Bacco e la dea salsiccia, le nostre residue speranze!

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foto: ilgiornale.it

Sembrerrebbe che i francesi abbiano pennellato sulle bombe utilizzate nelle trenta incursioni aeree, immediatamente seguenti gli attentati nella capitale gallica, la scritta :”From Paris with love!”, sperando così di soddisfare la loro incontenibile, ma effimera, sete di vendetta? Poi, come se niente fosse stato, prossimamente, continueranno a stringere mani micidiali, stipulando accordi commerciali pure con il demonio, figurarsi, quindi, con i maomettani! Si illudono, inoltre, poveri tapini, che sganciare messaggi di morte anche su teste innocenti serva a neutralizzare i combattenti dello Stato islamico. Convinti e contenti loro! Ma il fatto è che, una volta passata la buriana, i barbuti guerrieri, con un sarcastico marameo, risorgeranno prontamente dai loro covacci, aspettandoli invano sul terreno a piè fermo, come di consueto. E non solo avverrà quanto facilmente pronosticato su quei campi di battaglia, purtroppo. Chi avrà un familiare, una persona cara disintegrata sotto quei bombardamenti, s’aggiungerà alla lista dei nostri potenziali sicari, fortemente risentito nei confronti di un Occidente, oltre modo tentennante (perchè spoglio delle famigeratamente ripudiate, ma indispensabilmente vitali, radici giudaico-cristiane), cinico e, diciamocela tutta, insopportabilmente codardo. Non c’è bisogno, come sostengono i troppi soloni dell’ultim’ora che gli imam continuamente soffino sul fuoco perennemente acceso del Corano, per andare incontro al peggio che verrà; basta ed avanza il nostro lassismo di europei affannati esclusivamente nella ricerca della pancia piena e divertimenti a non finire, che abbiamo preso ed eletto a ferrea regola di vita il detto “panem et circenses“, come già sosteneva Decimo Giunio Giovenale, appena 1.900 anni fa, a proposito dei suoi concittadini, ancora sudditi di un grande impero, a differenza nostra. E torneranno, i nemici di sempre, a farsi esplodere e a mitragliarci nei luoghi di svago, stadi, teatri, bar, com’è avvenuto nella godereccia e distratta Ville Lumière, mentre staremo lì a sollazzarci, fissando imbambolati il nostro padre-padrone, un telefonino ultimo modello, a scattarci selfie o a interagire telematicamente con inesistenti amici, in uno stordente Luna Park senza fine o ad esultare per una banale azione di gioco di un super pagato calciatore, che se la spassa in un’altra galassia rispetto al nostro vivere in uno scantinato. Ed allora sì che nè vedremo ancor più delle brutte, avvinghiati come siamo in questa sanguinosa tragedia ai galletti transalpini, veri maestri mondiali di masochismo, tutti noi abitanti del Vecchio Continente, avendo ceduto anche la dignità di fronte all’incontrastata (per adesso) avanzata musulmana. Intanto, Obama non si schifa più di stringere la mano a Putin, l’unico che meriti la qualifica di leader all’ultimo G 20, e balbetta chissà cosa sulla strategia da seguire per neutralizzare l’I.S.I.S. Mah?!? Ed il loquace, amato, Papa Francesco, come si pronuncia in argomento? Giustamente ricorda, dall’alto della sua finestra vaticana, che chi assassina nel nome di Dio pronuncia un’imperdonabile bestemmia. Ieri, santa domenica del Signore, ci ha risparmiato, fortunatamente, il per lui dogma della Terza guerra mondiale frammentata. Chi sarà mai il suo esperto militare non è dato, fino ad oggi, sapere, disgraziatamente per i più curiosi. Ma non potremmo, comunque, rovinarci appieno il nostro agitato vivere quotidiano, se non ci informassimo, invece, su cosa abbia pontificato lo stizzoso Sua Eccellenza Galantino. In contemporanea all’Angelus, dagli studi di RAI 1, intervistato da un’attenta conduttrice televisiva, nel corso della trasmissione “A Sua immagine”, ci ricordava, severamente ammonendoci, il Nunzio nazionale, le parole del Pontefice, pronunciate tempo addietro :”…L’unico modo per vincere la guerra è non farla…”. Che sante parole! E però se te la muovono implacabilmente contro, la guerra, signor Nunzio, che si fa? Ci si lascia vilmente scannare, senza muovere un sol muscolo? o, come i nostri avi ben sapevano, al contrario, si mostrano intelligentemente i riforniti attributi prima dell’eventuale confronto, perchè non si versi inutilmente sangue, poi, ovvero, per dirla con un’ arcinota locuzione latina, :”Si vis pacem para bellum!“? A quanto pare, chi ci governa, oltre alla propria appetitosa prebenda, non pensa; le Guide spirituali sembrano più incerte e smarrite del popolo fedele, impegnate come sono a scansare guai giudiziari e tappare scandali di ogni sorta, costringendo perfino il Padreterno ad una pausa di riflessione; Signore Dio, che, temporaneamente, ha deciso di lasciarci cuocere a fuoco lento nel nostro stesso brodo della mancanza totale di fede; la gran massa degli umani ha letteralmente la testa nel pallone e nei video giochi; che ci resta, dunque, da fare a noi miseri con appena un briciolo in più di sofferente consapevolezza delle cose del mondo? Celiando, ma non troppo, senza tentennamenti di sorta, dico io, bisognerà rivolgersi al dio pagano Bacco ed alla dea salsiccia, intesi come amore al vino ed alla carne di porco, l’animale completo per definizione, di cui non si butta via neanche la riccioluta codina. Sì, perchè è su questi due imponenti  baluardi che si infrangerà l’onda d’urto islamica. Fuor di (burlesco) dubbio e di metafora, alla fine, occorrerà davvero tener duro sulle nostre millenarie tradizioni, senza cedere il passo di un solo millimetro, esportando per ogni dove la nostra cultura, compreso il nostro eccellente gusto del mangiare e del bere. Visto che almeno fino ad ora nulla è valso a risvegliare la brutta addormentata Europa, forse soltanto la paura di non poter più ubriacarsi con la divina bevanda ed ingozzarsi di leccornie suine servirà a scuotere le sopite  e moralmente polverizzate coscienze degli attuali, squallidi, eredi di Carlo Magno, di San Bernardo, di San Pio V, dei Comandanti La Valette, Venièr e di Eugenio di Savoia, di tutti i grandi, insomma, che ci hanno preceduto in questo eterno, immutabile, carosello di perdite di sovranità territoriali e riconquiste, iniziato nell’anno 622 dell’era cristiana e principio dell’espansione maomettana.

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta. E però, dallo scorso 13/07/2016, la Questura di Perugia, su mandato del Consiglio di Stato e del Ministero degli Interni, non m'ha rinnovato la Licenza di Porto di fucile per uso di caccia, che detenevo dal 1969. Tutto per un fatto occorsomi "appena, appena" il 07 giugno 1985 e per il quale avevo ottenuto la Riabilitazione il 26 marzo 1992. Un'ennesima, vessatoria umiliazione da parte di uno Stato (una sottospecie di Re Mida alla rovescia : tutto ciò che tocca lo trasforma in m....) che si rimangia le sue stesse Sentenze. Alla luce di questo incredibile ed increscioso arbitrio, quindi, dal giorno dell'Apertura io e Taz ce ne andiamo in "esplorazione" senza fucile.