“Todos caballeros”, Sindaco Romizi?!

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Foto: https://leandro283.wordpress.com/2016/11/30/todos-caballeros-sindaco-romizi/
Todos caballeros” è un’espressione attribuita a Carlo V (d’Asburgo, quello del :“Sul mio regno non tramonta mai il sole.”) durante una visita ad Alghero nel 1541, con forte valenza ed accezione negativa fin dalla sua, presunta proclamazione. In soldoni, per ciò che concerne l’organizzazione statale centrale e le sue ramificazioni periferiche, oggi la traduzione potrebbe suonare più o meno così : “Tutti generali e zero soldati semplici”, e anche : “Una laurea regalata a chicchessia scade di importanza”. Vero è che chi vale, sul mercato del mondo reale non abbisogni neppure del classico pezzo di carta. Saranno le sue capacità intrinseche e le azioni che ne scaturiranno nello svolgimento di una qualsiasi attività, infatti, a determinarne il successo o l’impietoso fallimento, escludendo da questa dura selezione i rampolli delle dinastie familiari imprenditoriali, ovviamente.

Ma nel Pubblico, altrimenti detto il mondo delle fiabe, cosa è avvenuto dagli anni ’70 in qua?

Una pletora di laureati ha straripato dagli uffici. Non ci sono più scrivanie disponibili. La piramide sociale, lavorativa, s’è rovesciata. Il vertice di questa figura geometrica s’è dilatato fino ad assumere l’aspetto della base, per significato ed ampiezza raggiunta.

Il Municipio di Perugia ne costituisce un esempio eclatante, di questa (in)necessaria abbondanza “culturale”, mentre di operai nell’area urbana neppure l’ombra.

S’aggira sporadicamente qualche pandina bianca con le scritte comunali, ma risulta difficilissimo avvistarne il conducente scendere. Rete fognaria, strade, marciapiedi e giardini non sono messi benissimo. Forazze, che ad ogni pioggia zompano in aria, buche, erbacce, piante infestanti e radici sporgenti rappresentano un pericoloso esercizio di salto ad ostacoli, con la frattura di qualche osso sempre in agguato. Gli unici che capitano, soltanto quando non richiesti, sono i pizzardoni, che non lesinano in quanto a “ricordini” lasciati sotto i tergicristalli. Non va, così, signor Sindaco. Non ne possiamo più di questo stato d’abbandono. Rivogliamo persone competenti, che pattuglino le vie cittadine con gli attrezzi necessari alla loro manutenzione, dipendenti diretti del Comune. Alla prima neve, poi, ci ritroveremo con il traffico paralizzato in attesa che si sciolga, more solito. Dai, su, un po’ di coraggio, Primo Cittadino!. Cacciamo fuori dal teporino delle loro stanzette i troppi impiegati, uomini e donne, che vi si stravaccano. Di tre ne potrebbe restare uno a svolgere certe mansioni, in primo luogo per ridare dignità a chi lavora seriamente negli enti pubblici, e ce ne sono, mi creda. E non solo in Comune, ma in Provincia (o come accidenti si chiami ora), Regione, Ospedale e Prefettura. Ne coinvolga, dunque, i rispettivi vertici responsabili, orsù!

Io mi pongo a disposizione, a patto che mi sia concessa la facoltà di scegliermi i collaboratori. Ne sarei felicissimo. Giusto per fare un paragone, fino a tutti gli anni ’60, quando iniziava a fioccare (immancabilmente e dispettosamente a mezzanotte), l’addetto d’allora in cinque minuti giungeva a Palazzo dei Priori per distribuire sale ed arnesi vari da lavoro. Nell’androne incontrava una folla festante di quindicinali (manovali che venivano assunti soltanto per 15 giorni), la maggior parte dei quali era già munita di picconi, pale, badili e scoponi propri. Capito, Romizi?! Impartiva… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/11/30/todos-caballeros-sindaco-romizi/

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.