Nessun lupo sarà mai come un qualsiasi uomo!

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Foto: https://leandro283.wordpress.com/2017/01/30/attenti-al-lupo/

Mussolini, non a torto, quasi cent’anni fa, li definì plutocratici (plutos = ricchezza; krateo = dominio) e falsi democratici.

In effetti, detto ristrettissimo circolo dell’alta finanza, quella che beneficia a dismisura della delocalizzazione a tutti i costi e che impoverisce, di conseguenza, gli abitanti dell’emisfero nord del pianeta, è in ambasce perché Trump vuol rendere il suo un Paese sicuro, ripristinando il concetto di confine nazionale sacro ed inviolabile e dare lavoro prima agli statunitensi. Mah!

Oh, il bello, e si fa proprio per dire, che i fieri, danarosissimi avversari del neo presidente gringo riducono in brache di tela classi media ed operaia del cosiddetto mondo progredito (sindacati, se ci siete, battete un colpo!) e al contempo, pervicacemente, mantengono in miseria le terzomondiste masse di diseredati, sfruttandole senza pietà, dall’Estremo Oriente alle Americhe, passando per l’Africa (associazioni umanitarie, sussurrate qualcosina, no?).

Intanto che al di là dell’Atlantico i sedicenti libertari si comportano da sovversivi sobillatori, sovvenzionando quotidiane manifestazioni di piazza, che succede all’Europa dei super pagati burocrati del Parlamento di Bruxelles? Corto circuito totale perché noi sudditi iniziamo a ribellarci alla balzana ed esiziale idea che il nostro Vecchio Continente debba per forza cadere alla mercè di popoli interi in spostamento, i quali, fra l’altro, mai vorranno integrarsi con tradizioni, culture, religioni che vi troveranno. Se ci si fa mente locale, a detti atteggiamenti, c’è di che rimanere basiti. I ricchissimi “amici” della sconfitta Hillary, negli States, e dei post comunisti al governo in Italia, Germania, Francia e via di seguito, che odiernamente berciano contro l’innalzamento di ostacoli a migrazioni epocali, sono i medesimi personaggi che, fino a tutti gli anni ’80 del secolo scorso, sostenevano la legittimità dell’esistenza del muro per antonomasia. Vi ricordate, sì, il Muro di Berlino e quelli innalzati dall’intero Blocco Sovietico e dai suoi satelliti, anche definiti paradiso terrestre dai seguaci di Stalin, dotati di granitici cervelli in cui il minimo dubbio nei confronti dell’agire del Capo Supremo era considerato peccato mortale? Ancora mah?!

E nell’ex Belpaese, in questo sconvolgimento galattico, cosa sta avvenendo? Il nostro paesello, entità geopolitica sempre più astratta e nebulosa, sta annaspando in un debito pubblico da repubblica delle banane. Gruppi di potere, che sostengono di rappresentare tuttavia un qualche sentire delle masse, mentre le nostre frontiere sono diventate linee fantasiose su un incendiato mappamondo, appaiono totalmente incapaci nel gestire decentemente la Cosa Pubblica ed agire per il Bene Comune. Corruzione, giustizia dai tempi biblici, cui si aggiungono, non richiesti, terremoti, alluvioni, miseria galoppante, crimine dilagante a tutti i livelli, con delinquenti nostrani ed esteri, importati quotidianamente a ritmi vertiginosi, non ci danno requie. Insomma, un pericoloso campo minato, o no?

Eppure il problema per alcuni italiani (cacciatori, allevatori e insospettabili protezionisti) da qualche giorno è un altro : riaprire la caccia al lupo! Sto scherzando? Non direi proprio, considerata la furibonda polemica, con inevitabile corollario di insulti e minacce ai proponenti, scatenata dalla possibilità di tornare a perseguitare con tanto di avallo normativo questo magnifico predatore. Improponiblie soluzione in Italia, dove l’etica neanche si sa dove abiti, e che ha fatto scendere sul piede di guerra milioni di animalisti e non.

Come esposto anche in un precedente articolo intitolato: ”Norcia, 06 marzo 2016 : il convitato di pietra, il lupo!”, gli unici che vantano il dovere/diritto di difendere il proprio patrimonio zootecnico sono gli allevatori. Che siano messi da subito, allora, nelle condizioni di applicare il sacrosanto principio della legittima difesa alle loro esistenze e patrimonio a quattro zampe, poco cari legislatori nazionali.

All’insegna del quieto vivere, inoltre, lasciamo pure stare il non insignificante particolare che siamo loro “soci“, sopravvivendo, essi, di sovvenzioni, soldi pubblici, prelevati dalle imposte gravanti sull’intero popolo italiano e che ogni bistecca di agnello, vacca e cavallo, ingurgitata a tradimento dal briccone peloso, la paghiamo in larga misura tutti noi.

E perchè non rammentare, per di più, che ogni animale selvatico costituisce patrimonio indisponibile dello Stato? Bene, fissati invalicabili e necessari paletti, dunque, adesso si gridi a perdifiato che i cacciatori non vengano mai fatti entrare in questa gestione (ma quale?), che si trasformerebbe istantaneamente in indiscriminata uccisione.

Per anni operai in qualità di recuperatore di fauna in difficoltà e posso fornire un esatto bilancio del (pressochè quasi) mai felice incontro genere umano/selvatici : rapaci intossicati e presi a schioppettate, daini imprigionati nel filo spinato di un recinto per bestiame o travolti da un autoveicolo, così come caprioli e lupi (ad eccezione di una lupetta finita in una trappola per cinghiali, tutti stecchiti o agonizzanti). Io, personalmente, 4 o 5 lupi all’anno raccoglievo nel territorio di mia competenza. In tutta l’Umbria una ventina, fra i vari addetti. La stima, al ribasso, era che questa sfilza di morti per iinvestimento, ma soprattutto impallinati, avvelenati o incappati in antidiluviane trappole, rappresentasse 1/3 degli assassinati, su un ipotetico totale di 60 all’incirca. Considerando che il lupo è stato cancellato da secoli in Sicilia e in Sardegna, se si moltiplicasse (quel) 60 x 18 (le restanti regioni nazionali, qualcuna con superficie perfino tre volte quella umbra) si perverrebbe all’iperbolica cifra di 1.080. Sgrossando per le diverse densità regionali (in Pianura Padana, tuttavia, non sono stabilmente presenti), si potrebbe scendere sotto quota 1.000, finanche alla metà (500) di queste uccisioni, ma resterebbe pur sempre una quantità inaccettabile. Che, nonostante questo massacro, si voglia tornare a legalizzare una pratica mai estinta nella realtà dei fatti, non merita che un sonoro “andate in quel posto” tutti, ma proprio tutti gli ipocriti artefici di questa ennesima, italica bestialità.

Una preghiera, soprattutto ai sedicenti seguaci di Diana, pena perdita definitiva della residua credibilità… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2017/01/30/attenti-al-lupo/

Leandro Raggiotti

Perugia, 30 gennaio 2016

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.