Chi ci garantirà dalle multe sbagliate?

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Prefettura di Perugia

Le Istituzioni potrebbero aver trovato un nuovo meccanismo per incassare soldi dai cittadini. Per le contravvenzioni di ‘lieve’ entità il ricorso non sembrerebbe convenire. Anche chi ha ragione preferisce pagarle…

di Matteo Bianchini

‘Il Giudice fa l’occhiolino al Prefetto’ non è l’ultimo film di Lino Banfi ma il quadro che sembrerebbe emergere quando un cittadino telefona al tribunale di Perugia chiedendo le modalità per impugnare i provvedimenti della Prefettura e ricorrere al Giudice di Pace. Le parti più significative delle risposte, avute in diverse telefonate fatte nel tempo, saranno qui di seguito riportate fra virgolette. Tutto comincia con un automobilista multato a suo giudizio ingiustamente che tenta il ricorso al Prefetto sentendosi poi dire al telefono dagli uffici del Giudice di Pace: “hai sbagliato…. dovevi venire direttamente qui che c’era più possibilità”. Ignaro di questo fatto apparentemente inspiegabile il cittadino perde inesorabilmente la causa (in Prefettura). La sconfitta implica il raddoppio della multa. L’ulteriore ricorso al Giudice di Pace costa 33 euro (da qualche mese a carico del cittadino, non più dello Stato).

Il problema è che questi soldi non sembrerebbero essere restituiti neanche in caso di vittoria: “Sono persi, questo è poco ma sicuro… Non è che te li ridanno”. Ma in questo modo, considerando anche la perdita di due o più mattine lavorative e le spese per documentazione, benzina e parcheggio, i costi per ricorrere risulterebbero molto più alti dei 36 euro della multa originale! Infatti, confermano dal tribunale: “queste, per divieto di sosta, e ste cose qui, non le fanno più che non conviene”. Insomma per queste ‘stupidaggini’ fino a 50 euro è meglio rinunciare. Però dopo la bocciatura del Prefetto la multa raddoppia (circa 80 euro). E proprio qui arriva il bello. Le ‘maggiori possibilità’ offerte dal Giudice di Pace non sembrerebbero valere per chi si è già rivolto (perdendo) alla Prefettura.

Ecco come vengono scoraggiati, in fin dei conti in modo schietto ed esplicito, coloro che telefonano agli uffici del tribunale: “Se il Prefetto dice in quel modo ho paura che anche il Giudice di Pace…. non è che può ritornare indietro sui passi…. Può anche farlo al limite ma insomma….. Tanto un rappresentante della Prefettura viene senz’altro… praticamente troverà già la tua pratica che è stata fatta laggiù e quindi sarà molto difficile… Per 80 euro secondo me non conviene”. Ma questo rappresentante della Prefettura non dovrebbe essere una semplice parte in causa uguale agli altri di fronte al Giudice? “E’ una parte in causa ma è una dottoressa, capito? Non è l’ultima arrivata o una scema….è il braccio destro del Prefetto…Comunque se tu mi porti (la documentazione n.d.r.) vediamo se è il caso di farlo o meno”. E un legale potrebbe forse migliorare la situazione? “Io penso che, comunque sia, ci voglia un avvocato perché se no la perdi”. Insomma nuovi soldi da sborsare.

Ma il ‘nostro’ cittadino aveva già scelto di tentare lo stesso senza avvocato. Dopo aver perso una mezza mattinata per la consegna del materiale si presenta per due ‘udienze’ che, oltre ad iniziare con più di un’ora di ritardo, si rivelano dialoghi brevissimi col Giudice senza la controparte, la prima volta ‘presente’ solo con un comunicato via fax, la seconda assente per altri impegni che costringono a rinviare tutto e far perdere altro tempo. Le udienze si svolgono inoltre in un clima molto confuso: l’ordine esposto sul foglio nel corridoio è puramente ornamentale. I tempi sono così lunghi che non si sa ancora come finirà questa vicenda. Le suddette risposte telefoniche si riveleranno un semplice modo per dissuadere chi vuol fare ricorso?

Altrimenti a pensar male potremmo ipotizzare un meccanismo ‘diabolico’: ad esempio un Comune potrebbe fare multe fino a 40-50 euro volutamente sbagliate tanto sarebbero in pochi a ricorrere. I cittadini avrebbero infatti, ricapitolando, la possibilità di rivolgersi gratuitamente alla Prefettura ma con scarse possibilità di successo e raddoppio della somma (mentre il Comune non sembrerebbe rischiare nulla); il ricorso al Giudice di Pace costerebbe invece più della multa originale e sembrerebbe comunque offrire maggiori possibilità solo a patto di non essere passati prima dal Prefetto. In questo caso soltanto un avvocato potrebbe forse risolvere qualcosa. Il banco vincerebbe sempre?

Telefonando ad altri tribunali, per esempio Genova, sembrano aprirsi spiragli maggiori: “Il Giudice non dice di no (solo) perchè (lei) ha preso la multa in Prefettura….dipende dalla sua documentazione”. E riguardo alla restituzione dei 33 euro in caso di vittoria: “Dipende da quello che decide il Giudice”. Dove starà la verità?

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.