Roberto Bovaio: “Cristiani perseguitati in Kazakistan”

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Foto: https://www.jw.org/it/testimoni-di-geova/

Oltre alla Russia, anche il Kazakistan sta perseguitando senza ritegno diverse confessioni cristiane.
I metodi sono sempre gli stessi: certi individui, fingendosi interessati a una certa confessione religiosa, chiedono di incontrarsi con alcuni membri di tale confessione; di nascosto, però, registrano le conversazioni e le trasmettono alle autorità.
Sulla base di quelle che sono pacifiche conversazioni religiose, le autorità accusano i membri della confessione di “incitare alla discordia religiosa” e di “promuovere la superiorità religiosa”.
Di recente le autorità hanno preso di mira anche i Testimoni di Geova, confessione presente in tutto il mondo e universalmente riconosciuta come pacifica.
Sulla base di queste pacifiche discussioni a carattere religioso, due testimoni di Geova sono stati messi sotto custodia cautelare per 60 giorni e, se saranno ritenuti colpevoli di “incitamento alla discordia religiosa”, rischiano fino a 10 anni di carcere!
Intanto il loro primo appello è stato respinto.
Sono entrambi sposati e uno di loro ha 61 anni, tre figli e gravi problemi di salute.
Il Kazakistan continuerà a perseguitare i cristiani?
O continuerà a violare i diritti umani?
Il 9 agosto 2016 il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite si è detto “preoccupato per le restrizioni ingiustificate imposte all’esercizio della libertà religiosa” nonché alla “libertà di opinione e di espressione”. Per ulteriori informazioni inerenti al caso, vedi: https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/kazakistan/testimoni-imprigionati-20170126

Roberto Bovaio
Referente locale dei Testimoni di Geova