La metà della Quaresima ha segato la vecchia!

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Una festa popolare dalle origini molto antiche. L’Umbria è una delle poche regioni italiane ad aver mantenuto la ricorrenza

di Matteo Bianchini

In alcune regioni europee è stato possibile assistere, nel periodo di mezza Quaresima, ad una delle feste tradizionali meno note e dal nome più originale: la cosiddetta celebrazione di ‘Sega la vecchia’.

Questa ricorrenza ha origini molto antiche ed ha subito diverse variazioni storiche e geografiche. In Italia si è mantenuta presso alcune comunità romagnole dove viene vissuta in maniera carnevalesca, con feste e canti in piazza, mentre in Umbria è nota soprattutto come rappresentazione teatrale (eseguita ad esempio dal Gruppo Umbria Folk di Vitellino).

In generale lo svolgimento della vicenda è piuttosto semplice: un oggetto (normalmente un tronco, un fantoccio o una figura) viene ornato come se fosse una vecchia ed esposto al pubblico assieme ad altri personaggi tra urla e balli per poi essere tagliato da due attori armati di sega. Quando tutto sembra finito arriva l’elemento della rinascita, simboleggiato dal risveglio della ‘vecchia’ o dalla fuoriuscita dal suo addome di dolci e frutta secca, con conseguente battaglia per accaparrarseli. La curiosità principale dell’evento è però legata al periodo in cui esso avviene e cioè la Quaresima, associata tradizionalmente al digiuno. Proprio questo aspetto fa supporre che la festa abbia radici anteriori alla nascita della Chiesa ufficiale ed effettivamente alcune ipotesi ne intravedono le origini in epoca etrusca. In generale sembra essere infatti uno dei modi per ritualizzare il ciclo delle stagioni e della fertilità di Madre Terra, elementi perfettamente rappresentati dal mito di Persefone, costretta a vivere metà dell’anno agli Inferi per poi rinascere in primavera permettendo alla madre Demetra di far  riprendere il ciclo vegetale (evento simboleggiato dalla fuoriuscita dei frutti dal seno della ‘vecchia’).

Ed il periodo in cui questo avviene, soprattutto per cause astronomiche legate alla posizione relativa del Sole, sembra essere proprio quello a cavallo fra metà febbraio e marzo, quando ci si accorge in maniera effettiva che le giornate hanno ripreso ad allungarsi. Questa è solo una delle tappe del  tema del ‘vecchio da cui nasce il nuovo’, già evidente nei riti del Natale, del Capodanno, della Befana e del Carnevale in occasione dei quali vengono bruciati fantocci ed appiccati falò come per simboleggiare la purificazione dalle durezze dell’inverno e la speranza di nuovi ed abbondanti raccolti. Il nome stesso del mese Gennaio ricorda il dio Giano dalle due fronti (una verso il passato, l’altra verso il futuro) e pare derivare da ‘ianua’ e cioè ‘porta’ (fra anno vecchio e nuovo).

L’introduzione della sega sembra invece di origine medievale, legata alla Chiesa ufficiale che, volendo far dimenticare le origini pagane della festa, la presentò sia come parziale ‘licenza’ per chi aveva già compiuto metà del digiuno quaresimale, sia come ricorrenza della condanna a morte di una donna, forse una strega (di cui parla anche Michelangelo Buonarroti il Giovane, scrittore e nipote dell’omonimo più famoso) segata pubblicamente in piazza per aver violato il digiuno comportandosi in maniera licenziosa. Ma questo, secondo diversi studiosi come Alberto Aramini, pare essere solo un ‘depistaggio’ per trasformare l’evento in un severo monito morale da ‘festeggiare’ pubblicamente, cancellando le sue origini più antiche e profonde.

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.