Il Grande Inganno

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di P.F. Grazioli

L’alba spuntava timidamente sul piccolo aeroporto situato vicino alla Somme sede del quinto stormo da caccia del Royal Flying Corp. Tutto era immerso nel sonno, ma Richard si trovava già sulla pista di decollo accanto al suo caccia, un biplano ” Sopwith Camel f.1″ armato e pronto ad uscire in pattuglia. Infatti , mentre egli beveva il suo tè nella classica tazza di metallo smaltato, altri piloti lo raggiunsero per prendere da lui le ultime direttive. Richard come ogni buon capostormo che si rispetti, sentiva verso i suoi subalterni, molta responsabilità alla quale si era aggiunto un gran dispicere misto ad una sete di vendetta, causata dall’abbattimento di Frank Grayson, uno dei suoi più ” vecchi ” ed ” ultimi ” amici, con i quali si era arruolato in Inghilterra nel 1914. ” Ah! Bene signori! Noto con piacere che avete eseguito alla lettera gli ordini di rendere visibili i vostri aerei. Sicuramente non passerete inosservati neanche ai tedeschi. ” disse Richard sorridendo. ” Che ci vedano pure signore! Non siamo forse come dei cavalieri antichi? Di conseguenza gli aerei sono in nostri destrieri alati! ” disse con orgoglio il giovane Williams. Richard sorrise e salì sull’aereo imitato dagli altri piloti. ” Contatto! Urlò Richard al soldato che si trovava di fronte all’elica del suo aereo. La stessa cosa fecero gli altri, e poco dopo cinque caccia inglesi rullavano sulla pista del piccolo aeroporto, decollando verso un ‘ ignoto destino. ” Bene, non piove più da ieri ed anche se è nuvoloso, la giornata potrebbe essere favorevole per la ” caccia! “, pensò Richard mentre il vento gelido sembrava tagliargli le guance. La piccola formazione di aerei procedeva a forma di punta di freccia, con il caccia di Richard al centro il quale era sempre sul chi vive. I suoi occhi marrone chiaro sembravano , da dietro gli occhialoni di volo, fissi ed inanimati come quelli di una statua, ma in realtà stavano scrutando ogni pezzo di cielo ed ogni nuvola, ponti ad individuare ogni possibile ” preda”. Guardava a destra ed a sinistra per assicurarsi che tutto procedesse per il meglio tra i suoi piloti, che ne dettero conferma con dei gesti di saluto, tranne il giovane Williams il quale si tava sbracciando per indicare la presenza di “qualcosa” sotto di loro. Richard scese di quota per verificare e…la sorpresa! Si trovò sopra ad un enorme Zeppelin ! ” Ma da dove è sbucato? Che ci fa quì solo e senza scorta? D’accordo, comunque anche una balena così ha i suoi artigli! ” , pensò Richard e stando sempre con i sensi allertati, scese lungo la fiancata dell’aereonave per saggiarne le difese. Quest’ ultimo si stava infilando in un banco di nubi, riapparendo e scomparendo di continuo, sempre con il biplano di Richard che gli volava accanto proprio come fa una mosca con un elefante. ” Ma che fanno là dentro? Dormono o cosa? Ormai devono avermi visto! ” disse tra sé Richard. Come a far da eco alle sue parole, un nutrito fuoco di mitragliatrici partì dalla fiancata del dirigibile, e fu solo grazie alla sua prontezza di riflessi che Richard si salvò dall’essere investito da quella pioggia di fuoco. ” Ehi? Ma che cavolo! Che vi siete svegliati tutti insieme?! Vista L’accoglienza meglio andar via e in fretta! ” disse Richard tra sè, ma nel virare per allontanarsi notò una scritta sulla fiancata dello Zeppelin: ” Il grande inganno! Ma che razza di nome per un dirigibile! ” pensò Richard allontanandosi a tutta manetta, ed una volta riallineatosi con i suoi piloti, fece loro cenno di seguirlo per un attacco. Sfrecciavano a folle velocità contro quell’enorme “cetaceo” dei cieli , mentre miriadi di proiettili traccianti partivano da quest’ ultimo in direzione degli aerei inglesi. Richard effettuò un passaggio molto vicino alla fiancata di quel mostro, con le mitragliatrici che vomitavano piombo seminando lo scompiglio e la morte tra l’equipaggio dell’aereomobile, mentre gli altri caccia martellavano lo Zeppelin da diverse posizioni cercandone il punto ” debole”. Accidenti! Ma perchè non cadi? E’ come se gli facessimo il solletico! Eppure… ci deve essere un modo. ” pensò Richard. In quell’ istante passò sotto il dirigibile e fu allora che i suoi occhi s’ illuminarono come quelli del cacciatore quando sà d’aver in pugno l sua preda! Il Vano bombe era rimasto aperto, forse per un guasto provvidenziale. Richard segnalò la cosa agli altri che a turno, cercavano di mettere a segno la raffica “giusta” ma…tra la velocità e le mitragliatrici tedesche, non era un compito facile. Dopo aver effettuato una picchiata onde sfuggire ad un nugolo di proiettili provenienti da una delle cabine poste sotto il dirigibile, Richard risalì di quota, e nel farlo diresse casualmente il suo aereo contro la “pancia” dell’aereonave, verso il…vano bombe! ” Accidenti che occasione! ” pensò Richard, e puntò il muso del suo caccia in direzione del portellone aperto. Gli altri piloti intuendo la manovra di Richard, cercarono di dargli più copertura possibile colpendo lo Zeppelin in più punti, sfrecciando lungo le sue fiancate ed eseguendo virate a pazza velocità per evitare la pioggia di traccianti che partivano da quest’ ultimo. Sembravano delle girandole impazzite in un cielo ormai divenuto di fuoco, e mentre i protagonisti di quel ” circo volante” danzavano con la morte, Richard s’avvicinava sempre di più al vano bombe, il cui portellone aperto sembrava la bocca di un gigantesco mostro pronto ad ingoiarlo. ” Adesso o mai piu’! ” urlò Richard, tirando a sè la leva delle mitragliatrici. Le due” Vickers” di grosso calibro, sembrarono far tremare il muso dell’aereo, mentre lasciavano partire una raffica di traccianti che Richard seguì attentamente con lo sguardo. Era stato preciso Richard! Si…come sempre aveva calcolato tutto; i suoi proiettili impattarono contro la bomba più vicina ed, alla vista delle prime fiamme Richard virò in basso, ma ormai aveva dato il via ad un’esplosione a catena così violenta da trasformare il dirigibile in una palla di fuoco, il cui cedere delle intelaiature, sembravano i lamenti di un mostro agonizzante. La deflagrazione investì anche l’aereo di Richard, il quale si sentì letteralmente consumare dal calore, mentre l’ onda d’urto gli fece perdere i sensi. Gli sembrò di cadere in un pozzo del quale non si vedeva la fine, e dalle cui pareti spuntavano fauci di orrendi mostri pronti ad avventarsi su di lui, mentre una corrente gelida saliva da quell’oscurità. Improvvisamente Richard riaprii gli occhi e…sorpresa! Era sempre nell’abitacolo del suo aereo con il vento che gli sbatteva in faccia. ” Ma cosa? Ecco cos’era quell’aria gelida! Sono vivo! Gliel’ho fatta a quel mostro! Povero il mio caccia…quanti buchi hai,ma appena a terra, il Sergente Tremaine ti rimetterà a nuovo! Quel che conta è che noi la racconteremo,mentre quel mostro é…lì davanti?! Ma come diavolo…” urlò Richard disorientato.

Lo Zeppelin era comparso come per magia davanti a lui, mentre l’ambiente circostante aveva cambiato aspetto, divenendo quasi “inquietante”. Si, il cielo era cambiato da quando Richard aveva riaperto gli occhi: Un colore scuro predominava su tutto. Le nubi avevano assunto un color antracite, mentre la terra giu’ in basso, era come ricoperta da un manto nero il quale rendeva impossibile distinguerne la configurazione. Circa duecento metri in linea retta davanti al suo aereo, Lo Zeppelin volava quasi pigramente immerso quel cielo dai colori cupi mettendo a dura prova la razionalità di Richard. ” Non è possibile! Sarà un’ altro di quei bestioni! ” pensò Richard, e deciso a saperne di più, si avvicinò al dirigibile aspettando da un momento all’altro, d’essere investito da una pioggia di proiettili. Niente! Non un colpo venne sparato verso di lui. ” Forse gli è passata la voglia di combattere a vedere come sono ridotti! Sicuramente questo deve essere un’altro dirigibile che si è scontrato con i miei piloti. Bravi ragazzi gli avete dato il fatto suo da come è conciato! La gioia di Richard cedette presto il posto allo stupore quando vide nuovamente la scritta sulla fiancata dello Zeppelin: “Il grande inganno! E’ lui! Ma…come?!! ” urlò Richard con la mente ormai piena d’incertezze e di dubbi. Voleva sapere, era deciso ad andare sino in fondo alla verità e fu per questo che si avvicinò a tutta manetta all’ aereonave incurante di un’eventuale reazione nemica, ed infatti mentre volava sotto la pancia del ” mostro”, ciò che scoprì lo fece restare a bocca aperta. ” Un hangar! E’ incredibile hanno…costruito un ‘hangar interno al dirigibile! Possono far decollare ed atterrare almeno dieci caccia! Hanno costruito un vero e proprio aereoporto volante!” Disse Richard con ammirazione. Non poteva attendere oltre , quindi puntò il muso del suo Sopwith Camel in direzione di quella pista sospesa nel vuoto. No, non c’era paura in lui, ma solo una gran voglia di sapere, di arrivare a svelare il mistero onde liberare la sua mente da tutte quelle domande che l’ossessionavano. ” E’ tutto scuro là in fondo…corro il rischio di schiantarmi in quell’accidente di hangar! ” Disse tra sè Richard, ma come a far da eco alle sue parole, delle luci rosse si accesero l’una dopo l’altra in rapida sequenza delimitando la pista e rendendola così visibile a Richard. ” Ma…cosa? Coraggio bello mio, sembra che siamo attesi.” Disse ironicamente Richard riferendosi a sè ed al suo aereo. Il versatile biplano entrò in quell’antro scuro e, guidato da mano maestra, si appoggiò con leggiadria e delicatezza tra le due file di luci rosse. Appena spento il motore, Richard balzò giù dall’aereo ed iniziò a guardarsi intorno; riusciva a distinguere le sagome di vari aerei in quella penombra scarsamente illuminata di rosso. Erano lì, immobili come lapidi di un cimitero surreale, mentre il rumore dei motori dello Zeppelin risuonava nella mente di Richard come una sinfonia macabra. Fu proprio in quel girovagare tra quegli aerei,che Richard stava per trovare forse la prima risposta a tutte le sue domande. ” Ma…un momento! Non è possibile! Io conosco quest’aereo! ” disse Richard a voce alta. ” Benvenuto Herr Browing! Tenente Richard Browing del Royal Flying Corp. Giusto? ” Disse una voce con accento tedesco. Richard si girò cercando il suo misterioso interlocutore, ma vide solo una figura scura che le luci rosse rendevano appena distinguibile. ” Chi è là?” chiese guardingo Richard impugnando il grosso revolver Webley apparso come d’incanto nella sua mano destra. ” Niente paura Herr Browing…mettete pure via la pistola e lasciate che mi presenti: Io sono il Comandante di questo dirigibile…io sono colui che lo ha progettato e realizzato! ” Disse la voce misteriosa. ” Fatti vedere! ” Urlò Richard spazientito. ” Vuole vedermi? Bene! Eccomi quì… proprio davanti a lei Herr Browning.”, e dalla penombra emerse l’elegante figura di un ufficiale tedesco, che il monocolo all’occhio destro rendeva ancora più distinto. ” Piacere tenente Browning, Io sono il Comandante Von Toten.” Richard era disorientato, forse stava impazzendo oppure… ” Vedo che ho alimentato ancor di più i suoi dubbi ma… non si preoccupi tutto le sarà chiarito, abbia solo la compiacenza di venire con me per favore” disse Von Toten. Richard lo seguì attraverso una porta che dava su di un corridoio dove la presenza di stanze aperte davano la strana sensazione di “loculi”. Seguendo Von Toten , Richard Passò vicino a dei marinai in divisa tedesca che gli davano le spalle: ” Saranno membri dell’equipaggio ” pensò. ” Ecco entri quì in questa stanza ” disse Von Toten. “Cos’è la mia prigione?” Disse Richard in tono sarcastico. ” Prigione? Oh no… non ce n’è più bisogno credetemi” disse Von Toten. Richard entrò e vide una figura in uniforme inglese che stava con la faccia rivolta verso una finestra di bordo guardando quell’assurdo cielo. Richard squadrò quella persona da capo a piedi, c’era qualcosa in lui che…”non è possibile! Frank! Frank Grayson amico mio! Ti credevo morto ed invece sei prigioniero! Mi sembrava d’aver riconosciuto il tuo aereo in quella specie di hangar infatti! Richard stava per andare verso Frank, quando le calme e fredde parole di quest’ultimo lo bloccarono. “Anche tu eh? Allora ci sei cascato come me ” disse Frank. “Ma cosa diavolo dici Frank! Spiegati meglio per favore. ” disse Richard con un misto di delusione e meraviglia. Frank non parlava ma anzi si era chiuso in un impenetrabile mutismo il quale finì per spazientire Richard. ” Ma insomma che ti succede? E guardami in faccia quando ti parlo! ” Urlò Richard a Frank, ed afferrandolo per le spalle lo girò verso di se. “No! Non farlo! ” Gridò Frank ,ma ormai Richard aveva visto e… rimase senza parole nel vedere il volto di Frank solcato a metà da due grosse e lunghe cicatrici. Una correva dall’occhio destro sino al collo, l’altra partiva dall’orecchio destro sino al labbro superiore, lasciando scoperta una parte della gengiva superiore e dei denti. ” Dio! Ma che ti è successo Frank?! ” Chiese stupito Richard. ” Ho visto Lo Zeppelin e l’ho attaccato nella speranza di abbatterlo.Il resto te… lo puoi immaginare.” Disse Frank. “Cosa dovrei immaginare ? Che siamo Prigionieri a bordo di un dirigibile nemico?” Rispose Richard. ” Certo è più testone di quel che pensassi! ” Disse Von Toten a Frank. Richard vedeva Von Toten e Frank che lo guardavano senza dir niente, immobili come statue avvolte da un silenzio surreale, e fu in quel momento che una paura sempre più crescente gli fece infilare di corsa la porta della stanza catapultandolo nel corridoio, ma nella sua corsa urtò alcuni dei marinai che aveva visto prima girati di spalle. Nel cadere a terra, Richard si ritrovò con la schiena alla parete, e quando rialzò gli occhi l’orrore lo assalì nella sua forma più incredibile e spaventosa. I marinai si erano girati verso di lui e…Richard vide! Vide i loro volti scarnificati, anneriti e con pochi lembi di pelle attaccati addosso ,come se fossero stati consumati dal fuoco. Vide i loro occhi fissarlo da quelle orbite scure e, quei denti scoperti descrivere un diabolico sorriso. ” Non e’ possibile! Non può essere! Via da me mostri! Io non sono come voi! “Urlò Richard. ” Mi dispiace Richard ma è proprio così. Tu sei come…. ognuno che vedi in quest’ aereonave; me incluso. ” Disse con calma Frank. ” Si, capisco che sia difficile da credere ma dovrà accettarlo, visto che se l’ è cercato… lei. ” Disse Von Toten con ironica fermezza. ” Io? Ma che dite? Cosa andate farfugliando? Dove ci troviamo in realtà? Se è tutto un trucco del vostro servizio segreto per rubare informazioni ai prigionieri, v’ avverto che con me siete cascati male, caro il mio Comandate o chiunque diavolo siate! Von Toten scosse la testa e sorridendo disse: ” E va bene, vediamo se così mi riconosci. ” Il monotono rumore dei motori dello Zeppelin venne improvvisamente coperto da un forte tuono, contemporaneamente la repentina luce di un lampo squarciava l’oscurità regnante nel corridoio. Su quelli che erano i tratti della figura di Von Toten, comparvero un teschio con due occhi infuocati mentre le mani, divenute ossute, reggevano una grande falce. ” Mi riconosci adesso Richard? Meglio ora con l’effetto speciale? ” Disse Von Toten. ” Allora è vero! Siamo…tutti quì sono…” Balbettò Richard. ” Morti? Chiaro che si. ” Rispose Von Toten. ” Comunque non c’è onore in questo! Solo giocando sporco, camuffandoti potevi ingannarmi! ” replicò Richard. ” Sporco? Io non ho mai giocato sporco! Io vi ho pure avvertito! Ho avvisato i combattenti di tutte le nazioni, sono stato presente su tutti i fronti di questa guerra, ma nonostante ciò voi siete ciechi e sordi! ” Rispose energicamente Von Toten. ” Avvertito? Ma cosa t’inventi ora?! ” Disse Richard furioso. ” E’ vero Richard, siamo noi che abbiamo girato la testa dall’altra parte per una ragione o per l’altra, con la testa piena di false idee. ” Disse Frank. ” Già Richard che c’era scritto sulla fiancata del dirigibile? Dai, prova a ricordare, oppure tu hai visto solo un…bel bersaglio da distruggere e di conseguenza un’altra vittoria per un cacciatore di gloria come te?” Disse Von Toten con veemenza. Richard ricordò il momento dell’attacco allo Zeppelin e rammentò che nel virare, aveva letto il nome dell’aereonave. ” Il grande inganno. Si.. infatti era un nome abbastanza insolito pensai, ma al momento non gli detti peso.” Disse Richard con normalità. ” Difatti anche i tedeschi quando vedono il dirigibile con la scritta in inglese :” The great deception” , hanno sempre la vostra stessa reazione, peccato che poi non pensino a tenersi alla larga. No…non c’e’ niente da fare signori miei! La sete di gloria negli uomini è più forte della paura della morte stessa!” Disse Von Toten con un pizzico di delusione. ” E? vero Richard: Ricordi all’inizio della guerra? Con quanto entusiasmo abbiamo accettato l’idea di un conflitto così grande, quanto desideravamo diventare piloti per poter volare senza limiti ed abbattere più nemici possibile e tornare a casa carichi di gloria! Quante belle parole ci hanno detto prima di partire, e noi stupidi che ci credevamo! La morte stessa è stata più sincera anche se noi abbiamo totalmente ignorato i suoi avvertimenti! E’ stato tutto un inganno! Un grande inganno. ” Disse amareggiato Frank. ” Si…un grande e bellissimo inganno! ” Rispose Richard sorridendo.

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Francesco Grazioli è nato il 19 novembre 1964. Geometra, dopo le scuole fa alcune esperienze di viaggio prevalentemente negli Stati UNiti: a New York, Pittsburgh, Philadelphia e Los Angeles. La città di Saint Louis in Missouri lo conquista definitivamente (è la città natale dell'attore Vincent L. Price, interprete di molti film di Roger Corman, ispirati ai racconti di E. A. Poe). E' appassionato di Archeologia, Esoterismo, Filmologia e letteratura Horror Gotica. E' inoltre esperto di Uniformologia d'epoca.