Umbria Jazz 2021, molto deludente

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di Maurizio Vignaroli

PERUGIA – Si può dire che l’edizione 2021 di Umbria jazz non sia partita in modo esaltante. Nel primo fine settimana, in cui le aspettative erano promettenti, si è vista un po’ più di gente ma le pattuglie della polizia collocate nelle principali piazze del centro con i lampeggianti “antiassembramento ” in bell’evidenza hanno contribuito a creare un’atmosfera più da paese sudamericano che da uno occidentale in zona bianca.

Durante la settimana si è potuto constatare la pressochè totale mancanza di turisti sia stranieri che italiani dovuta probabilmente all’ormai acquisita abitudine post lock down di evitare gli spostamenti e ritirarsi presto la sera ma anche all’asfittico programma jazz messo in campo quest’anno dall’organizzazione. Così nonostante i pub, le gelaterie e i ristoranti avessero la facoltà di prolungare l’orario di apertura fino alle tre di notte, molti hanno preferito abbassare le sarrande a mezzanotte e mezzo semplicemente per mancanza di clienti.

“Del resto quest’anno – confermano alcuni gestori – non sono stati previsti concerti in centro e i pochissimi turisti preferiscono andare a letto presto per poi visitare Assisi o fare escursioni la mattina seguente”.

Se ci mettiamo pure i concerri annullati, come quello di Imany previsto per il 15 luglio e le defezioni illustri come quella di Gino Paoli che non sarà presente alla serata finale, ci si può domandare: “ma a queste condizioni ha avuto un senso organizzare Umbria Jazz 2021? Non era forse meglio rinunciarvi facendo più bella figura anzichè aggiungere depressione a depressione in un momento in cui da tempo si minacciano altre chiusure in nome della variante Delta?”

E’ noto che se si rinuncia all’organizzazione di una manifestazione culturale bisogna anche essere disposti a rinunciare ai relativi finanziamenti.  A tale proposito sarebbe interessante conoscere se questi contributi, stanziati per l’edizione 2021, siano stati ridotti almeno in misura proporzionale all’evidente calo di qualità che sta caratterizzando la manifestazione.

  • Una cosa abbiamo notato sicuramente aumentata rispetto alle precedenti edizioni: il numero degli addetti alla sorveglianza dell’arena di Santa Giuliana molto attivi nell’allontanare chi non può permettersi di spendere un biglietto di 35 euro e si accontenta di ascoltare la musica nelle vicinanze dello stadio. In un momento di ristrettezza economica non è certo un bell’esempio di tolleranza. Intolleranza che invece sarebbe piú utile manifestare contro i veri fenomeni criminali come smercio di droga, furti e scippi anziché organizzando inseguimenti di ragazzi senza mascherina colpevoli di voler vivere in pace la loro età.

Questa non è l’Umbria Jazz per cui Perugia è famosa nel mondo, questo non é il modo di rilanciare una città che sta perdendo fascino agli occhi del mondo.