Razzismo in Italia?

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Foto: leandro283.wordpress.com/
Non me ne frega alcunché della dinamica in cui è avvenuto l’omicidio di Fermo. Spetterà agli inquirenti, con molti se ed altrettanti ma, more solito, a far luce sul fatto di sangue con imparzialità (eh, m’immagino quanto, accecati come saranno, i giudici, dai diktat che gli perverranno dall’alto di Bruxelles e di Roma, per un’esemplare punizione del razzista italiano!).

Quello che mi spacca il cuore, invece, è dato dal fatto che un nigeriano, cristiano, probabilmente davvero scampato alla furia assassina dei maomettani di Boko Haram (basterebbe indagare, però, se proviene dal nord est di quell’immensa e straricchissima nazione africana a guida governativa islamica) uno dei pochi, insomma, ad aver realmente diritto ad un’accoglienza fraterna, con o senza documenti di sorta, sia stato massacrato da un altro battezzato.

Con le lacrime agli occhi proclamo, dunque, a squarciagola :

“Pace all’anima tua, Emmanuel Chidi Namdi e che Cristo Glorioso t’accolga fra le sue amorevoli braccia”.

Acclarato come la pensi il sottoscritto su chi debba o non debba essere ospitato a spese della collettività italiana, e non volendo neanche conoscere il nome del suo carnefice, non credo, tuttavia, che possa, l’omicida, essere riduttivamente definito come un pazzo scatenato, il solito esecrabile fascista, che, all’improvviso, si sia trasformato nel Charles Bronson del film “Death wish” (“Il giustiziere della notte”), attore statunitense, il quale, nella finzione cinematografica, interpreta un banalissimo professionista, addirittura obiettore di coscienza, che, in seguito all’uccisione della moglie e allo stupro della figlia, che finisce in una casa di cura per malattie mentali, per mano di tre mascalzoni, esasperato dall’impotenza delle Istituzioni e dall’inefficienza delle Polizie, inizia a sistemare le pendenze con i delinquenti, imbottendoli di piombo.

Ecco, occorre franchezza e gridare ai quattro venti che in Italia, abbiamo superato da un pezzo la soglia normalmente consentita di masochismo alle angherie quotidiane inflitteci da sopraffattori di ogni risma, clandestini violenti in cima alla lista.

Ricordiamo tutti, con raccapriccio, Francesco da Buenos Aires, che, con la sua improvvida e superficiale escursione papale a Lampedusa, precisamente tre anni fa, spalancò la sentina della scialuppa Europa, dando la stura all’invasione programmata a tavolino dagli Stati del Golfo e dalla Turchia e profetizzata perfino da Gheddafi.

Il tutto anche perché certi intelligentoni, al calo demografico del mondo occidentale, vorrebbero sopperire, annualmente colmando la vecchia Europa di centinaia di migliaia di invasori africani ed orientali.

Al 90% musulmani e scrocconi a spese nostre ce li ritroviamo a bighellonare nei centri cittadini, con un atteggiamento che niente ha a che vedere con il mendico Lazzaro di evangelica memoria. S’aggirano a gruppetti, con aria insolente e spavalda, da giovanotti robusti ed in carne quali sono, tutt’altro dall’immagine di morti di fame che Bagnasco, Galantino, Caritas e gruppi affaristici vari vorrebbero propinarci.

E per mia ulteriore, odierna disgrazia non avrei dovuto accendere la radio. Infatti, come da stantio e ripetuto copione, alle ore 08,50 di stamane, a “Radio anch’io”, odo il gracchiare della voce della Boldrini, che mestamente sottolinea la campagna d’odio contro gli stranieri e mi rabbuio profondamente.

La sentiste, voi, commemorare, con voce rotta dall’emozione come adesso, il barbaro, duplice omicidio eseguito da Mamadou Kamara, un giovanotto ivoriano di soli 18 anni, ospite dell’enorme centro di prima accoglienza di Mineo, che non si fece scrupolo di fare a pezzi due anziani coniugi settantenni, nella loro abitazione di Palagonia, Catania, sgozzando lui e gettando lei dal balcone di casa dopo averla violentata, l’anziana signora?

Io no! E Bergoglio? Afasico! E Renzi? Impegnato a trastullarsi con il telefonino? Ed Alfano, che oggi, nonostante i guai familiari, da Ministro dell’Interno, prontamente, dice la sua? Boh!

Mi interesserebbe pure interpellare la figlia dei due sposi trucidati, per sapere se anima viva, dal Vaticano alla Presidenza della Repubblica, sia andata ad ascoltarla o l’abbia invitata nei Palazzi.

Concettualizzato perché noi popolaccio vile e boia non ne possiamo oltre di quest’italico, maleodorante stato di cose? I delinquenti, per certo clero e partitocrazia, siamo noi cittadini (sudditi, pardon!), a prescindere, coloro che con le imposte mantengono certi parassiti e non chi attenta alla nostra sicurezza.

V’assicuro che ne ho i cosiddetti stragonfi. Passiamo avanti, alla situazione della città in cui vivo.

A detta dei nostri comandanti, Perugia è una città tranquilla e gli unici strasfigati siamo io e Taz, il mio compagno di passeggiate a quattro zampe nel tratto compreso fra il quartiere di Case Bruciate e la stazione ferroviaria di Fontivegge, che insistiamo caparbiamente nel sostenere che ci imbattiamo troppo spesso in avvenimenti criminosi, che, comunque, avvengono esclusivamente nella nostra fantasia, secondo loro.

E però, dato che entrambi, io e Taz, non ci ubriachiamo nè assumiamo sostanze stupefacenti nè siamo beneficiari di visioni, vi narrerò di alcuni episodi imputabili a questi santi migranti.

Anni addietro, autosilo in fondo a Case Bruciate, scorgo un sacco delle immondizie, posto di traverso, sul marciapiede di fronte. No, non era un sacco della spazzatura ma un accoltellato e provate un po’ ad indovinare che origine geografica avesse? Razzista di un Taz, zitto e mosca!

Sottopassaggio che collega Via campo di Marte a Via Mentana, un nero, un colosso, sta furiosamente bisticciando con un marocchino o tunisino. Tanto sono accecati dall’ira, che, pur passandogli in mezzo, nemmeno mi degnano di un’occhiata. L’indomani leggo che… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/07/07/razzismo-in-italia-certo-che-si-ma-dello-stato-e-del-vaticano-nei-nostri-confronti-di-sudditi/

Leandro Raggiotti

Perugia, 07 luglio 2016

 

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.