Il cagnolone Vagabundo ed il poliziotto pistolero!

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Salvataggio di un cane dal terremoto - Foto: lastampa.it

Lo so, oggi non sarebbe giornata in cui trattare argomenti diversi da quello che riguarda i miei compatrioti e corregionali, trasformati in un batter d’occhi in profughi sulle montagne ai confini di Umbria, Lazio, Marche ed Abruzzi, in seguito al terremoto. E’ poco quello che ho fatto, niente in confronto a quello di cui abbisognano, fornendo la mia disponibilità all’accoglienza ad almeno uno degli sfollati e le mie generalità a: info@ProtezioneCivileCorciano.it.

Pace ai morti ed aiuto illimitato ai vivi, sia ben chiaro. Al largo gli sciacalli di ogni specie e che immediatamente si trovino i soldi per i nostri fratelli in difficoltà, azzerando le prebende parlamentari. Che si smetta inoltre di accogliere senza soluzione di continuità i clandestini. BASTA! Anche una sola persona che varchi gli inviolabili confini nazionali senza documenti di sorta ed autorizzazione, deve essere trattato alla stregua di un nemico in tempo di guerra. A voi le debite conclusioni. E da ieri più che mai.

Detto ciò e senza perdere di vista il dolore e le esigenze dell’umanità sofferente, in cima al mio sentire, non sono rimasto tuttavia certamente insensibile alle immagini del salvataggio di alcuni cani, mandate in rete da La Zampa.it (La Stampa). Sguardi smarriti al pari delle altre vittime e, perché no, tanto dolore inespresso. E subito mi è tornato alla mente il cane Vagabundo, di proprietà di A., un giovane uomo ricoverato nel mese di luglio 2004 in ospedale, qui a Perugia, e che morì a tre giorni di distanza dall’episodio che sinteticamente vi narrerò (vedi “Quello che è successo veramente a Vagabundo a Perugia”, “Un poliziotto ha sparato a un cane davanti alla Questura” tratto da “Il Messaggero del 31/07/2004”). Ed adesso lo svolgimento dell’insensata sequenza da incubo.

26 Luglio 2004, pochi minuti dopo le 13,00, ingresso della Questura di Perugia. Vidi uscire un uomo in tuta da meccanico, accompagnato da un altro più giovane, completamente vestito di nero. A quei tempi, sul marciapiede di fronte all’ingresso dell’edificio pubblico in questione insisteva una pensilina dell’azienda di trasporti locale. Una donna vi sostava. Sulla mia destra un signore seduto in auto stava sfogliando un quotidiano. Nel cortile interno diecine di agenti dei corpi speciali vociavano in attesa di essere sguinzagliati sulle tracce di un pericoloso assassino, nativo di Montefalco, che aveva ucciso un carabiniere nelle Marche. All’improvviso, alla sinistra della signora, a non più di quattro metri di distanza, si materializzò un grosso meticcio di pastore tedesco che accennò ad un attacco nei confronti dei due poliziotti. Quello vestito di nero, su istigazione del collega, alzò il braccio destro e solo in quel preciso istante mi resi conto che teneva impugnata una pistola. Partì un colpo e pensai ad una scena che facesse parte di un addestramento. Ne avevo visti diversi svolti dai militi della G.d.F.. Ma non si trattò di quello che avevo ingenuamente supposto, perché il cagnolone si allontanò con la zampa destra sollevata da terra e chiaramente sofferente. Gli gridai contro, a quei due sciagurati :” Ma che avete fatto? Gli avete sparato!?”. Quelli, senza nemmeno guardarmi, riguadagnarono la Questura. Dall’interno mi intimarono di chiudere il cancello. Attonito, fissai il signore che stava leggendo il giornale in auto e questi, da sopra gli occhiali, mi rilanciò uno sguardo preoccupato ed interrogativo. La signora ferma in attesa dell’autobus non accennò alla benché minima reazione, non essendosi neppure voltata. Una pericolosissima, quanto esagerata, sproporzionata cattiveria perpetrata a danno di un povero animale in una pubblica via, mettendo perfino a rischio l’incolumità di tre cittadini da due tutori dell’ordine! Mah! Ecco, a distanza di anni mi piacerebbe sapere… Leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/08/25/il-cagnolone-vagabundo-ed-il-poliziotto-pistolero/

Leandro Raggiotti

Perugia, 25 agosto 2016

 

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.