Camicia: “Di Epatite C a Perugia, gli indigenti continuano a morire”

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foto: youtube.com

Inviato l’esposto ai NAS da parte del consigliere (Cor) Carmine Camicia

Nella giornata di oggi il Consigliere comunale Carmine Camicia (COR) ha inviato ai NAS di Perugia un esposto con il quale chiede di verificare “come mai il Sistema Sanitario Umbro, non cura i cittadini affetti da Epatite C e soprattutto,  come mai ai Perugini è stata tolta la possibilità di effettuare, all’Ospedale del capoluogo umbro, l’Elasometria Epatica (Fibroscan) utile per quantificare la fibrosi epatica degli Ammalati di HCV. L’art. 32 della Costituzione sancisce che lo Stato – evidenzia Camicia – deve garantire il diritto alla salute ai cittadini, a Perugia sembrerebbe che quest’articolo sia stato stralciato dalla Carta Costituzionale”.

Il consigliere ha chiesto l’intervento dei NAS affinchè “facciano rispettare alle Aziende Sanitarie di Perugia e dell’Umbria l’art. 32 della Costituzione, che sancisce che La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’Individuo e interesse delle Collettività e garantisce cure gratuite agli Indigenti.”

Nella dura posizione Camicia sottolinea inoltre che non tutti i Perugini sono in grado di affrontare i costi per un viaggio della speranza, andare in India ed effettuare la cura facendosi somministrare il nuovo farmaco (Sofosbuvir), che “attualmente la Regione dell’Umbria somministra – ribadisce Camicia – solo a soggetti che dovrebbero dimostrare, attraverso un referto del Fibroscan, di avere una situazione epatica gravissima. Purtroppo, l’unico Fibroscan presente nella provincia di Perugia – continua – è fermo da mesi in quanto guasto”.
In definitiva Il consigliere comunale chiede ai Carabinieri del Nas di verificare “i motivi di questo guasto dell’apparecchio che – conclude – dopo essere stato in manutenzione per oltre 3 mesi all’estero, è tornato al reparto dell’azienda Ospedaliera di Perugia non riparato”.

Redazione