La ruota degli esposti

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Foto: https://leandro283.wordpress.com/2017/02/13/la-ruota-degli-esposti/
In un’Italia, in un mondo dove conta l’apparire, il viaggiare e postare relative immagini non c’è quasi mai posto per i figli. Zuzzurelloni, uomini e donne, affaticati nel sopportare gravosi ritmi circadiani, scanditi da feste, festini, apericena, frivolo neologismo che sta ad indicare un frettoloso rendez-vous serale a base di stuzzichini e tanto, ma proprio tanto alcool, perché fa figo!

Fino a trent’anni d’età e nel fine settimana, potrei sopportarlo, simile modo d’esistere, ma quando vedo pelate “autorevoli” o scalpi incanutiti di ultra quarantenni e finanche più, giocare all’adolescente, beh, mi vien da piangere. Per loro, ovviamente. Detti festaioli impenitenti, comunque, ad un certo momento, con o senza titolo di studio, con o senza portafogli rigonfio, s’accorgono che la vita è data per un ristrettissimo periodo di tempo. Non per tutti, poi, e proprio corto. Subentrano, allora, le crisi più violente e nere e finalmente (una minoranza, ma sempre troppo tardi) cominciano febbrilmente a guardarsi attorno per incrociare l’anima gemella.

Ad alcuni ne è concessa l’opportunità ed immediatamente si da il via alle tardive maternità, che hanno prevalentemente origine da sforzi da laboratorio invece che dall’immutabile rapporto uomo/donna. Allora, dopo il lieto evento, oltre tempo massimo, fuori da asili e scuole si scorgono attempati signore/i, dall’aspetto di nonne/i, piuttosto che quello di mamme e papà.

E a tutti gli altri, invece, a quella sterminata massa di impenitenti gaudenti, che non desiderano crescere nemmeno sotto tortura, cosa riserva il destino?

Rifiutando l’essere consapevolmente uomini e donne, nati per condividere la più esaltante delle avventure, quella di un’intera vita trascorsa insieme, con la speranza di mettere al mondo degli eredi, imperterriti seguitano a gettarsi con rinnovato ardore nella loro orgia esistenziale.

E guai all’intoppo che dovesse sopraggiungere sotto forma di indesiderato pargolo.

O aborto fatto eseguire consensualmente, per seguitare ad “onorare” il patto scellerato dell’edonismo sfrenato, o la donna, adolescente, ma oggi sempre più adulta, se non vecchia, per essere primipara, si ritrova da sola ad un bivio esistenziale terribile. Ammazzare nel proprio ventre una creatura che non aveva chiesto di venire alla luce o sobbarcarsi da sola un carico notevole. Qualche domenica fa, conclusa la messa, prima della benedizione, una signora è salita all’ambone e ci ha fornito alcune informazioni in merito a questo scottante problema. Le mamme non sono più abbandonate a se stesse e a Perugia e in tutta l’Umbria sono funzionanti i Centri di aiuto alla vita con volontari e concreti aiuti economici per tutte quelle donne che, sebbene sole, non ne vogliono sapere nulla di straziare la loro stessa carne. L’iniziativa che più m’ha colpito è stata il ripristino della Ruota degli esposti, che non si chiama più così, ma Culla per la vita ed ignoravo che anche presso il Santa Maria della Misericordia di Perugia e l’ospedale di Città di Castello ne fossero state messe in funzione. La puerpera può adagiare il neonato su questa cesta, facendo scattare un richiamo acustico ed immediatamente sopraggiunge del personale addetto, che se ne prende cura.

Un argine a quella strage degli innocenti (attorno ai 50.000.000, annualmente, nell’intero globo e 1 ogni 5 minuti in Italia, secondo il periodico Lancet, che diffonde i dati fornitigli dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) anche di evangelica memoria :

Mt 2, 1-16, con Erode il Grande, re della Giudea, nel ruolo di imputato principale… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2017/02/13/la-ruota-degli-esposti/

Leandro Raggiotti

Perugia, 13 febbraio 2017

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.