Italia in un vicolo cieco!

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(foto notizie.tiscali.it)

Alleluia, sta per diventare realtà lo Ius soli, evviva, finalmente i nostri (mal)governanti hanno escogitato il rimedio universale a tutti i nostri guai, una vera e propria panacea. Grandioso, l’Italia caccia i propri figli, titolati e non, dal suolo patrio per mancanza di prospettive e si affanna invece ad accogliere a tutti i costi africani ed orientali, che, se non condividono le nostre radici giudaico-cristiane, nulla avranno mai a che vedere con il nostro sistema di vita e che saranno anzi fonte di futuri e non lievi grattacapi a livello di stabilità sociale. E se a qualcuno paresse poco, nel nostro ordinamento farà capolino pure lo ius culturae. Grandi, grandi ed ancora più grandi (gl)i (ir)responsabili dei nostri affari di Stato. Considerate le penose condizioni della scuola italiana, che sta vivendo l’apogeo della sua autodistruzione in una cafoneide insopportabile, ovvero un percorso didattico ad ostacoli, dove, salvo rare e luminose eccezioni cerebrali, domina il buio neuronico totale, per di più disordinatamente amalgamato in un pantano di maleducazione intollerabile, era giusto ciò che il popolo italiano stava ansiando (permettetemi la licenza lessicale) ovvero l’attesissimo ingresso di nuovi geni. Fu magari per questa ragione che i nostri nonni andarono a farsi sbudellare sul Piave e  i nostri papà e zii su tutti i fronti della Seconda guerra mondiale? Si rivolteranno nelle tombe, poveri cristi! In un sistema scolastico, dove in tanti istituti mancano anche gli spogliatoi in cui cambiarsi prima dell’ora di ginnastica e le docce per ripulirsi dopo, diventa indispensabile e sufficiente per i nostri politicanti, ai fini della cittadinanza graziosamente elargita a tutti, che gli stranieri, qui nati o che vi siano entrati prima del compimento del dodicesimo anno d’età, abbiano concluso almeno un ciclo di formazione didattica con soddisfacenti risultati. Eh sì, fin d’ora, mi immagino quanto soddisfacenti! Mentre l’ex Belpaese annaspa nel caos morale ed istituzionale totale, tanto per produrre un esempio (non) a caso, qualche tempo fa la Cina stanziò una cifra da capogiro per l’istruzione, affinchè nei prossimi venti anni le loro eccezionalmente competitive scuole sfornino 150.000.000 (centocinquanta milioni!!!) di super laureati, i quali condurranno quel grande Paese alla conquista del globo terracqueo. Per oggi basta, m’è stato sufficiente essermi (s)consolato con certe tristi nuove, domani, chissà, disquisiremo di italici mancati armamenti nei confronti di una guerra sempre più vicina a lambire le nostre estremità mediterranee o di bambini presto adottati da coppie omosessuali, vedremo! E però a questo punto la domanda mi sorge spontanea: ma con chi vogliamo mai competere a livello planetario se a parte qualche apprezzabile iniziativa imprenditoriale, ovviamente individuale, dietro di esse non c’è mai comunque l’impronta seria di uno Stato che ci faccia sentire orgogliosi di essere suoi cittadini?

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.