Con Amazon è finita la pacchia per i corrieri disonesti

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di Maurizio Vignaroli

Parafrasando le parole che in questi giorni vanno di moda possiamo dire che “è finita la pacchia” anche per i corrieri disonesti.
Non si tratta chiaramente del trasporto di clandesini ma di quello, meno doloroso e altrettanto redditizio, dei pacchetti in consegna tramite i corrieri espresso.
In alcuni casi, visto i tempi biblici che ci tocca sopportare, alcuni vettori hanno ben poco di “espresso” e tenendo conto della scorretta pratica che i furbettoni sono abituati a fare più che corrieri li si potrebbe definie semplici magazzinieri.
Sarà capitato anche a voi di ricevere un avviso di tentata consegna in cui si legge “La informiamo che siamo passati al suo indirizzo alle ore… (e non viene indicata alcuna ora) del giorno… (e non viene indicato alcun giorno) ma non è stato possibile ritracciarla per effettuare la consegna”.
Fin qui niente di strano visto che ormai siamo abituati a qualsiasi tipo di disguido e disservizio. Ma scorrendo fino in fondo l’avviso notiamo in piccolo una dicitura sibillina: “Qualora anche la nuova consegna non andasse a buon fine, trascorsi 3 giorni lavorativi (inclusa la data odierna) senza aver ricevuto alcuna indicazione, provvederemo all’apertura della giacenza”.
Il che significa che se non ci sbrighiamo a conttatare il corriere furbettone oltre a non ricevere il pacco ci si dovrà pure pagare sopra. La cattiva fede di questi corrieri viene confermata anche dall’operatrice telefonica: “Bhe non l’abbiamo chiamata al telefono per avvertirla perchè l’uso del suo numero, essendo privato, rimane a discrezione dell’incaricato…”
Strano che quando si tratta di spedizioni Amazon, gli stessi corrieri non tengano conto di questa “discrezionalità”. In questo caso, in genere, i tempi di consegna non superano i 3 giorni e il conducente del camioncino ha la buona abitudine di preannunciare il suo arrivo con una telefonata. E’ vero che Amazon è abituata a far lavorare i propri dipendenti forse anche un po’ troppo ma ci voleva l’avvento di questa multinazionale per far correre di nuovo i corrieri? Ci voleva il colosso americano per capire che la parola espresso non significa solo pausa caffè? Di sicuro c’è voluto il pragmatismo statunitense per capire il valore di una telefonata che in questo caso anche se non allunga la vita accorcia il naso ai corrieri disonesti.

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Nato a Perugia, filosofo per licenza universitaria, dal 1992 al 2002 ha collaborato con l'edizione umbra de La Nazione. Iscritto all'albo dei giornalisti nel 1993 sceglie di condividere opinioni libere ed indipendenti e nel 2003 fonda con Armando Vignaroli il periodico Free Press - Libera Stampa. Direttore responsabile di Free Press - Libera Stampa, curatore di perugiafreepress.com e occasionecasa.com. Dal 2014 fa parte dello studio giornalistico Consulpress.