La Maschera della Follia (4° puntata)

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di P.F. Grazioli

Mentre la scena veniva avvolta nuovamente dal manto scuro delle tenebre, un silenzio di morte iniziò a calare anche sul gruppo attonito di”spettatori”, testimoni ancora increduli di ciò che era stata, davanti ai loro occhi, la manifestazione di un qualcosa di inimmaginabile e del quale non avrebbero mai sospettato l’esistenza.

Rimasero immobili sulla porta d’ingresso guardandosi in faccia con la bocca aperta, e poi tornarono tutti a guardare verso il grosso albero, luogo della sinistra apparizione… chiamiamola così per ora!

<< Ma… che diavolo era?! Quegli occhi gialli! Non potevo… muovermi!>> Disse il serg. Galloway passandosi una mano sulla fronte.

<< Giusto il diavolo o qualcosa a lui simile potrebbe fare una cosa del genere!>> Disse Hank mettendosi a sedere per terra con l’aria sfinita.

<< Non so da quale inferno sia uscito… ma spero vivamente che ci resti! Quella voce mi risuonava in testa come un eco… scandiva il mio nome!>> Disse Steve portandosi le mani alle orecchie come per coprirle.

<< No signori… il diavolo per come lo “conosciamo” non c’entra nulla, ed in quanto all’inferno… beh, credo proprio che ne abbiamo appena avuto un assaggio!>> Disse il dott. Morris riportando gli altri alla realtà.

Nel sentir quelle parole, i presenti si girarono verso il medico guardandolo con un misto di curiosità e meraviglia, e mentre quest’ultimo si apprestava a condividere con gli altri i suoi pensieri, l’infermiera Perkins lanciò un urlo improvviso e cadde svenuta sul pavimento.

<< Ehi, ma che le è preso? Ha cacciato un urlo da far gelare il sangue anche ad un esquimese.>> Disse il serg. Galloway apprestandosi a soccorrere miss Perkins

<< A me ha fatto rizzare i capelli… non li farò star giù neanche a forza di brillantina!>> Disse Hank passandosi la mano sulla testa.

<< Credo che stavolta dovremmo usare lo strutto da cucina, altro che brillantina.>> Disse Steve con un fare tra l’ironico ed il preoccupato

<< Va bene… per fortuna non è nulla di grave, è solo svenuta. Hank, Steve… portatela nel mio studio ed adagiatela sul divano, la mente di questa donna è stata sicuramente messa a dura prova.>> Disse il dott. Morris con una certa sicurezza

<< Dottore, ho la sensazione che lei sia a conoscenza di un “qualcosa” che ai qui presenti, me compreso, sfugga… vorrebbe essere così gentile da illuminarci per favore?>> Disse il serg. Galloway guardando il dott.Morris con l’aria di chi ha intuito qualcosa .

<< Si certo, avete ragione sergente vi dirò ciò che penso, ma prima raggiungiamo gli altri nel mio studio, devo sincerarmi delle condizioni di miss Perkins. E poi… prima d’affrontare l’argomento, è bene che ci “rilassiamo” un po’.>> Disse il dott. Morris guardando il seg. Galloway con aria preoccupata.

<< Giusto dottore, ne abbiamo avuto anche troppo di emozioni per oggi!>> Rispose il serg. Galloway avviandosi con il medico verso lo studio di quest’ultimo.

Dopo aver fatto rinvenire miss Perkins facendole annusare dei sali, il dott Morris invitò tutti gli altri a sedersi, e poi sorridendo disse: << Signori… che ne dite di un buon sigaro avana accompagnato con del rum? Abbiamo tutti bisogno di rilassarci un po’.>>

L’idea del dott Morris non poteva essere più gradita, e mentre quest’ultimo poneva sulla sua scrivania una scatola di sigari ed una bottiglia di rum, il serg.Galloway, miss Perkins ed i due infermieri si guardavano in faccia sorridendo, accantonando almeno momentaneamente, la brutta avventura vissuta poco prima.

<< Allora ecco a voi, servitevi pure; lei miss Perkins… gradisce?>> disse il dott Morris porgendo un sigaro all’infermiera.

<< Io…ricordo mio padre quando li fumava, dopo cinque minuti con il suo sigaro diventava più che calmo, si… credo proprio di dover seguire il suo esempio ora.>> Rispose miss Perkins prendendo il sigaro.

<< Sicuramente li fumava molto lentamente, è quello il segreto per godersi un buon sigaro.>>Disse il serg. Galloway accendendo il sigaro di miss Perkins

<< Certo, e se poi c’è anche del buon rum, siamo a posto.>> Disse Hank accendendosi il sigaro

<< Purchè non ci si beva il distillato di tuo cugino!>> Disse Steve guardando Hank con fare canzonatorio.

<< Distillato? Mi dica Hank, ma questo suo parente lo sa che è in vigore una legge sul proibizionismo? Sarà il caso che qualcuno lo informi…?>> Disse il serg. Galloway in tono scherzoso mentre beveva un sorso di rum.

Il dott. Morris non parlava, notava con piacere che l’effetto rilassante dell’alcol e del tabacco si stava già manifestando, quindi decise anche lui di usufruirne prima di dover tornare ad affrontare seriamente l’argomento.

Nel frattempo, mentre l’ufficio del dott.Morris prendeva l’aspetto della confortevole sala per fumatori di un club, una macchina arrancava a fatica su di una strada secondaria non molto distante dalla clinica.

<< No, no! Dai non farmi lo scherzo di fermarti… non in mezzo a questo nulla!>> Disse la giovane donna alla guida dell’auto.

Si… non era stata una scelta felice quella fatta dalla signorina Artemisia Abrams, di allontanarsi dalla strada principale per DarkHeaven, sperando che una via secondaria, da lei ritenuta una scorciatoia, la portasse a destinazione facendole risparmiare tempo e consentendole di evitare il temporale incombente.

(continua nella prossima puntata)

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Francesco Grazioli è nato il 19 novembre 1964. Geometra, dopo le scuole fa alcune esperienze di viaggio prevalentemente negli Stati UNiti: a New York, Pittsburgh, Philadelphia e Los Angeles. La città di Saint Louis in Missouri lo conquista definitivamente (è la città natale dell'attore Vincent L. Price, interprete di molti film di Roger Corman, ispirati ai racconti di E. A. Poe). E' appassionato di Archeologia, Esoterismo, Filmologia e letteratura Horror Gotica. E' inoltre esperto di Uniformologia d'epoca.