Il simbolismo esoterico di Rino Gaetano

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Le nuove chiavi di lettura riassunte da uno spettacolo in suo onore a Roma

di Matteo Bianchini

Uno dei più brillanti geni del ‘900. Non sembrerebbero esserci altre parole per descrivere, alla luce delle chiavi di lettura recentemente scoperte, il cantautore Rino Gaetano. L’artista calabrese avrebbe infatti nascosto dietro a testi apparente ironici e senza senso importanti riferimenti simbolici. Per contestualizzarne l’opera si può analizzare innanzitutto l’interpretazione fornita dall’avvocato Paolo Franceschetti che, rifacendosi agli studi della giornalista Gabriella Carlizzi, denuncia dal suo blog l’esistenza di potenti logge esoteriche internazionali che controllerebbero gran parte di politica, economia, scienza ed informazione. Ci sarebbero sempre loro ai vertici delle reti della pedofilia e della droga così come dietro a molti degli strani casi, ormai quasi quotidiani, dei cosiddetti ‘omicidi-suicidi’ fino ad arrivare alle più note tragedie di Cogne, Mostro di Firenze, Erba, Garlasco, Avetrana, etc sempre contraddistinte dalla consueta e torbida trama.

Paolo Franceschetti

Nel suo articolo In morte di Rino Gaetano. Alcune coincidenze… del 1 giugno 2010 Franceschetti ipotizzava che il cantautore crotonese avesse denunciato proprio questi rami deviati della Massoneria e dei Rosacroce: ‘egli metteva in musica, sia pure in forma simbolica, il modus operandi dell’organizzazione chiamata “Rosa Rossa”, nata nel 1887 nell’ambito della Golden Dawn (Alba d’Oro)… I Rosacroce, compresa la Golden Dawn e la Rosa Rossa parlano da secoli solo in forma simbolica, per mezzo di messaggi veicolati nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nell’architettura …Nascondono significati rosacrociani le opere di Botticelli, Giorgione, Leonardo in pittura; in musica è sufficiente ricordare “Il flauto magico” di Mozart; in letteratura l’opera simbolo dei Rosacroce è La Divina Commedia … Ed è proprio alla legge dantesca del contrappasso che si ispira la massoneria rosacrociana quando dà la morte a qualcuno‘. Da qui numerose e strane coincidenze: dopo il tragico incidente del 2 giugno 1981 Rino Gaetano ‘muore rifiutato da 5 ospedali, tra cui il San Giovanni e il San Camillo, in circostanze molto, troppo simili, a quelle raccontate nella sua canzone “La ballata di Renzo” il cui protagonista muore rifiutato dagli ospedali San Camillo e San Giovanni … anche lui muore all’alba e verrà sepolto al Verano, come Rino …L’edificio dove Rino abitava, a Crotone, si trasformò in un albergo dal nome “La casa di Rosa” … La Rai produce una fiction su Rino Gaetano, ne stravolge vergognosamente la vita facendolo passare per un drogato, un traditore incallito, solo e senza amici. E proprio l’album ‘Mio fratello è figlio unico‘ (altra ‘premonizione’ sulla sua morte?) contiene la cosiddetta ‘trilogia delle rose’: ‘Rosita’, ‘Cogli la mia rosa d’amore’ e Al compleanno della Zia Rosina’. In quest’ultimo brano il cantante avverte ‘vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l’ha con me’.

DIETRO AD ALCUNI BRANI RITENUTI ‘SENZA SENSO’ ALLUSIONI A POTENTI LOGGE INTERNAZIONALI?

Locandina ‘Avrei voluto un amico come lui’

Sempre Franceschetti, in un precedente articolo dal titolo Rino Gaetano ed i  messaggi i bottiglia del 19 dicembre 2008 ricordava che in questi casi ‘ai funerali delle vittime i mandanti sono sempre presenti‘. Già all’inizio della canzone Gaetano cita persone che ‘sono lì a giocare vicino al mare verde come la notte, come le mie cotte’ espressione che sembra rimandare alla spiaggia laziale di Capocotta dove si consumò nel 1953 la misteriosa morte di Wilma Montesi nella quale apparvero coinvolti alcuni elementi di spicco della società italiana dell’epoca. A tal proposito Franceschetti riporta quanto affermato da Gaetano prima di un concerto: ‘C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta’. Nella canzone l’artista parla di riti (‘proprio adesso ho finito l’ultimo bicchiere l’ultimo rito’) in cui pare rimpiangere di aver ormai ‘bevuto’ qualcosa. Il concetto del ‘bere’ è ripetuto più volte in questa ed altre canzoni ed anche in una sibillina apparizione del cantautore a ‘Domenica In’ (ho già mangiato e bevuto’).

E proprio in questo ambito si introduce l’importante libro dell’avvocato Bruno Mautone Rino GaetanoLa tragica scomparsa di un eroe’ secondo il quale il cantautore era probabilmente stato inizialmente attratto da determinati ambienti occulti che cercano di affiliare i talenti più geniali e ‘fu forse messo a tacere per una duplice ragione: come reazione all’allontanamento da una loggia esoterica in cui si era ritrovato e, soprattutto, per aver coraggiosamente diffuso con le sue canzoni fatti e circostanze che dovevano restare nell’oblio‘. Date queste premesse possiamo procedere ad analizzare i suoi numerosi brani che parlano di rose, gigli, cappelli, Porta Pia (noti simboli massonici) ma anche nomi femminili (Lucia, Maria, Rosita, Rosina, Berta, Gianna, Bice) che sembrerebbero riferirsi tutt’altro che a donne reali. La già menzionata ‘zia Rosina’ potrebbe rappresentare quindi una potente organizzazione internazionale altresì identificata alla fine della canzone col nome ‘Rita‘ (‘Rita si è sposata’). Rita (Margherita) da Cascia, essendo la santa delle rose, sarebbe infatti considerata la patrona di alcuni ordini esoterici. L’inquietante film di Pasolini ‘Salò’ sembrerebbe descrivere scenari simili e si chiude citando, senza motivo apparente, una fantomatica ‘Margherita’ (nome usato da molti artisti). Lo stesso Pasolini sarà ucciso nel giro di pochi giorni, sempre sul litorale laziale, dopo aver dichiarato nella sua ultima intervista (alla tv francese) che in certi ambienti il cannibalismo non sempre è metaforico ma talvolta reale.

Nel brano ‘Ma il cielo è sempre più blu’ Gaetano cita ‘Chi ama la zia e chi va a Porta Pia’ rimandando alla ‘zia’ della canzone precedente ed accostandola a Porta Pia (luogo massonico per eccellenza). Se così fosse l’intero brano, oggi inflazionato (forse volutamente) in pubblicità e programmi tv come motivetto banale, potrebbe invece essere un continuo riferimento a fatti dell’epoca compreso l’interesse del Potere per la psichiatria, la magia e l’esoterismo ‘chi scava nei cuori, chi legge la mano, chi regna sovrano’. Ma non è tutto: in ‘Nuntereggaeppiù’ l’artista elenca sulla stessa riga ‘il ’48, il ‘68, le P38 sulla spiaggia di Capocotta’. Questo verso potrebbe essere il manifesto del genio di Gaetano che in poche parole sembrerebbe dipingere una situazione clamorosa con collegamenti tra frange massoniche (i moti del ‘48), le cosiddette rivolte ‘spontanee’ (il ‘68) e le sempre più dubbie Brigate Rosse (le P38) collocando tutti questi soggetti sulla spiaggia di Capocotta, probabile teatro dei suddetti rituali. Va ricordato che alcuni palazzi di via Gradoli a Roma, strada nota per la vicenda Marrazzo, erano già all’epoca condivisi da elementi delle BR e dei servizi segreti, fatto che rende quasi grottesco per la sua ambiguità il panorama italiano del dopoguerra. Uno scenario contraddistinto da stragi come quella di Piazza Fontana a cui Gaetano sembrerebbe alludere nella sua ermetica Fontana chiara’ il cui testo è di sole otto parole: ‘Fontana chiara un poco dolce un poco amara’. Ebbene pare che in alcuni templi massonici esista una fonte da cui gli adepti devono bere una sostanza prima dolce poi amara.

Meriterebbero trattazione a parte tanti altri testi tra cui ‘A Khatmandu’ in cui Gaetano sembrerebbe usare in maniera sibillina elementi come il ‘lupo’, il ‘vento’ e la ‘croce a kerosene’ (riferimento ai Rosacroce?) oppure ‘Nel letto di Lucia’ (in cui avviene una partita a ‘scopone’ a cui partecipano ‘chiromanti’ ed ‘indovini’ ma anche ‘ministri’, ‘colonnelli’, ‘usurai’ e nel quale Gaetano ipotizza di portarci la solita ‘zia’),‘Glu glu’, ‘Ahi Maria’ (in cui un ‘vecchio fachiro‘ consiglia a Gaetano di ‘non bere petrolio alle 3‘ ossia di non andare in macchina a quell’ora perché potrebbe costargli caro, sarà in effetti all’incirca l’ora del suo incidente), ‘Berta filava’, ‘La festa di Maria’, ‘Stoccolma’, ‘Jet Set’, Aida’, ‘Ancora insieme’, ‘Cerco’, ‘Sfiorivano le viole’ (canzone apparentemente sentimentale in cui nella parte finale, spesso tagliata, si citano personaggi massonici come Bismarck, La Fayette e Mameli), ‘E la vecchia salta con l’asta’ (in cui sembrerebbe quasi descritto un rituale alchemico mescolato a tenebrosi scenari tipici delle fiabe nordiche) per non parlare di Gianna’ (probabile riferimento ad un notissimo personaggio italiano) che il cantautore eseguì a Sanremo col classico cappello a bombetta, agghindato con medaglie simili a quelle di alcuni ordini cavallereschi. Va infine precisato che molti altri cantanti sembrerebbero aver citato numerosi elementi simbolici nei loro brani ma nessuno lo ha però forse fatto con l’apparente e geniale disimpegno di Rino Gaetano al quale è stato in questi giorni dedicato lo spettacolo ‘Avrei voluto un amico come lui’ scritto dallo stesso Franceschetti assieme a Claudio Del Conte e recitato dal grande giornalista ed attore David Gramiccioli. E nell’opera viene menzionato un particolare legato alla nostra regione: sembra infatti che un giovanissimo Gaetano, mandato dalla famiglia a studiare a Narni, fosse rimasto affascinato dalle misteriose iscrizioni presenti nella celebre parte sotterranea della città.

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.