La Maschera della Follia (2° puntata)

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di P.F. Grazioli

2a puntata

Il dott Morris con un cenno congedò i due infermieri i quali, parlottando sottovoce ritornarono alle loro mansioni, poi aprì la feritoia della porta facendo cenno all’infermiera Perkins di guardare all’interno della stanza.

<< Allora Lisa… cosa ne pensa? Quali sono le sue impressioni circa il nostro nuovo ospite?>> Chiese il dott Morris all’infermiera Perkins, mentre quest’ultima cercava ancora d’intravedere il soggetto dalla feritoia.

<< Ma… dove accidenti è finito? Hank e Steve avevano detto che si era rintanato in un angolo.>> Disse l’infermiera Perkins seguitando a perlustrare la stanza con lo sguardo

In quel mentre, il viso del giornalista comparve improvvisamente alla feritoia mostrando due occhi sbarrati, che incrociarono quelli dell’infermiera Perkins, la quale trasalì per un istante pur riuscendo a mantenere il controllo.

Wayland guardava in silenzio l’infermiera Perkins muovendo la testa in varie direzioni come se qualcuno gli stesse parlando, ed ogni volta il suo viso andava assumendo espressioni sempre più spaventate.

Le sue mani si erano irrigidite come se stesse lottando contro un qualcosa d’invisibile, che cercava di riportarlo in quell’orrore da lui vissuto tempo prima, e dal quale era riuscito momentaneamente a fuggire.

Il manifestarsi di tale comportamento, aveva lasciato meravigliati anche il dott Morris ed il serg Galloway, i quali decisero di entrare nella stanza per sedare Wayland onde evitare il peggio.

<< Lisa… ha con se la siringa con il sedativo? >> Chiese il dott Morris all’infermiera Perkins

<< Sempre pronta dottore! >> Rispose l’infermiera Perkins mostrando una siringa di vetro.

In quel momento la voce di Wayland ma con un tono più cupo e greve, risuonò dall’interno della stanza dicendo: << Pazzi… pazzi! Presto sarete tutti come loro! Ciò che è stato iniziato non può essere fermato! >>

La frase appena sentita lasciò i tre allibiti a scambiarsi sguardi d’incredulità, ma ciò che fece loro letteralmente gelare il sangue fu la risata che ne seguì. Aveva un non so che di cavernoso e “torbido” da sembrare provenire dalle più remote e scure profondità della terra, ed al tempo stesso risuonava come un coro di voci invocanti aiuto, il cui eco si andava diffondendo sempre di più nella mente dei presenti.

Poi, Wayland si avvicinò alla feritoia pronunciando con un tono di voce calmo e distaccato le seguenti parole: << Baron Samedi… incontrastato signore dei cimiteri, rompi i sigilli invisibili delle fosse e consenti a chi è stato di essere ancora… apri il passaggio o guardiano della soglia. >>

Come in risposta alla sinistra invocazione di Wayland, la luce elettrica della clinica saltò e le tre persone si ritrovarono avvolte dal buio più totale, il quale venne interrotto dall’improvvisa luce di un lampo che, per un istante, illuminò il corridoio ed i volti dei tre facendoli apparire come inquietanti spettri.

Poi il fragore del tuono fu talmente forte, da far si che il dott Morris trasalisse meravigliato, l’infermiera Perkins si addossasse al muro, e nella mente del serg Galloway riaffiorassero i ricordi vissuti sul fronte europeo durante la Grande Guerra.

<< Ma che diavolo succede stanotte?>> Disse il serg Galloway accendendo una torcia elettrica.

<< L’impianto elettrico… qualche valvola deve essere saltata! >> disse miss Perkins guardando i due uomini.

Nel frattempo giunsero i due infermieri reggendo una torcia ciascuno, e quello di nome Hank si rivolse al dott Morris dicendo:<< Signore, manca la luce dapertutto ed i pazienti hanno iniziato ad agitarsi e ad urlare in modo strano. >>

<< Sentisse che razza di concerto hanno messo su, se continuano così ci finirò io in una cella imbottita… >> Disse l’infermiere di nome Steve.

<< Già… saremmo dovuti andare a lavorare in un istituto di sordomuti, lì almeno non avremmo rischiato la rottura dei timpani. >> Disse Hank guardando Steve.

<< Se è per questo, neanche lavorando in un cimitero avreste corso questo rischio. >> Disse il dott Morris sorridendo imitato dal serg Galloway e dall’infermiera Perkins.

Lo scambio di battute tra il dott Morris ed i due infermieri, sembrava aver fugato quel senso di cieco terrore che regnava sino a pochi istanti prima, ma proprio mentre i due infermieri stavano andando a ristabilire la corrente, tre distinti forti colpi risuonarono alla porta d’ingresso diffondendosi rapidamente nel buio, ristabilendo così l’atmosfera inquietante vissuta poco prima da tutti i presenti.

(continua nella prossima puntata)

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Francesco Grazioli è nato il 19 novembre 1964. Geometra, dopo le scuole fa alcune esperienze di viaggio prevalentemente negli Stati UNiti: a New York, Pittsburgh, Philadelphia e Los Angeles. La città di Saint Louis in Missouri lo conquista definitivamente (è la città natale dell'attore Vincent L. Price, interprete di molti film di Roger Corman, ispirati ai racconti di E. A. Poe). E' appassionato di Archeologia, Esoterismo, Filmologia e letteratura Horror Gotica. E' inoltre esperto di Uniformologia d'epoca.