Ecco anche perchè sta dilagando l’islam, cardinal Bassetti!

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foto: diocesi.perugia.it
Sabato scorso, 21 maggio, alla Sala dei Notari, Palazzo dei Priori, a Perugia, si è tenuto un incontro con due corrispondenti di guerra, i giornalisti Casadei e Micalessin, che era stato chiamato a presiedere il cardinal Bassetti, sul genocidio in atto in Iraq e Siria a danno dei nostri fratelli cristiani per mano dei tagliagole dell’ISIS. Il tutto sarebbe dovuto iniziare alle 16,30, ma Bassetti, more solito, è arrivato, bontà sua, esclusivamente qualche minuto prima delle 17,00, gli è stata immediatamente concessa la parola e ci ha intrattenuto con le sue amenità per mezz’ora, provocando, soprattutto nel fumato seduto alle mie spalle, continui brontolii di disapprovazione e sbadigli.

L’unico sussulto di fastidioso interesse, a dir la verità, l’ho provato anch’io, allorchè il prelato ci ha deliziato con un aneddoto, frutto di un avvenimento occorsogli giorni addietro, quando, invitato presso un istituto tecnico, in mezzo agli studenti, metà musulmani (sic!) e l’altra metà vattelapesca che, si mise ad interrogare un maomettano su che tipo di rapporto nutrisse con la fede. Quegli, a detta di Bassetti, contestò con la tiritera dei risaputi cinque momenti di preghiera quotidiani obbligatori per ogni buon islamico, suscitando (non se ne capisce, però, il perché) l’ammirazione del cardinale. Poi, Bassetti passò ad uno studente cristiano(?), interpellandolo su chi fosse per lui Gesù Cristo, ricevendone per buona risposta un : boh!? Apriti cielo! : facciona avvilita del cardinalone, che se ne esce fuori con un : …ma come siamo ridotti!

La tentazione di fargli presente che la colpa è solo e soltanto della sua chiesa, la quale annuncia mondanità invece che Cristo morto e risorto per la salvezza di tutte le genti, è stata fortissima, ma, per rispetto ai relatori, mi sono morso le labbra ed ho taciuto. Dicevo sopra, terminato di sciorinare delle ovvietà, alle 17,30 in punto, il cardinale ha sollevato le sue eminenti terga ed ha abbandonato la Sala dei Notari, con non solo mio grande sollievo. A quel punto, chapeau bas! : ha iniziato la propria esposizione di fatti concretamente vissuti Rodolfo Casadei, che, coadiuvato da toccanti immagini, ci ha eruditi della situazione degli ultimi cristiani di Iraq e Siria, bene trasposta in uno dei suoi scritti in tema : “Perseguitati perché cristiani”. Orrore, commozione e senso di vergognosa impotenza nei suoi quarantacinque minuti di esposizione m’hanno continuamente assalito… leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/05/23/ecco-anche-perche-sta-dilagando-lislam-cardinal-bassetti/

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.