“Il regime comincia dall’informazione” ma la disinformazione lo consolida

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Libera interpretazione del “mito della caverna” di Platone (estratto)

di Maurizio Vignaroli

Se è vero che “il regime comincia dall’informazione” potremmo anche dire che la disinformazione lo consolida. Rivisitando il mito della caverna di Platone in chiave “pantofolaia” potremmo dover ammettere che, purtroppo, oggi come allora la nostra libertà di pensiero è solo apparentemente illimitata. Oggi, probabilmente, Platone direbbe al suo interlocutore:

– “In una casa moderna e confortevole al piano terra di un grande stabile, pensa di osservare attraverso la finestra degli uomini che vi stiano dentro fin da piccoli con la testa rivolta alla schermo della TV, il corpo immobile, la faccia inespressiva e con in mano un inutile telecomando. Sia a pranzo che a cena, seduti sulle sedie della cucina o sprofondati sulle poltrone del salotto, hanno lo sguardo rivolto ai Tg, ai talk show, alle fiction e seppur lberi di alzarsi non lo fanno come se qualcosa di invisibile li legasse a quella consuetudine da troppo tempo consolidata.
– Li vedo, risponde (l’interlocutore).
– Immagina di vedere dall’altra parte dello schermo, nella stanza dietro la TV, uno studio in cui altri uomini, politici, conduttori, ospiti, tecnici, comparse e registi lavorino in vario modo, come è naturale, per allestire vari spettacoli tra i quali telenovelas, commedie, talk show, dibattiti ecc.
– E’ strana questa immagine, e strani sono questi spettatori.
– Somigliano a noi, rispondo, che ogni giorno torniamo stanchi dal lavoro e ci releghiamo tutta la sera seduti in una poltrona in cerca di qualcosa che ci distragga dalle beghe quotidiane. Credi che queste persone possano vedere altro se non ciò che i personaggi dietro alla TV hanno preparato, durante la giornata, in scaletta per loro? E non è la stessa cosa per le dispute che puntualmente si verificano nei reality o nei forum, nelle tribune o nei dibattiti, di mattina o di pomeriggio tra gli ospiti, politici e non, che sono pagati o hanno un interesse pubblicitario per farlo?
– Sicuramente
– Se quei prigionieri nelle poltrone cominciassero a parlare tra di loro, non credi che finirebbero per pensare che ciò che hanno visto e sentito in TV sia la verità, l’unica verità alla quale è giusto credere proprio perchè vista e sentita da tante persone se non addirittura da tutte?
– Certo.
– Per tali persone insomma, dico io, non credi che la verità sia costituita proprio da ciò che altri hanno preparato per loro, che hanno selezionato per loro, che consentono loro di vedere, diffondendo certe idee ed informazioni a scapito di altre, sottaciute o nascoste perchè non rispondenti agli interessi di chi le propone?
– Certo ammette (l’interlocutore).
– Guarda ora, come potrebbero sciogliersi da quelle invisibili catene e guarire dall’inconsapevolezza.
Ammetti che capitasse loro un caso come questo: una sera, a causa di un fulmine la TV andasse in tilt. Mentre la maggior parte degli spettatori rimane a sonnecchiare nelle poltrone, uno di loro improvvisamente si alza, scendere in strada, e decide di fare una passeggiata in solitudine. Leva lo sguardo alla luna, di cui quasi si era dimenticato l’esistenza, e così facendo prova dolore agli occhi tanto che il bagliore lo rende incapace di vedere per strada quelle figure, questa volta reali, di cui da sempre era solo abituato a vederne la raffigurazione sullo schermo. E proprio di fronte a lui scorge la bella sudamericana della telenovelas preferita che di sera fa la escort al motel dell’angolo con quel politico serio che aveva proprio visto al Tg delle 13,00.
Poco più avanti, entra nel vecchio pub ancora aperto e riconosce il conduttore del talk show, mezzo ubriaco, alla ricerca di una dose di coca in compagnia del regista del Tg… (continua) leggi di più