Caccia addio!

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La scorsa settimana scrivevo il mio parere sulla “fregola” da lupo che sembra stia possedendo irresistibilmente nembrotti dal grilletto facile (per niente parte in causa), allevatori ( con tutti i diritti del mondo di difendere il loro bestiame), animalisti (e su questi preferisco sospendere ogni giudizio), ambientalisti-conservazionisti, apprezzabili diversamente, che intignano, però, nel proporci modelli comportamentali per noi inarrivabili, citando esempi di prelievo mirato dell’odiato predatore in Norvegia, Svizzera, Slovenia e Stati Uniti d’America.

Delle due l’una, o questi ultimi risiedono stabilmente sulla luna o mentono consapevolmente, tenendo in conto che l’Italia non possa minimamente paragonarsi a quelle nazioni dal punto di vista del rispetto delle regole.

I miei parenti acquisiti di Denver, Colorado, beati fra lupi, puma, cervi ed orsi, che gli scorrazzano nei giardini di casa, hanno dei guardacaccia che sono delle autorità, nel senso più stretto del termine, esercitanti diritto di “vita e di morte” per ciò che concerne la gestione faunistica. Non solo non permetterebbero a chicchessia di interferirvi, ma perfino chirurghi affermati, avvocati di grido, ingegneri nucleari, premi Nobel di vattelapesca che, chi volete voi, insomma, si sognerebbero mai di suggerirgli il da farsi nel loro specifico campo. In Italia, no, tutto il contrario. Dato che l’Abilitazione all’attività venatoria è rilasciata con leggerezza da soggetti che a volte neppure condividono tale passione, ci si ritrova per boschi e campi degli emeriti sprovveduti, che discettano su tutto, senza sapere alcunché, perennemente immersi nel cicaleccio da fumosa atmosfera tipica di qualsiasi Bar dello Sport. Con Licenza di porto di fucile in mano, senza tema di smentita, li si può tranquillamente definire SOMARI PATENTATI. Se per di più, putacaso, avessimo a che fare con un professionista, magari affermato, e gli si aggiungesse l’aggravante di essere un politicante in cerca di consensi, apriti cielo!. Se anche donna, e per giunta carina, mamma mia!

Allora sì che verrebbe data la stura ad ogni amenità possibile ed immaginabile, facendo a gara inoltre per superarsi nel promettere sparatorie a non finire. Tanto che gli importa, niente di tutto quello di cui blaterano si concreterà. L’unico, tangibile risultato che raggiungono, invece, è l’innalzamento del livello di scontento che serpeggia nella massa ancora enorme di Fantozzi all’apertura della stagione di caccia con uno schioppo in mano. Caricaturali personaggi, incapaci di distinguere correttamente una specie da un’altra.

 

Per dimostrarvi che stia effettivamente raccontando soltanto ciò cui sono andato incontro, confrontandomi con i soloni di cui sopra, vi sottopongo l’estratto di un breve scritto di uno di questi “maestri” di caccia a me indirizzato tre anni fa.

“Gentile signor Raggiotti, ………………….. mI permetto solo di dirle che dal punto di vista cinegetico apprezzo mille volte di più un tesista che riesce, dopo il lancio di 4 o 5 volantini e con il buon lavoro dei vivi a staccare un fischione da un branco e a farlo venire a vedere il gioco, rispetto a un selecontrollore che tira a un capriolo dal finestrino della macchina o, al massimo, che scende per tirare dal cofano…….”.

 

Così, perché ogni termine ha il suo stretto significato e usarlo a sproposito rivela i disinfornati e presuntuosi che siamo, CINEGETICO deriva da kynèghetikè (technè), arte, tecnica della caccia (esercitata con i cani), composto, infatti, da kyon-kynòs (cane) e da un derivato di òghein, spingere, condurre. E che accidentaccio c’entra con la tiritera successiva propinatami, che sta esclusivamente a dimostrare che nel nostro settore non c’è più un palmo di terra pulita, se alcuni cacciatori di selezione si comportano da briganti, sparando in maniera illegale? Desolatamente niente, di fatto.

E badate bene che quel signore era considerato una guida a livello nazionale, scrivendo su riviste specializzate. Uno che adoperava parolone di cui non conosceva lontanamente il significato, preposto a condurre metaforicamente per mano un esercito di altrettanti ignorantelli (venatori, e non solo) : mah, mah ed ancora mah!.

Ben si evince che con questi compagni di viaggio è molto meglio fermarsi e discostarsene, tanto più che Consiglio di Stato, Ministero degli Interni, prefetture e questure sono impegnati come non mai nel frapporre ostacoli di ogni sorta a detentori ed utilizzatori di armi da fuoco e che nell’arco di una generazione di seguaci di Diana si sentirà più poco parlare, presi come sono i nostri nemici giurati da furore ideologico falso buonista.

Ah, se gli odiosi anticaccia a prescindere dovessero organizzare un altro referendum abrogativo, so mica se starei anch’io dalla loro parte stavolta.

Poi, se i benefici effetti della dottrina di Trump produrranno apprezzabili risultati perfino alle nostre latitudini, liberandoci da un mucchio di indesiderati parassiti, beh, ne riparleremo da tutt’altro punto di forza, quando sarà sopraggiunto l’agognato momento della liberatoria riscossa. Chissà?

Leandro Raggiotti

Perugia, 06 febbraio 2017

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.