Brividi nucleari!

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Pericoli nucleari (foto: qelsi.it)

Per quattro anni Obama e mascellone Kerry hanno permesso che si disintegrasse una nazione come la Siria, causando corresponsabilmente a Turchia, Qatar ed Arabia Saudita (non menziono l’Europa come soggetto politico, perchè non esiste) 250.000 morti e la messa in esodo dell’intero popolo siriano, lasciando che l’I.S.I.S. arrivasse a spadroneggiare fino alle porte di Damasco, radendo al suolo le preziosità monumentali di Palmira e lambendo pericolosamente i confini dell’unica civiltà occidentale in quelle problematiche terre, Israele, il vero obiettivo delle milizie musulmane. E la domanda a questo punto sorge spontanea. L’avranno fatto, dunque, esclusivamente per i petrodolllari sauditi?, o perchè, alla fin fine, è molto meglio che Gerusalemme ricada in mano islamica e così risolviamo definitivamente la questione palestinese, tranquillizzando i pacifisti a senso unico di casa nostra?, o perchè la Turchia vaneggia su una possibile restaurazione di una simil spoglia di quello che era più di un secolo fa l’impero ottomano? Di tutto un po’, credo. Che dire, quindi, di quest’ammucchiata di geni in fermento operativo? Meglio serrarsi le labbra e passare oltre. Ora, Putin, nauseato dall’inanità dei suoi omologhi d’oltre oceano e divertito, ma non troppo, dal recente e sospettabile agitarsi missilistico dei mangiatori di ranocchie di Parigi, s’è finalmente deciso a mettere in campo le sue migliori truppe. Vero è che soltanto un geopolitico dotato di un cervello da canarino avrebbe mai potuto concepire che egli lasciasse Tortosa, loro base navale dai tempi dell’Unione Sovietica, ma tant’è, noi siamo governati a livello planetario da certe illuminate menti, sedicenti democratiche, e dobbiamo sorbircene le pericolosissime, possibili, letali, gestionali conseguenze. Anche un infante sa, per di più, che la Russia può stabilire i propri confini con chi voglia e che i suoi metodi vanno sempre per le spicce ed è da due anni e oltre che si sta appellando agli strateghi americani per un intervento congiunto, ed allora perchè, accidentaccio, lamentare la loro attuale azione militare? Perchè iniziare a piangere sul latte versato della mancata collaborazione e sul preavviso di attacco di un’ora soltanto? Perchè iniziare ad accusarli di aver bombardato gli anti Assad e non i terroristi islamici, quando prove certe non ve nè sono? Non vi sembra eccessivamente pericolosa, per giunta, questa promiscuità di accavallati interventi, in cui le bombe di una nazione sfiorino i carri armati di una superpotenza atomica? Che vogliano sprofondarci gli euro-inetti e il guerrafondaio Obama nella prima ed ultima guerra totale nucleare?

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.