Se mi scanneranno con un coltello? Ah, beh, io risponderò con un pennarello!

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Non passa settimana, giorno, oramai, che nella gaia Europa e non solo, un maomettano non aggredisca ignari passanti, asfaltandoli con camion, anche imbottiti d’esplosivo, crivellandoli di proiettili o, banalmente (perché non fa quasi più notizia), scannandoli con un coltellaccio o aprendoli in due con un’ascia. Ma guai a chi osi accostare la furia omicida all’islam, perché, se lo sostiene pure Francesco da Buenos Aires che detta religione è una fonte di pace (eterna, insisto io), chi c…o mai saranno quegli impertinenti che hanno avuto un figlio, una persona cara, comunque, fatta a pezzi da un assassino che gridava :” Allah è il più grande!”, per permettersi di sostenere il contrario?

Lo giuro, non per pignoleria e meno che mai per contraddire sua santità, ma è di questi minuti (tarda mattinata) la ferale velina che mette al corrente il mondo intero dell’assalto a suon di bombe a due pulmini pieni zeppi di turisti in Afghanistan (americani ed inglesi) con un numero di morti e feriti da stabilire, che i talebani non tarderanno a rivendicare.

Domanda ingenua, la mia, ma ineludibile: praticare delle escursioni in quel Paese?!

Non divaghiamo. In Siria ed Iraq, cartelli stradali dovrebbero mestamente, quanto sarcasticamente, annunciare, in arabo ed inglese, ma pure in aramaico, la lingua parlata da un certo Gesù di Nazareth, che per noi comuni e caparbi fedeli cristiani resta sempre il Cristo, Unico Figlio dell’Altissimo, vero Dio e vero uomo, generato, e non creato, della Stessa Sostanza del Padre :

“CRISTIANI ORIENTALI, E NON, DISPERATAMENTE CERCASI”.

Eh, sì, perché a Mosul, Iraq, credo sia rimasto soltanto il vescovo Emil Shimoun Nona (della chiesa caldea, fra le più antiche dei luoghi dove nacque il cristianesimo), il più giovane arcivescovo cattolico del mondo (a 42 anni d’età la sua nomina nel 2009), nato in Siria ad Alqosh.

In un’intervista rilasciata da Erbil, Kurdistan, a Famiglia Cristiana il 22/02/2015, ed intitolata “Vogliono far sparire i cristiani”,  denunciava quanto segue: “…….Dai 35 mila cristiani dell’arcidiocesi nel 2003 (anno dell’invasione americana) ai 3 mila dei primi del 2014 fino allo ZERO DI ADESSO, dopo l’invasione dell’Isis della Siria. Dalle violenze sporadiche (il sacerdote Ragheed Ghanni ucciso sulla porta della Chiesa nel 2007; l’arcivescovo Paulos Faraj Rahho, precedessore di monsignor Nona, rapito e morto in prigionia nel 2008) alla casa vescovile di Mosul trasformata nel quartier generale delle milizie islamiste.

……dice l’arcivescovo, “che almeno il 25% delle famiglie oggi esuli in Kurdistan non ha intenzione di rientrare a Mosul e nei villaggi della Piana di Niniveh, ma io temo che la realtà sia ancora più triste. D’altra parte, la crisi generata dall’Isis ha fatto emergere un cumulo di problemi nel rapporto con i musulmani che hanno radici nella storia, non sono certo nati nel 2003. Noi cristiani, nella vita quotidiana, siamo sempre stati trattati male. E ora i primi ad approfittare della nostra difficoltà, a prendersi le cose che abbiamo dovuto lasciare per salvarci dall’Isis, sono proprio i nostri vicini di casa, i conoscenti, persino gli amici musulmani. Come arcivescovo conoscevo un sacco di persone a Mosul, anche di alto livello culturale e sociale. In otto mesi ho ricevuto in tutto un solo Sms di una persona che voleva sapere come stavo. Quindi, come si può pretendere che la nostra gente torni, in futuro, a vivere in un ambiente così insicuro, per non dire infido?”. L’estinzione della presenza cristiana in Iraq, a lungo paventata, oggi può diventare realtà? “Di certo siamo a un tornante decisivo della storia. L’altro giorno, il parroco di un villaggio alle porte di Mosul mi diceva che delle 700 famiglie cristiane della sua parrocchia, già 150 hanno lasciato l’Iraq e sono andate all’estero. Ogni giorno ci sono famiglie che partono, ogni giorno. E molte delle altre restano solo perché non hanno i mezzi o i contatti per partire. D’altra parte è una situazione che pare senza uscita: i giovani non vedono prospettive per il futuro; gli anziani subiscono una condizione di pericolo e persecuzione cui non riescono a sottrarsi. La speranza sopravvive proprio perché ci sono ancora persone che non li lasciano soli, che si occupano di loro e fanno sentire che c’è ancora qualcuno che gli vuole bene”. Come vede l’Iraq di domani? Che accadrà se noi non ci saremo più? In ogni caso, non si tratta solo di esserci ancora o non esserci più. In quali condizioni sarà la comunità cristiana dell’Iraq, domani? Che ruolo potrà giocare? Avrà ancora un ruolo? Queste sono le risposte decisive”.

Questa la testimonianza (vera) sulla guerra di religione in atto scatenata contro i cristiani del Vicino e Medio Oriente da parte dei soldati dell’esercito islamico, (…) e non risibili elucubrazioni filosofiche da sofista della domenica, distante anni luce dalle schegge delle granate.

Ed allora, parafrasando il nostro pontefice, chi sono mai io per mettere in dubbio il racconto di sua eccellenza Emil Shimoun Nona?

Molto seriamente, a quei pochi che trovassero il tempo per distogliersi dai Pokemon, suggerisco, inoltre, di partecipare al terzo incontro della serie, che si terrà sabato 20 agosto prossimo nella stupenda chiesetta di San Costanzo, a Perugia, con la recita del santo rosario, a sostegno dei cristiani perseguitati di Siria ed Iraq, normalmente preceduto dalle testimonianze (agghiaccianti) di confratelli nella fede che non ne sono scappati a gambe levate per un capriccio, ma sotto l’incombere delle mannaie musulmane. Così si avrà modo di appurare che Assad e Saddam Hussein in confronto al nuovo che avanza rischiano di passare alla Storia come dei benefattori dell’umanità.

Come aggravante alla pesante aria che si respira nel Belpaese, “Gambebelle” Pinotti, ministra della difesa, tra un ondeggiar di fluente chioma e l’altro, ieri ci ha informati che (in qualità di sconfitti della Seconda guerra mondiale, perennemente oppressi sotto il tallone degli Stati Uniti d’America, n.d.r.) forse offriremo in gentile concessione le nostre basi aeree, per lanciare un pochino di quelle bombe intelligenti che tanto seguitano a far lievitare lo smisurato “amore” che già nutrono nei nostri confronti tutti i dirimpettai mediterranei. Quelli libici, nell’occasione.

E per conseguenza, Alfano ci da la bella notizia che l’Italia non è a rischio zero in quanto ad attentati, ma che dobbiamo stare tranquilli a prescindere e però, nel contempo, blinda Vaticano, Colosseo e sedi istituzionali varie, all’insegna che dei poveracci chissenefrega, che crepino senza dar eccessivo disturbo, perché poi, tanto, l’infondato pericolo del quanto mai fantomatico terrorismo islamico è solo l’avvelenato frutto mentale prodotto dall’islamofobia inculcataci da quei cattivoni alla Salvini, per intenderci.

Insomma, nuvoloni neri s’addensano all’orizzonte per l’umanità che tuttavia disponga di indipendente senso critico, mentre lavoro in abbondanza si prospetta, invece, per psicologi, assistenti sociali e psichiatri, che si troveranno innanzi incavolatissimi terroristi islamici, i quali, dopo anni di faticoso indottrinamento e serio addestramento militare, si sentono dare dello scemo e non del martire. C’è di che compatirli, sarei furibondo anch’io con gli scettici miscredenti, e poi vogliamo mettere le parcelle degli strizzacervelli!!!

Non disperiamo, occidentali (se avesse poi ancora senso questa etichetta), perché alla fine una salvifica strada ci resta. Quella di precipitarci in fretta e furia nella prima cartolibreria delle vicinanze. Credetemi, è l’unica, vincente soluzione contro chi ci vuol stecchire!

Perché ci fanno un baffo gli sterminatori, soprattutto se semplicemente armati di coltello,… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/08/04/se-mi-scanneranno-con-un-coltello-ah-beh-io-rispondero-con-un-pennarello/

Leandro Raggiotti

Perugia, 04 agosto 2016

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.