Aleppo, caduta o liberata?

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Se, nell’immane tragedia siriana, non ci fossero di mezzo centinaia di migliaia di vittime innocenti e metà della popolazione sfollata su un totale di 23.000.000 di abitanti circa, ad una così sciocca, capziosa domanda (quella del titolo) scoppierei a ridere in maniera impertinente in faccia a chi me l’avesse rivolta. Ora, per tentare di entrare nell’orrore di una guerra civile orchestrata da potenze straniere, schiave dei petrodollari, e sentire come nostri il dolore, lo sgomento, la rabbia, la disperazione della gente di Siria, immaginate l’Italia sprofondata in quel disastro invece che quella brutalizzata nazione del Vicino Oriente.

Per ben intenderci oltre ogni possibile, ragionevole dubbio, fate mente locale, per di più, ad una fazione politica che cominci ad inscenare delle manifestazioni antigovernative e che all’improvviso le frontiere diventino dei colabrodo (come allo stato attuale nell’ex Belpaese, d’altronde), da cui affluiscano migliaia di combattenti stranieri a suo sostegno.

Seguitate, in questo immaginario sforzo, nel tentativo di concepire l’allarmante quadro politico generatosi (in quelle lande), in cui le manifestazioni pacifiche (15 marzo 2011) si tramutino in attacchi organizzati a militari e poliziotti (giugno 2011). Che si inizi a sparare e noi italiani, da padroni in casa nostra, diventassimo semplici inquilini in posizione precaria (quello che è successo ai siriani con lo scoppio della guerra su larga scala, novembre 2011), ostaggi dei rivoltosi nostrani e dei terroristi improvvidamente importativi (c’arriveremo pure in Italia, è solo questione di poco tempo ancora : preparatevi!).

Supponete che una città importante come Milano (l’equivalente dell’Aleppo siriana, disgraziata metropoli che contava 1.900.000 abitanti, di cui 300.000 nazareni, così sprezzantemente definiti dai maomettani, la terza città cristiana del mondo arabo dopo Beirut e Il Cairo, detta la capitale del nord) cada parzialmente in mano ai sanguinari invasori sunniti, interlocutori prediletti dai capataz occidentali, che impongano la sharia ed eseguano esecuzioni capitali di massa di sciiti ed altre minoranze religiose ed etniche, con omosessuali che volano dai campanili/minareti, stupri di gruppo, bambine date in spose ad adulti, riduzione in schiavitù di chi non vuol convertirsi all’islam puro e duro, distruzione/trasformazione di chiese in moschee e via vandalizzando.

Aggiungeteci, a questa bolgia dantesca, l’aiutino di consiglieri militari di paesi confinanti e non, nonché l’ingresso straordinario di armamenti di ogni genere.

Avete innanzi gli occhi l’inferno in terra adesso, sì o no? Rammentato che in Italia gli uomini in divisa sono nettamente sbilanciati a favore dei clandestini, ecco, se qualcuno a questo punto vi chiedesse : “E’ giusto che le Forze Armate intervengano a salvaguardia degli inviolabili confini della Patria, rigettandone al di fuori gli invasori?”, ed inoltre vi provocasse ancora, pretendendo una risposta su : “Chi sono gli aggressori e chi gli aggrediti, nello specifico?”, voi, oltre ad emettere uno squillante : “Ma vattene a quel paese!”, cosa rispondereste?

Null’altro, a parte il pressante invito ad andarsene in quella “località” di cui sopra, stante l’inconfutabile verità sotto gli occhi di tutti, ovvero che la nazione di Bashar al-Assad ha subito un’intollerabile, inammissibile aggressione per mille e un motivi.

Invece Obama-Clinton-Kerry, con al seguito Unione Europea in toto, Vaticano ed ogni partigiana, sedicente associazione umanitaria in circolazione, il 14 scorso hanno preteso che si titolasse, urbi et orbi : “Aleppo caduta!”.

I siriani scampati alla furia di ceceni, sauditi, tunisini, marocchini, bosniaci, kosovari, afgani, pakistani, costituenti una vera e propria internazionale del Jihad, in appoggio al fronte di opposizione interno, sono di tutt’altro avviso, però. Ed allora, al fine dell’ennesimo, necessario chiarimento, all’insegna del :“Chi sono mai io per giudicare?”, come sospirerebbe Francesco da Buenos Aires, lascio metaforicamente la parola al Vescovo di Aleppo, Monsignor Antoine Audo, che così si espresse in una intervista concessa a “Il Giornale” il 04 maggio 2016, sonoramente smentendo i piagnistei vaticani orchestrati da Spadaro-Bergoglio-Galantino in mera funzione anti Bashar al-Assad :

”…la Turchia è a 40 Km dalla città e ogni giorno manda nuovi combattenti…..I soldi vengono dall’Arabia Saudita e i miliziani sono addestrati e armati in Turchia….Ci sono due pesi e due misure : per l’Occidente Assad uccide i bambini e pediatri, mentre i ribelli islamismi sono degli angeli….Questa guerra è organizzata …da Israele ed USA….hanno i loro interessi, che difendono tramite intermediari come Turchia, Arabia e Qatar…I nodi sono due : la volontà d’Israele di sopravvivere e quella degli Stati Uniti di imporre la propria supremazia economica…L’intervento russo è stata una benedizione : Putin è stato il nostro Salvatore contro gli estremisti islamici”.

Capito, infine? : Aleppo liberata e non caduta! Anche a Damasco non se la passano decisamente bene, come c’ha confermato Fra’ Bahjat Karakash, custode di una delle tre chiese dedicate a San Paolo, quella situata nel quartiere cristiano per eccellenza di Bab Touma (Porta di San Tommaso), in un video messaggio registrato a novembre e sottopostoci martedì 20 dicembre alle 21,00 nella chiesina di San Costanzo a Perugia, nel consueto, mensile appuntamento del Santo Rosario a sostegno delle minoranze perseguitate di Siria ed Iraq. In un impeccabile italiano, questo giovane uomo, con voce pacata e serenità d’animo, dopo aver richiesto le nostre orazioni in aiuto a tanta umanità sofferente, ha detto che, sì, in effetti, spesso e volentieri, e non certo accidentalmente, piovono granate di mortaio sul tetto di quell’edificio sacro. L’ultima volta, durante la preghiera mattutina, uno di questi “regalini” di Al Nusra, gli antigovernativi affiliati ad Al Qaeda, gli è caduto a due passi, miracolosamente graziandolo. Ci ha sottoposto, quindi, le relative immagini di… Leggi di più (testo integrale)

Tratto da: https://leandro283.wordpress.com/2016/12/22/aleppo-caduta-o-liberata/

Leandro Raggiotti

Perugia, 22 dicembre 2016

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.