BCC Umbria pronta all’assemblea straordinaria sull’ingresso in ICCREA

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Palmiro Giovagnola e Marcello Morlandi

La costituzione del Gruppo bancario “apre una nuova era per il credito cooperativo”. Sempre più concreta l’ipotesi di fusione con Banca Cras e la nascita di Banca Centro

CITTA’ DELLA PIEVE – Terminato il ciclo di incontri territoriali per informare i soci sulle nuove sfide che attendono Bcc Umbria, l’istituto di credito cooperativo è ormai pronto all’assemblea straordinaria che dovrà sancire il suo ingresso nel Gruppo bancario Iccrea. Un appuntamento storico, in programma domenica 9 dicembre al centro congressi del Best Western hotel Quattrotorri di Perugia, perché la costituzione del Gruppo, come ha dichiarato lo stesso presidente di Bcc Umbria Palmiro Giovagnola, “aprirà una nuova era per il mondo del credito cooperativo”. “Con l’approvazione delle modifiche statuarie – ha commentato ancora Giovagnola nel corso di una conferenza stampa che si è svolta venerdì 30 novembre nella sede centrale alla banca, a Moiano di Città della Pieve – chiuderemo un percorso iniziato circa due anni fa, a seguito della legge di riforma che ha obbligato le Bcc ad aderire a un gruppo bancario nazionale. Una riforma varata per rispondere in maniera adeguata ai nuovi contesti di mercato, consolidare il sistema del credito cooperativo, rafforzare i requisiti patrimoniali e garantire ancora di più clienti e soci sulla stabilità dell’azienda”. “La nascita del Gruppo – ha quindi affermato Marcello Morlandi, direttore generale di Bcc Umbria – è sì una grande sfida ma anche una grande opportunità. Avere alle spalle un forte Gruppo sarà, infatti, un’importante garanzia per tutti; in più Iccrea ci sosterrà nell’introdurre nuove tecnologie e proporre nuovi prodotti e servizi”.

E a chi esprime preoccupazioni sul rischio che questo passaggio possa snaturare l’essenza stessa del modello cooperativo così hanno risposto i vertici di Bcc Umbria. “Sono preoccupazioni anche nostre – ha esordito Giovagnola –, ma la scommessa che ci siamo impegnati a vincere è proprio sul riuscire a mantenere i legami con il territorio e le nostre caratteristiche fondamentali. Il nuovo avanza inesorabile e noi dobbiamo avere le ali per volare e proiettarci sul secolo appena iniziato, dobbiamo riuscire a confrontarci con nuovi sistemi bancari e nuovi prodotti, senza però tranciare le nostre radici. Se il credito cooperativo vuole essere in grado di affrontare con successo gli scenari futuri non dovrà mai perdere la sua identità”. “Il nostro compito – ha aggiunto Morlandi – sarà quello di rendere la banca sempre più forte così da riuscire a mantenere il cuore nel territorio in cui siamo nati e ci siamo sviluppati e garantire, come abbiamo sempre fatto, l’accesso al credito a quelle aziende virtuose locali che fanno la ricchezza della nostra regione”.

A questo obiettivo, il rafforzamento della banca, risponde anche l’ipotesi, sempre più concreta e per questo già discussa negli incontri, di fusione tra Bcc Umbria e la toscana Banca Cras, banca di credito cooperativo con sede sociale a Sovicille, in provincia di Siena. “Il Gruppo bancario Iccrea – ha spiegato Morlandi – è attualmente composto da 144 banche che, entro due anni, dovranno ridursi a non più di 50. Con questa aggregazione non facciamo altro che anticipare questo trend, scegliendoci però la controparte in grado di darci più garanzie e a noi più vicina territorialmente e idealmente. Il contesto economico e normativo è cambiato profondamente e sono necessari una nuova visione strategica, nuove dimensioni e nuovi modelli di business. Il sistema bancario si sta concentrando e disintermediando: noi dobbiamo essere bravi a mantenere la nostra territorialità e la nostra efficienza e questo si può ottenere anche e soprattutto con le aggregazioni”. L’ipotetico nuovo istituto, che proprio per la sua dimensione macroregionale potrebbe prendere il nome di Banca Centro, manterrebbe la direzione generale a Moiano con presidi territoriali a Mantignana e Sovicille. Conterebbe quasi 17mila soci, oltre 60 filiali, oltre 400 dipendenti e un patrimonio netto di 160 milioni di euro.

Nicola Torrini