PISCINE FUORI – TERRA Il pH- Utilizzo e risparmio sul suo Acquisto

0
887

di Piero La Terza Sprovieri

Ed eccoci giunti alla seconda puntata sulla gestione, cura e manutenzione delle piscine fuori terra. Vi parlerò di una operazione da effettuare con regolare frequenza e di primaria importanza per la salubrità dell’acqua: il controllo e la regolazione del pH. Affinchè il cloro eserciti la sua azione antibatterica e disinfettante, il pH dell’acqua deve idealmente essere a 7.6 con un range che parte da 7.2 ed arriva a 7.8. Sopra a questi valori il cloro perde le sue proprietà igenizzanti e inizieranno a spuntare anche le alghe. Pure il più comune dei fastidi da piscina, ovvero il bruciore agli occhi di cui viene a torto incolpato l’eccesso di cloro nell’acqua, in realtà è causato nella stragrande maggioranza dei casi, da un pH troppo basico; ovvero troppo elevato. Come consigliavo di fare nella prima puntata, anche in fase di avvio di stagione, controllare e se necessario, aggiustare il pH è la prima cosa da fare, poi potremo iniziare la clorazione ed il resto. Solitamente con l’acqua della rete cittadina che già si trova ad un grado abbastanza neutro (l’acqua di Perugia ad esempio ha un pH di 7.3 circa) non occorrono grosse quantità di riduttore, comunque il parametro va sempre controllato mediante uno dei tanti kit di misurazione. I più affidabili sono quelli con compresse da disciogliere nei reagenti, ma andranno egualmente bene anche quelli liquidi. Sconsiglio invece quelli di tipo elettronico poichè escludendo i costosi strumenti professionali da laboratorio, gli altri in commercio hanno una precisione piuttosto scarsa. La quantità di riduttore da aggiungere: faccio riferimento alla mia piscina che misura 400x207x122 (con un a quantità di acqua pari a poco meno di 10m3, quindi arrotonderò il dato a 10m3 esatti: per abbassare il valore di 0.2 unità saranno sufficienti 150 grammi di soluto granulare, equivalenti ad un bicchiere di plastica da picnic pieno. Mediamente aggiusto il pH dell’acqua una, due volte a settimana, poi la necessità di tenerlo a livelli ottimali può variare dipendentemente da fattori come ad esempio, piogge copiose (che grazie al cielo normalmente non sono acide, a meno di trovarsi in aree geografiche ad elevato inquinamento), o molte persone che hanno fatto il bagno, poichè anche la numerosa presenza di bagnanti tende a rendere l’acqua più alcalina. In ogni caso alla fine della stagione, di riduttore ne avremo consumato in una quantità discretamente elevata. Qui viene il punto focale oggetto del mio video-tutorial: ovvero, come risparmiare sull’acquisto di questo prodotto. Ci sono tre modi efficaci per ridurre il pH e sono
1) mediante impiego di acido solforico
2) mediante impiego di acido cloridrico (l’acido muriatico)
3) mediante impiego di bisolfato di sodio
Per ovvie ragioni correlate alla spiccata inclinazione dei primi due modi, a procurarci dispiaceri di ordine sanitario, (acidi del genere vanno maneggiati con estrema attenzione ed è meglio lasciarli a professionisti che hanno la necessaria competenza per farlo) prenderemo in considerazione soltanto il terzo: il Bisolfato di Sodio.
Questo non è di per se un acido, ma una volta in acqua agirà come riduttore di pH mediante un processo chimico detto “dissociazione acida”; la protolisi acida, e quella di questo riduttore è intermedia, perciò l’azione sarà sì lenta ma anche duratura.
Il primo consiglio che mi sento di darvi, che assurge quasi a dogma è quello di evitare sempre l’acquisto di componenti in flaconi e confezioni da 1 litro o addirittura meno. Il perchè è presto detto: i ricarichi applicati a questi formati sono assurdamente elevati rispetto a fomati più grandi (sto pensando alle confezioni da 10 Kg ma, in subordine, anche a quelle da 5 Kg). Non importa la grandezza della piscina: alla fine della prima stagione vi accorgerete subito delle quantità di cloro, antialghe, riduttore, ecc. occorse nel trattamento dell’acqua. Non dimenticate che ciò che sarà avanzato, basterà chiuderlo e metterlo via in un posto asciutto per le stagioni successive: non sono certo prodotti che scadono come il latte fresco. Ai fini del risparmio, sebbene i negozi cosiddetti “fisici” hanno il sacrosanto diritto di esistere e fare affari, devo dirvi che il risparmio maggiore lo avremo acquistando in rete. Qualche esempio:
un flacone di riduttore di pH sia in negozio che in rete viene venduto dai 9 ai 13 €; la marca che utilizzavo un tempo, 12 €. Altra marca, ma stesso prodotto chimico (il secchio in foto) in confezione da 10 Kg, venduto da Amazon viene invece al prezzo in data odierna, 24,90 € comprensivi della spedizione, ovvero 2,49€/Kg. Mica male come risparmio, vero?
Entrambi denominati “Riduttori di pH” o “pH Minus”, ma sempre di Bisolfato di Sodio si tratta. Ora, consentitemi il coup de théâtre in chiosa: il prezzo del Bisolfato di Sodio negli ingrossi di materiali e attrezzature chimiche, industriali in sacchi da 50 Kg è di 20 cent/chilogrammo. C’è da riflettere eh…


Non ho trattato l’argomento dell’elevatore di pH in quanto le circostanze in cui se ne rende necessario l’impiego sono piuttosto remote: un’acqua, magari di pozzo artesiano particolarmente acida, o un grossolano errore nel trattamento con il riduttore di pH (ma in questo caso è già sufficiente attendere qualche giorno per vedere i parametri tornare verso la normalità). Comunque, nella remota ipotesi che dovesse occorrere, piuttosto che andare a cercare il prodotto specifico, procuratevi qualche confezione di Bicarbonato di Sodio con cui trattere l’acqua con quantità da aumentare dopo le misurazioni al piaccametro, e con quelle avrete trovato la soluzione del problema. Per ora basta così. Alla prossima puntata.

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteUn piccione per amico
Articolo successivoPISCINA FUORI-TERRA IL CLORO LENTO? Sì e meglio se in grandi confezioni
Piero La Terza Sprovieri, classe 1964, perugino del rione di Porta Sole si forma culturalmente in varie città italiane, tra le quali Bologna, la Toscana; Urbino nelle Marche. Poliedrico negli interessi ed esperienze che spaziano dall'elettronica, all'informatica, al volo con ULM tre assi, ma anche e soprattutto con aeromodelli radiocomandati (aeromodellista "veterano" iniziò l'hobby nella metà degli anni'70 del trascorso secolo, quando era ancora un ragazzino). Addetto stampa e pubbliche relazioni dell'Associazione Amici del Volo (A.D.V.) - Perugia. Coltiva una grande passione per la buona cucina di cui sì fa egli stesso artefice con i suoi piatti, talvolta ex novo creati o rivisitati. Cultore della buona musica considera J. S. Bach come "Genio Assoluto", suona l'organo liturgico (già allievo dell'celebre organista il M° Claudio Felice Pericoli), e il pianoforte. M. Weber ma anche N. Luhmann sono i tra i suoi principali maestri sia nella vita che nelle sue attività inerenti alla analisi sociale, i sistemi, la Sociologia dei Gruppi e i fenomeni peculiari della Comunicazione. Youtuber "tutorialista" ma non soltanto, si diletta a produrre filmati e video-guide, principalmente d'utilità.