più emblematico: ‘Il travagliato Travaglio. Lo strano caso di un informatore disinformato‘. Enormi dubbi circondano pure Julian Assange le cui ‘rivelazioni’ non convincono il giornalista Maurizio Blondet che nell’articolo ‘Le balle di Wikileaks e le imbeccate del Mossad’ le considera ‘gossip da portinerie’ addirittura funzionali al Potere nelle quali “ad essere eloquenti sono i vuoti, le informazioni che non ci sonoi servizi (segreti) non hanno nessuna difficoltà ad eliminare personaggi veramente molesti, magari simulando incidenti d’auto… Assange non rischia niente…Il vero mistero è perchè…i grandi media ufficiali stiano facendo tanto clamore”. E l’elenco potrebbe continuare a lungo…

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.