Viva la vita, abbasso la morte!

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Che ne pensi tu, Leandro, del suicidio assistito?”, mi ha chiesto ieri una mia conoscente cinquantenne, mentre arrancava disperatamente su per un’erta perugina, ansimando, sbuffando e caracollando come un orso, devastata com’è da mille e un acciacchi.

“Eh, che ne devo pensare, cara?. Innanzitutto pena smisurata per quel quarantenne, che non ne poteva più di patire dolori psichici, morali e fisici. Poi, sconcerto per la scelta elvetica in termini economici, quando un flacone di Fenobarbital ti viene a costare qualche diecina di euro e ben si sa che, unito ad altri farmaci, può facilmente “stenderti”. Sulla ignobile speculazione politica dei soliti tristemente noti beccamorti, invece, per mera decenza, preferisco glissare”.

Solleva la testa, la tapina, come un moderno, addolorato, caravaggesco San Giovanni decollato e, inalando aria a pieni polmoni, con immensa fatica, rantola :”Ma lo sai che in Svizzera, Olanda, Belgio, Canada, Giappone, Colombia, Stati uniti d’America, Lussemburgo, Spagna, Germania l’eutanasia è legalizzata o comunque non perseguita?”. Ed io, con infinita tenerezza, le afferro il capino piegato e le sussurro :”Ma lo sai, cara, che tu in Svizzera, Olanda, Belgio e Canada, eccetera, mal ridotta come sei, saresti di già candidata alla punturina?”.

Mi fissa tra la stupita e l’offesa e se ne va senza proferire verbo. Amo camminare a piedi e questo mio girovagare urbano mi fornisce spunti di conversazione infiniti. Ed infatti, prima di tornare a casa, mi imbatto nel biblico Geremia, versione in gonnella, bislacca ultraottantenne, che nemmeno mi saluta, quando mi incrocia, ma non per maleducazione se non per subito snocciolarmi le patologie che l’hanno subissata nell’ultima settimana. E giù la gragnuola di mali, con in testa il diabete, che le procura soprattutto disturbi alla vista, e non dimentichiamoci dell’anca, per favore.

“Che dolori che mi da, dopo l’intervento chirurgico di alcuni anni or sono. Non riesco a dormire se non un’oretta, perché appena mi giro nel letto, eccoti che mi sveglio e sono costretta ad alzarmi. Non ne posso più! Perché non mi raccoglie il Signore?”.

Già, medito silenziosamente io : perché no, o Signore?

MORTE

Decrepita, ma informatissima su Fabiano Antoniani, alias Dj Fabo, oltre che su terapie e medicinali, mi confessa candidamente che ha fatto proprio bene quel ragazzo (40 anni aveva e tuttavia ragazzo, bah!) a scegliere la morte per interposta persona. Spaventato e stanchino di queste sostenitrici della orripilante e nera mietitrice, anche alla storta cariatide rammento che nelle sue condizioni fisiche, se fosse una Legge dello Stato a decidere per noi le fasi ultime della vita, sarebbe stata interrata da un pezzo. Neanche lei la prende granchè bene, ma non ribatte e se ne va zigzagando, appoggiata al suo bastone. Nell’ultimo tratto di strada, prima di raggiungere casa, evito accuratamente ulteriori, nefasti incontri, appiattendomi pure dietro un furgone per sfuggire al terzo menagramo con tendenze suicide/omicide e inevitabilmente mi pongo a riflettere sulla cultura di morte che sta sopraffacendo quella della vita in tutto il cosiddetto mondo progredito.

Che il diavolaccio fosse sordo, perché non si sa mai cosa potrebbe accaderti, ma tutto questo agitarsi per eliminare le sofferenze altrui mi sa tanto di ferrea volontà di scansare le proprie, di pene, quando si pone in gioco la nostra esistenza, perdendola totalmente, stando dietro a persone bisognose di cure e di tanto amore. Ricordo la vicenda della mia secondogenita Lucrezia Valentina, la quale per 28 anni dipese da me e sua madre. Non credo, anche avesse potuto esprimere il suo parere, avrebbe mai optato per la morte a prescindere. E così, reggendo la mano a malati terminali, persone carissime, salvo un caso (ma solo perché non si perdonava certe colpe come padre), ho recepito la volontà di abbandonare a cuor leggero questa valle di lacrime, meno che mai il desiderio che si legalizzasse la pena capitale ad opera dei falsi buonisti, indorandola come dolce morte… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2017/03/01/viva-la-vita-abbasso-la-morte/

Leandro Raggiotti

Perugia, 01 marzo 2017

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta. E però, dallo scorso 13/07/2016, la Questura di Perugia, su mandato del Consiglio di Stato e del Ministero degli Interni, non m'ha rinnovato la Licenza di Porto di fucile per uso di caccia, che detenevo dal 1969. Tutto per un fatto occorsomi "appena, appena" il 07 giugno 1985 e per il quale avevo ottenuto la Riabilitazione il 26 marzo 1992. Un'ennesima, vessatoria umiliazione da parte di uno Stato (una sottospecie di Re Mida alla rovescia : tutto ciò che tocca lo trasforma in m....) che si rimangia le sue stesse Sentenze. Alla luce di questo incredibile ed increscioso arbitrio, quindi, dal giorno dell'Apertura io e Taz ce ne andiamo in "esplorazione" senza fucile.