Col terremoto, forse, ma coll’immobilismo nemmeno Santa Rita…..!

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Non fatevi ingannare dal titolo, Santa Rita può tutto, eccome. E lungi dal sottoscritto qualsivoglia, blasfema intenzione, e però, dai…! Iniziamo il resoconto della giornata di ieri, Santo Stefano, trascorsa in visita alle zone terremotate dell’Alta Valnerina, cercando di raggiungere Castelluccio (zona rossa), dopo il frustrato tentativo  di qualche tempo addietro transitando per Pieve Torina e Visso, ridotte ai minimi termini e con una delle strade provinciali d’accesso bloccata. Siamo, dunque, giunti nella cittadina di San Benedetto (e della sorella, Scolastica). La visione della porta romana d’ingresso, “ingessata” a puntino, e il brevissimo corso, che conduce alla basilica, ci hanno illustrato eloquentemente il quadro della situazione, essendo la quasi totalità delle vie laterali transennate ed interdette alla circolazione. Zero lavori in corso se non nella piazza centrale, dove abbiamo trovato una squadra di vigili del fuoco impegnati sia a terra che su un’impalcatura di tubolari accostata alla facciata della chiesa, ma solo lì. Un’ondata di emozioni mi ha assalito al pensare che il 6 di marzo di quest’anno stavamo scattando foto al soffitto ligneo di quell’edificio sacro. Usciti che siamo dalla cinta muraria e completandone il giro, non abbiamo fatto altro che constatarne la rovinosa caduta in molti punti. Ci dirigiamo verso la montagna “spaccata”, il Vettore, ma ne troviamo la strada sbarrata e per la seconda volta, a distanza di un mese, non c’è possibile proseguire per il paese della “fioritura”: la carreggiata è stata seriamente danneggiata in diversi tratti.

Volendo contribuire, anche se per un’inezia, a rilanciare l’economia locale, ci fermiamo allora presso il più apprezzato salumiere della zona, per acquistarne il prodotto tipico numero 1.

Il signor V. (…), ci conferma che il colpo di grazia “ballerino” di domenica 30 ottobre, dopo il terribile preannuncio del 24 agosto, rischia di mettere al tappeto l’intero comparto produttivo locale e che, nonostante tutto questo sgomitare dei vari apparati statali e associazioni private (Misericordie, Protezione Civile, Alpini, Carabinieri, Polizie varie, Forestale e Vigili del fuoco), per mettersi in mostra non appena si accendano i riflettori e dimostrare che tutto vada per il meglio, l’aria che si respira è permeata di scarsa fiducia in solleciti tempi di ripresa.

(…) Facciamo rotta su Cascia, scoprendo con sgradevole stupore che, dal 30 ottobre, si è involuta in un villaggio fantasma. Ancora grande dispiego di forze di soccorso nel parcheggio ai piedi della cittadina, numero abitanti in circolazione prossimo allo zero.

Ci inerpichiamo a piedi, dato che le scale mobili non funzionano, e raggiungiamo la basilica di Santa Rita. con il suo interno dominato da un’ingombrante impalcatura e dove s’avventurano per davvero pochissimi visitatori. Anche l’edificio di Santa Maria, la chiesa dove fu battezzata la Santa è transennata e su in alto, al termine della  facciata, si notano dei preoccupanti rigonfiamenti.

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C’è solo una bottega che è rimasta aperta con le sue chincaglierie e “cose strane”, come recita il cartello pubblicitario appeso fuori dell’ingresso, dove acquistiamo perfino quei “Santa Rita, ovunque proteggimi” con calamita da appendere sul cruscotto della vettura, per cui tanto sbeffeggiavo mio padre, quando era lui a comperarli. (…) Fino ad ora, e siamo di pomeriggio, siamo stati gli unici visitatori del (…) piccolo esercizio commerciale.

Prima di andarcene, ci fermiamo per un caffè nel bar (…) e vi notiamo un discreto andirivieni di volontari, militari e vigili del fuoco, e basta.

L’esercito (…) sta montando un “modulo abitativo” (primo di una serie?) dove nessuno mai entrerà. Tempo, danaro pubblico e fatiche sprecati, alla fine. I 16.000 abitanti di Cascia alloggiano in strutture alberghiere e non ne vogliono sapere alcunchè di andare a dormire intruppati in formazioni da 40 elementi in un budello gelato, collocato in un luogo dove le temperature sono scese a -10 già alcuni giorni fa… Leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/12/27/col-terremoto-forse-ma-collimmobilismo-nemmeno-santa-rita/

Leandro Raggiotti

Perugia, 27 dicembre 2016

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.