Seborga, dove tutto ebbe inizio…

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Secondo la leggenda i primi Cavalieri incontrarono Bernardo da Chiaravalle proprio nel Principato

Le vicende dei Cavalieri Templari sono da sempre un argomento di grande interesse anche nella nostra regione: siamo andati così in uno dei luoghi da cui probabilmente tutto ebbe inizio ossia il Principato di Seborga situato nell’estremo ponente ligure della Riviera dei Fiori, quasi al confine con la Francia. Noto a molti per le sue istanze di indipendenza dall’Italia il piccolo paese è costantemente oggetto di studio da parte di diversi storici internazionali che riportano spesso la tradizione secondo la quale i primi Templari partirono proprio da lì alla volta di Gerusalemme per poi farvi ritorno accolti da Bernardo da Chiaravalle (Santo Patrono del Principato) di fronte al quale giurarono che avrebbero difeso un ‘grande segreto’. Ed i nobili ideali di quei tempi ben si conciliano con l’atmosfera suggestiva che caratterizza da sempre Seborga. Come riportato dallo storico locale Giorgio Pistone sulla rivista ‘Equitazione & Ambiente’ del giugno 2008 il paese infatti “era sacro già al tempo dei Celti così come gli altri villaggi della zona Bajardo, Perinaldo e Castelvittorio. I quattro luoghi furono governati da otto uomini (due per paese) che difesero per più di mille anni un’importante tomba, tradizione che si ritroverà nei secoli a venire anche nelle regole della Paupera Militia Christi di San Bernardo”.

Il fascino della vicenda arriva ai massimi livelli quando notiamo che molti aspetti si ritrovano anche in studi apparentemente lontani fra loro: l’architetto francese Georges Prat, ricercatore di geobiologia più volte citato su questo giornale, ha infatti segnalato che proprio due di quei paesi, Seborga e Castelvittorio, sarebbero attraversati ancora oggi da un’importante linea energetica detta ‘rete dell’oro’. Ma tornando al racconto di Pistone ritroviamo Seborga nell’epoca appena successiva a Gesù quando molti cristiani approdarono ai lidi provenzali e liguri ove incontrarono i discendenti della suddetta tribù celtica instaurando subito con questa un rapporto particolare, quasi ispirato dall’alto: “Essi avevano fondamentali punti di contatto quali l’unicità di Dio, l’immortalità dell’anima, la convinzione dell’esistenza di un mondo intermedio, l’amore fraterno per tutti, la tolleranza e la sacralità per i numeri tre ed otto”.

Il paese ligure rivendica da anni l’indipendenza e si fa oggi strada fra turismo, sport e cultura

Ed avvenne in tale contesto un fatto straordinario: fu collocata a Seborga una reliquia di importanza inimmaginabile e da quel momento il luogo venne denominato ‘sepulcrum’. Nei duemila anni successivi il villaggio fu quasi innominabile, conosciuto solo dalle più alte sfere cristiane, inaccessibile agli eserciti, inviolato dai saccheggi e considerato terra di protezione per i rifugiati catari. Sotto Ludovico il Pio ‘sepulcrum’ (da cui il nome ‘Seborga’) divenne ‘formalmente un ‘principato imperiale’ di cui il vescovo Claudio fu il primo principe’ ed in seguito, nel 1600, si arrivò alla coniazione delle monete ufficiali. Le successive vicissitudini terrene comprese quelle della famiglia Savoia e del Regno d’Italia ‘neppure sfiorarono il Principato che mantenne il suo carattere estraneo, sempre accuratamente ignorato per la sua natura essenzialmente religiosa’. Motivo per il quale, dopo tanti anni di silenzio, nel 1963 il carismatico e geniale Giorgio Carbone riprese in mano la vecchia tradizione e venne eletto Principe col nome di S.A.S. (Sua Altezza Serenissima) Giorgio I, per poi essere riconfermato a vita nel 1995 unitamente alla promulgazione degli Statuti Generali.

Il Principe diede il via ad importanti relazioni internazionali scontrandosi però con lo Stato italiano che considerava (e ritiene tuttora) Seborga un proprio comune. E così, nonostante le numerose documentazioni prodotte nel tempo da ricercatori e studiosi, alcune richieste di indipendenza sono state finora rigettate. La morte di Giorgio Carbone avvenuta nel 2009 non ha però scoraggiato i cittadini seborghini che hanno scelto un nuovo sovrano, Marcello Menegatto, secondo il modello del principato elettivo settennale. Oltre al Principe vi sono oggi diversi Consolati esteri, i Priori del Popolo ed alcuni Ministeri riuniti nel ‘Consiglio della Corona’ che attualmente, pur producendo ancora l’antica moneta detta ‘luigino’ valutata sei dollari nel mercato dei collezionisti, possono sviluppare il proprio Stato solo tramite attività turistiche, culturali e sportive in attesa di un riconoscimento politico che sembrerebbe peraltro già arrivato, quantomeno fra le righe, da parte di altre nazioni. Tra gli aspetti tipici sono noti ad esempio i francobolli, l’inno nazionale, il vessillo recante il curioso motto ‘sub umbra sedi’, le targhe automobilistiche, la bandiera biancazzurra e l’Ordine dei Cavalieri di Seborga, eredi dell’antica tradizione.

Persona di grande spessore in questo ambito è Marcello Paris, Cavaliere nonché Direttore della rivista ufficiale del Principato ‘Inside Seborga’ e Presidente del CONS, il Comitato Olimpico che punta allo sviluppo sportivo del Principato, equiparabile al CONI italiano. ‘Il nostro compito – afferma Paris – è quello di custodire e difendere l’importanza di Seborga in vari ambiti. Attraverso sport e cultura possiamo diffondere i nostri valori e far conoscere la nostra storia a livello mondiale; tramite il nostro Comitato Olimpico e la rivista Inside Seborga i partner e gli sponsor che dovessero essere interessati possono contribuire alla causa del Principato ottenendo nel contempo un’importante visibilità internazionale. Esiste poi la ‘Carta d’identità dello sportivo’, riservata a tutti quegli appassionati che vogliano sostenerci ed entrare nel mondo del nostro Comitato Olimpico. Anche i sindaci italiani possono fare molto intitolando magari una via della loro città al nostro Principato come già avvenuto in alcuni casi’.

L’aspetto spirituale, peculiarità di Seborga, è appunto portato avanti oggi dai Cavalieri: ‘sono spesso uomini che arrivano da ogni parte del mondo per migliorarsi – prosegue Paris – desiderosi e bisognosi di provare qualcosa di Vero e vedere le cose con occhi diversi’. Ricollegandosi alle parole di Prat qualcuno afferma che a livello esoterico l’oro non sia solo il noto metallo ma anche una vibrazione positiva, spesso data dal progresso interiore. Ed è per questo che visitare il piccolo Principato di Seborga con i suoi angoli misteriosi, i suoi musei, i suoi scorci panoramici e le sue chiese, appare proprio come aprire uno scrigno… pieno d’oro.

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.