Alla ricerca dell’acqua

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Egidio Tozzi

L’affascinante pratica della rabdomanzia. L’assisano Egidio Tozzi ha scoperto migliaia di sorgenti…

di Matteo Bianchini

Sta ormai calando la sera ad Assisi quando veniamo gentilmente accolti nell’ufficio del signor Egidio Tozzi. La pioggia autunnale quasi predice l’argomento della discussione e cioè l’acqua, con la differenza però che il nostro interlocutore la sente arrivare dal basso, essendo uno stimato rabdomante. Inizia così un viaggio affascinante alla scoperta di questa sensibilità tipica di alcune persone che affonda le sue radici in tempi antichissimi. Il signor Tozzi vive tuttavia questa situazione in maniera spontanea, senza interpretazioni e studi particolari: “Lo faccio per passione, ma è soprattutto un modo per avere sempre un ricordo di mio padre, da cui ho ereditato tale capacità. Infatti sentii per la prima volta la potenza dell’acqua quando, ventenne, lo accompagnai a fare un sopralluogo sopra Marsciano. Lui non aveva più bisogno del ramo, sapeva individuare i punti esatti solo con le sensazioni. In certi periodi della mia vita ho fatto aprire più di 200 pozzi l’anno, fino alla Toscana. A volte 3 o 4 in un giorno, compresi i primi insediamenti sul Colle della Trinità. Era anche stancante, ma chiedevo solo un rimborso per le spese di viaggio. Forse sarei potuto diventare ricco, ma mi basta la soddisfazione di aver trovato l’acqua in luoghi talvolta ritenuti aridi persino da perizie geologiche. E grazie a questo mio lavoro, ancora oggi molte aziende, anche grosse, sono del tutto autosufficienti dal punto di vista idrico“.

Non tutti i rabdomanti adottano la stessa tecnica: “Qualcuno utilizza il pendolo, altri camminano con 3 dita alzate, altri ancora usano aste di rame o ciliegio. Io solo rami di olmo, sostituiti dopo ogni ricerca. E’ l’unica precauzione, non seguo ritmi stagionali o astronomici, mi sento pronto ogni giorno. I problemi possono nascere su terreni argillosi, sui quali la previsione può essere meno accurata. Su roccia e breccia riesco a fornire con estrema precisione profondità, ampiezza, portata e senso di marcia del ‘fiume sotterraneo’. Questo è fondamentale. Qualche scettico dice che è facile cercare l’acqua perchè è ovunque. Non è vero! E comunque non basta trovarla. Si può fare un paragone con vene e capillari: bisogna riconoscere la linea di flusso principale, altrimenti si sprecano soldi. Oggi i pozzi sono antieconomici, costano 80 euro al metro, l’acqua è sempre più profonda. I miei sopralluoghi, sempre più rari, servono talvolta a far preferire l’allacciamento all’acquedotto“.

I metodi precisi per stabilire i dati sopraccitati devono restare segreti e variano da persona a persona, cosa che rende ancor più affascinante questa tecnica, che però obbliga il signor Tozzi a non calzare mai scarpe di gomma ed esercitarsi periodicamente per scaricare l’energia accumulata. L’acqua è infatti spesso avvertita da tutto il sistema nervoso “come quella volta che trovai una sorgente da 800 litri al minuto; avrebbe soddisfatto un paese intero”.  Altre volte spunta fuori qualche sorpresa: “Gas al posto di acqua, sottoterra si comporta da liquido. Il proprietario costruì un piccolo impianto anziché il pozzo previsto. E comunque trovai anche l’acqua, poco più in là”.

Restando in zona è celebre fra gli studiosi di livello nazionale l’affresco a Rocca S. Angelo di Petrignano, raffigurante San Giuseppe munito di catena ed anello, utilizzati, secondo alcuni, a mo’ di pendolino per effettuare ricerche di questo tipo (ipotesi però negata da diversi abitanti del luogo).

 

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Nato a Sanremo (Imperia) si è laureato in Geografia all’Università di Genova ed ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze Biologiche all'Università di Perugia. Tecnico e dirigente di associazioni sportive in Liguria, è originario per via paterna di un piccolo borgo dei Monti Sibillini e risiede per gran parte dell'anno in Umbria. Collaboratore del Perugia Free Press dal 2009, si occupa di temi socio-politici con una particolare attenzione all'altro lato, quello nascosto o volutamente sottaciuto, dei fatti di cronaca non solo locale. Collabora con lo studio giornalistico Consulpress nel web content management. Ha esperienza come consulente web development e account.