“Il dolore del divorzio”

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Il contenimento del dolore specifico dell’esperienza del divorzio. Il ruolo degli Operatori psicosociali, dell’Avvocato e dei Giudici”

L’associazione culturale Co.Me.Te apre una nuova sede a Perugia

Il dolore del divorzio, il contenimento del dolore specifico dell’esperienza del divorzio. Il ruolo degli Operatori psicosociali, dell’Avvocato e dei Giudici”. E’ questo il titolo del convegno che si è tenuto nella sala del Consiglio Provinciale. Ad organizzarlo e’ stata l’associazione Nazionale Co.Me.Te. composta da psicologi, psicoterapeuti, mediatori familiari e opera da molti anni con i Servizi sociali pubblici e privati, con i Tribunali, con l’Ordine degli Avvocati e con soggetti privati per dare sostegno alle famiglie in difficoltà, con particolare riferimento al tema della geniorialità e del benessere dei figli. All’interno del Centro Co.Me.Te è presente una sezione che si occupa della terapia del divorzio. Da oggi l’associazione sarà presente anche a Perugia e Tuoro sul Trasimeno. A Coordinare l’incontro è stato Giancarlo Francini Presidente CO.ME.TE. Nazionale e CO.ME.TE. Perugia, che ha spiegato la volontà di questa associazione di parlare delle problematiche legate alla genitorialità, che sempre più spesso necessita di aiuti concreti attraverso figure specifiche che possano far capire ai genitori quale sia la strada da intraprendere nelle problematiche legate ai figli. “Nel momento del divorzio – ha detto Debernart Rodolfo Pres. Onorario Co.Me.Te – la famiglia incontra la legge, da qui la necessità di una mediazione terapeutica che aiuti tutto il nucleo familiare ad andare avanti perché, nonostante il divorzio fra i due genitori, la famiglia esiste sempre. Come associazione vogliamo essere di aiuto alle coppie che si trovano sovrastate dall’evento della separazione. I genitori che vogliono separarsi non sanno che fare. Due principi vanno sempre rispettati: non mettere i filgi in mezzo ai litigi fra i coniugi e far capire ai figli che la separazione non è colpa loro, ricordarlo sempre perché in genere questi ultimi tendono a pensare che la separazione derivi da qualche loro comportamento sbagliato. Rispettando i principi fondamentali e facendosi aiutare da esperti del settore, un buon 50% dei figli di divorziati non subiranno traumi e si arricchiranno di questa esperienza, senza che questa risulti troppo traumatica”.

Nel convegno Claudia Matteini Giudice del Tribunale di Perugia Corte d’Appello ha parlato di “Quali strumenti il giudice ha per dare un contenimento agli aspetti affetti

vi ed emotivi nelle separazioni conflittuali”, come l’ascolto del minore, senza che questo sia parte sostanziale nè procedurale del processo ma solo per capire dinamiche e pensieri del ragazzo. A chiudere è stato Giuliano Mignini Procura del Tribunale di Perugia che incentrato il suo intervento sul ruolo ruolo del servizio sociale per la tutela dei minori nella separazione conflittuale.

Ma.Vi.