Replica e controreplica a: “l’autobus double-face”

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Replica

Come conducente di Bus Italia mi sento chiamato in causa dal suo articolo sig. Vignaroli ed anche offeso per i toni ironici e beffeggiatori usati per descrivere la nostra categoria. Svolgo il mio lavoro con serietà ed abnegazione, è un mestiere che ho scelto.con passione e volontà, affronto quotidianamente situazioni di ogni genere, in considerazione del tipo di società e dei problemi di vario genere che ci sono e nei quali non mi addentro in questa circostanza. Trovo abbastanza ridicolo giudicare una intera categoria di lavoratori, classificarla sommariamente e secondo il proprio, limitato, metro di giudizio, dopo solo una breve frequentazione di una linea di autobus per un mese o poco meno. Trovo alquanto inopportuno e offensivo valutare come “medio-bassa” la cultura dei conducenti. Per caso ha fatto un test a tutti noi Sign. Vignaroli? Attraverso quali informazioni ha potuto realizzare questo grafico così preciso dei titoli di studio dei conducenti? Per caso estrapolando due parole o tre dai discorsi tra autisti scambiati velocemente mentre cambiano turno? Un metodo scientifico! Complimenti! È vero, ci salutiamo quando ci incrociamo, perché ci rispettiamo e ci teniamo a farlo, perché siamo educati e siamo una squadra unita e solida. A lei non capita mai di lampeggiare o suonare il clacson ad un amico incrociato per strada? Perché è tanto strano e inopportuno se a farlo siamo noi? Lei ragiona ponendosi su un gradino di superiorità, con fare ironico e saccente generalizzando alcuni comportamenti ad una intera categoria di lavoratori, che quotidianamente trasportano migliaia di persone con professionalità e cortesia.Inoltre, per quanto riguarda il problema che le ha evidenziato sul cambio di turno e di lettera degli autobus, invitiamo I signori passeggeri ad accertarsi prima delle linee e dei cambi. Le Informazioni sono contenute nelle varie brochure distribuite gratuitamente, l’ufficio informazioni è sempre disponibile e,attento. Ironia della,sorte questi turni sono studiati e stabiliti proprio da persone laureate!

guarino.alessandro73@gmail.com

Controreplica

Caro autista da un lato sono contento che l’articolo: “Cronache dall’ex Silvestrini: l’autobus double-face” abbia risvegliato in lei l’orgoglio di svolgere il suo mestiere con passione e volontà, dall’altro mi dispiace che tra le due tipologie da me descritte non si sia riconosciuto in quella dei “gentili e disponibili” che per fortuna ci sono nonostante i colleghi scostanti e seccati che almeno a Perugia sono molti.
Per quanto riguarda l’osservazione che molti suoi colleghi siano “all’apparenza di cultura medio-bassa” non sono certo io a doverle far notare che la cultura non dipende dal grado di istruzione raggiunto (se si sia o no laureati) o dal pezzo di carta che si ha in tasca ma, tra l’altro, dalla capacità di argomentare, dall’interesse a conoscere e dalla disponibilità a comunicare. Come valuterebbe il grado di comunicazione di un suo collega che alla richiesta di informazioni di un passeggero circa la fermata dell’autobus risponde: “C’è scritto sulla tabella”. Oppure un’altro che in silenzio cambia la tabella, e relativa destinazione dell’autobus, sapendo che i passeggeri saliti ne sono inconsapevoli. Qualsiasi persona con un minimo di “cultura e passione per il proprio lavoro” avrebbe avuto la capacità di esprimere almeno due parole, tipo: “Attenzione signori volevo avvertirvi che la linea è cambiata”. Si potrebbe continuare ancora tuttavia per non apparirle beffardo mi fermo qui compiacendomi di aver avuto la possibilità di conoscere lei autista, appassionato ed innamorato del proprio lavoro. Magari potrebbe sensibilizzare anche quei suoi colleghi che lo sono un po’ meno.

Maurizio Vignaroli