Ci sono parassiti e parassiti

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(foto: youtube.com)

“Siamo in guerra”, in guerra contro coloro che non pagano le tasse. E’ questa la nuova crociata che il presidente del consiglio Mario Monti sta portando avanti sulla spinta soprattuto di molti esponenti della sinistra italiana. Se il principio di far pagare le tasse a tutti coloro che lo devono è sicuramente condivisibile, alcuni dubbi nascono sui metodi da seguire. Se infatti a suo tempo Tremonti, ministro delle finanze del governo Berlusconi, cercava di togliere quante più penne possibile dai propri polli (noi) senza che questi protestassero troppo, ora i tempi sono cambiati. Si preferisce prenderci direttamente per il collo senza lasciarci neanche una penna tra legambe. Risultato? Niente più penne e niente più polli da spennare: in città non si contano più i negozi che hanno chiuso ma quelli che sono ancora aperti e a causa del crollo dei consumi i supermercati, troppi e troppo grandi, cominciano ad accusare il colpo diminuendo vendite e personale.
Colpa del “parassita evasore”, raffigurato in un noto spot istituzionale come un povero disgraziato con barba e sguardo accigliato che più che un evasore fiscale sembra il fruttivendolo del mercato all’angolo pagato pochi euro per metterci la faccia? E’ possibile che all’intelligence economica del nostro paese sfugga che i veri evasori possiedono grandi barche, grandi auto, e grossi conti correnti all’estero magari intestati a società di comodo in paradisi fiscali? Possiamo dubitare dell’intelligenza dei nostri tecnici-politici al punto di credere che non si rendano conto che la “crociata” allo scontrino fiscale del pizzicagnolo non porterà mai alla eliminazione delle cause del debito pubblico? Perchè non si vede mai uno spot in cui la parte del parassita sia recitata da uno degli innumerevoli dipendenti pubblici che in nero fa doppi o tripli lavori esentasse? O da uno dei consiglieri delle aziende a partecipazione pubblica con i bilanci in rosso che si gode le entrate extra spaparanzato ai Tropici? O magari da uno degli innumerevoli politici corrotti che anzichè rappresentare i nostri interessi si occupa esclusivamente dei suoi?
A ciascuno la propria risposta. Nel frattempo, visti i risultati delle vecchie, credo sia meglio diffidare di chiunque proponga nuove “crociate”. Qualsiasi esse siano.

Maurizio Vignaroli

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Nato a Perugia, laureato in Filosofia, dal 1992 al 2002 ha collaborato con l'edizione umbra de La Nazione. Iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti nel 1993 sceglie di condividere opinioni libere ed indipendenti e nel 2003 fonda con Armando Vignaroli il periodico Free Press - Libera Stampa. Direttore responsabile di Free Press - Libera Stampa, curatore di perugiafreepress.com e occasionecasa.com. Dal 2014 fa parte dello studio giornalistico Consulpress.