Liberalizzazione: NO!, ma recupero del territorio: SI’!

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Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro: dichiarazioni rilasciate a Gaetano Mazzuca in data 08 luglio 2016 (n.d.r) : …Il disegno di legge in discussione in parlamento, che ha trovato il parere favorevole del pserocuratore nazionale antimafia Franco Roberti, non sembra convincere il magistrato calabre: “…..Uno stato democratico si deve occupare della salute e della libertà dei suoi cittadini, noi sappiamo invece che qualsiasi forma di dipendenza genera malattie, in particolare psichiche, ma genera anche ricatto. Non possiamo liberalizzare ciò che fa male…..Il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina….Un grammo di eroina costa 50 euro, un grammo di marijuana costa 4 euro. Non c’è paragone dal punto di vista economico…..Ogni 100 tossici dipendenti solo il 5% usa droga leggere…Di questa percentuale solo il 25% viene utilizzato da maggiorenni, l’altro 75% sono minorenni…Che ruolo hanno le droghe leggere per il mondo della criminalità organizzata? : Spesso è il primo passaggio….La ‘ndrangheta che spaccia cocaina in mezzo mondo ha ancora interesse per il mercato delle droghe leggere? : Ci sono vaste aree dell’Aspromonte controllate dalle cosche in cui si produce marijuana. Così come accadeva nella stagione dei sequestri, il pastore che custodiva il gregge allo stesso modo controllava il sequestrato, ora fa da guardiano alla piantagione. Non c’è nessun dispendio di energia o risorse per i clan….Tutto prodotto locale? : Non solo, una parte arriva da Marocco e Albania…E i talebani? : Da lì arriva l’eroina. La guerra in Afghanistan è servita solo ad arricchire i talebani, il prezzo dell’eroina si è abbassato e il consumo è cresciuto.”

Mi fido ciecamente di chiunque viva la propria esistenza in maniera coerente, aderente al suo pensiero e figuriamoci un po’ del Dottor Gratteri, il quale dal 1989 è ininterrottamente sotto protezione. Non mi sembra poco come personale, onorabile biglietto da visita ed esentandomi dall’entrare in merito a questioni tecniche, comunque, una domanda gliela vorrei porre :

“Come si può recuperare, dunque, il controllo del territorio, oggidì presidiato militarmente da spacciatori, non volendo ad essi sostituire la figura dello Stato?”.

Perugia, ad esempio, vive quotidianamente sotto costante assedio di prostitute, risse scatenate da clandestini, ma soprattutto succube, dal centro storico alle periferie, degli attori protagonisti del film horror del mondo degli stupefacenti. Anche ieri sera, infatti, nel nostro passeggio, abbiamo (io e Taz, il mio accompagnatore a quattro zampe) incontrato due coppie di spacciatori lungo la linea della mini-metrò, fra la parte terminale di Via Case Bruciate e Via Buitoni, a ridosso dell’omonima villa, a circa 100 metri in linea d’aria dall’ingresso del Palazzo della Regione, al Broletto, e 300 dalla stazione ferroviaria. Una quinta “comparsa” (non sappiamo se carnefice o vittima) della narco-tragedia in atto ci era nascosta dal muro di cinta della villa in questione. Spariti i rifornitori, questa persona, incappucciata, si avviava in salita, scomparendo dentro un civico di una palazzina del quartiere dove abito. Tempo addietro avrei richiesto l’intervento dei carabinieri, oggi, sconsolatamente, lo considero tempo perso e, al fine di scansare le solite, inevitabili polemiche, non mi rimetto a spiegarne le ragioni, del mio attuale atteggiamento.

Sa benissimo, Dottor Gratteri, che la guerra in corso contro le mafie, che assediano anche il capoluogo umbro, si combatte con le armi in pugno, non lasciando scampo al nemico, incalzandolo fino a respingerlo definitivamente, annientandolo. O no, forse?.

Io, personalmente, non ne posso più di dovermi letteralmente sbattere contro certi individui, che potrebbero attentare perfino alla mia incolumità personale, se gli dovesse girare l’uzzolo in forma storta. Mi sento fortemente privato della mia libertà di poter circolare indisturbatamente ovunque, nella mia città, e non accetto che le più alte cariche istituzionali locali continuino a ripetere come un disco rotto che tutto vada per il meglio : don’t worry, it’s no problem, ghe pensi mi!. Chi ha ancora la (s)fortuna di spostarsi all’interno della cerchia urbana, camminando, come il sottoscritto, sa benissimo che la probabilità di incontri ad altissimo rischio è continuamente dietro l’angolo. Perché non rassicurarci con un pattugliamento costante a piedi, in luogo di sporadiche apparizioni in auto, quando va bene, signori prefetto (richiedendo i militari), questore (con la pletora di agenti di cui dispone) e sindaco (coi vigili urbani, distogliendoli dall’elevare prevalentemente multe per divieto di sosta)? Ci andrebbe benissimo, inoltre, il poliziotto di quartiere, così si eviterebbe perfino di parlare di ronde. L’esasperazione della gente normale, dei cittadini che girano senza pubblica scorta, sta, infatti, raggiungendo picchi stratosferici, allo stesso livello della percezione di pericolo. Perchè provocare il salto del coperchio di questa pentola in ebollizione che è la nostra società odiernamente, già sofferente oltre misura per… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2017/01/05/liberalizzazione-no-ma-recupero-del-territorio-si/

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta. E però, dallo scorso 13/07/2016, la Questura di Perugia, su mandato del Consiglio di Stato e del Ministero degli Interni, non m'ha rinnovato la Licenza di Porto di fucile per uso di caccia, che detenevo dal 1969. Tutto per un fatto occorsomi "appena, appena" il 07 giugno 1985 e per il quale avevo ottenuto la Riabilitazione il 26 marzo 1992. Un'ennesima, vessatoria umiliazione da parte di uno Stato (una sottospecie di Re Mida alla rovescia : tutto ciò che tocca lo trasforma in m....) che si rimangia le sue stesse Sentenze. Alla luce di questo incredibile ed increscioso arbitrio, quindi, dal giorno dell'Apertura io e Taz ce ne andiamo in "esplorazione" senza fucile.