Il periodo di San Michele

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L’equinozio d’autunno e la festa dell’Arcangelo fra tradizione ed esoterismo. Un’occasione per riscoprire uno degli angoli più belli di Perugia

di Matteo Bianchini

Raffaello, San Michele, Parigi, Louvre

L’equinozio autunnale ha portato con sè la festa di San Michele Arcangelo, figura da sempre amata da molteplici fedeli in quanto trasversale a diverse culture. Nella tradizione Michele è l’Arcangelo ‘che è come Dio’ (Mi-ka-el): egli ha il compito di guidare le schiere angeliche contro il Male e per questo è raffigurato in molte opere mentre, armato di spada, schiaccia la testa di Satana. Ma la ‘lotta contro il drago’ è un tema presente fin dalla notte dei tempi. Osserva Alfredo Cattabiani nel suo libro ‘Calendario‘: “Molte funzioni equinoziali e mediatrici di Mitra-Sole-Hermes vennero ereditate da San Michele la cui festa cade in Occidente nel periodo subito successivo all’equinozio”.

Rudolf Steiner

Rudolf Steiner si spinse oltre. Il fondatore dell’antroposofia sosteneva infatti che tramite particolari tecniche iniziatiche fosse possibile esplorare i mondi superiori che stanno dietro alla realtà manifesta. In molti suoi libri come ‘La caduta degli spiriti delle tenebre’ raccontò la cacciata dal Paradiso degli ‘angeli ribelli’ i quali avevano voluto rendersi autonomi dalla volontà divina ‘anticipando i tempi’ del’evoluzione (è indicativo notare le somiglianze fra le vicende di Prometeo e Lucifero). Michele, restato fedele a Dio, vinse la battaglia e cacciò i ribelli sulla Terra dove per questo motivo si è diffusa soprattutto ultimamente una cultura prettamente materialista.

E gli uomini si troverebbero proprio nel mezzo della battaglia fra queste entità più terrene e quelle più spirituali, vivendo interiormente la lotta fra Michele ed il drago. Ma questo aspetto, ribadito dall’articolo di O.M. Aivanhov ‘L’arcangelo Michele ed il senso iniziatico dell’equinozio di autunno’, sembrerebbe confermato anche dal brillante studioso Fabio Delizia che in Trentino ha appena tenuto un convegno riguardante Michele: “E’ un periodo dell’anno particolarmente propizio per risvegliare l’interiorità ed attivare il nostro pensare dopo l’assopimento estivo“.

Tempio dell’Arcangelo Michele a Perugia

Perugia ha festeggiato l’Arcangelo con la prima edizione di ‘Mikael‘, iniziativa culturale andata in scena esattamente nel quartiere ove sorge il tempio a lui dedicato. E proprio nella simbolica struttura la Dott.ssa Antonella Bazzoli, direttrice della rivista online ‘Evus‘, ha tenuto la conferenza dal titolo ‘Il culto micaelico e i segreti del tempio’. Anche la studiosa, dopo aver ricordato le numerose tracce ‘micheliane’ ravvisabili nell’arte umbra (i Longobardi furono molto devoti all’Arcangelo), ha rivolto la sua attenzione a discorsi piu ‘esoterici’ come ad esempio il fatto che collegando con una linea immaginaria il celebre Mont S. Michel francese al santuario di San Michele nel Gargano si trovi nell’esatta metà la piemontese Sagra di San Michele.

La Linea di San Michele

Ma la specificità dell’Arcangelo sia come entità celeste sia come figura popolare sarebbe anche confermata dai giorni delle sue due feste (29 settembre e 8 maggio) che rappresentano “le due date estreme della levata eliaca della costellazione delle Pleiadi” e “l’apertura e la chiusura della transumanza nella cultura agro-pastorale“. Antonella Bazzoli ha poi sottolineato le sue ricerche riguardanti il tempio perugino, una struttura dalle origini antichissime in cui ricorrono i numeri 8 e 16 (le arcate e le colonne). E proprio sulle colonne (ma solo le due a nord e le due a sud) figurano particolari iscrizioni in alfabeto greco che significherebbero ‘Cristo’.

Iscrizioni sulle colonne del Tempio di Perugia

La festa è stata completata da un mercato di artigianato e prodotti tipici, dalla visita al vicino Convento di Monteripido e dall’interessante conferenza ‘Mito e violenza’ tenuta dal Prof. Luigi Cimmino nel cassero di Porta S. Angelo grazie alla quale è stata ricordata la figura di Furio Jesi, studioso italiano poco conosciuto in patria.

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.