Affrettarsi: ultimi biglietti disponibili sull’Arca di Noè!

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Jaden Smith, 17 anni d’età, figlio del noto Will, rapper, attore e produttore cinematografico statunitense, qualche giorno addietro si è fatto ritrarre indossando capi d’abbigliamento femminili Luis Vuiton, graziosamente posando assieme a tre fotomodelle. Eddie Redmayne, attore e modello britannico, nei panni di Lili Elbe, nata Mogens Einar Wegener, uomo alla nascita, interpreta il ruolo di protagonista in “The danish girl” del regista Tom Hooper, pure lui suddito di Sua Maestà, liberamente tratto dal romanzo omonimo, dato alle stampe nel’anno 2000, e scritto da David Ebershoff, californiano. In questa pellicola, fra qualche giorno in visione anche nelle sale cinematografiche italiane, si narra la storia vera di un artista, che divenne celeberrimo nei primi decenni del secolo scorso, perchè rappresentò il primo caso nella storia umana di persona ad essere identificata come transessuale. Mogens Einar Wegener si sottopose a ben cinque interventi chirurgici, in seguito all’ultimo dei quali ci rimise le penne, solo per trasformarsi in una donna, con tanto di utero, al fine di divenire anche mamma alla bella età di cinquant’anni. La manifestazione canora di Sanremo, per qualcuno, è stato un continuo annuncio pubblicitario alle teorie genderless, ai matrimoni omosessuali, all’adozione di figli da parte di questi, all’utero in affitto. Insomma, mondo della moda, cinema e spettacolo, nonchè gran parte di quello della cultura, coalizzati come non mai all’assalto dell’unica forma di famiglia umana accettabile dal buon senso e dalla natura in primo luogo e al rafforzamento dell’ immagine iconica di chiunque, per convenienza professionale o magari intima e profonda convinzione, creda di rappresentare perfino l’era nuova della fluidità o del genderless, che dir si voglia. Mai, nel racconto dell’umanità del “progredito” campo occidentale, dalle inestirpabili radici giudaico-cristiane, si era assistito ad un assalto in questi termini e misura ai cardini di ogni accettabile società terrena, fondata sulla coppia uomo e donna. O forse sì?!, e magari, frugando nei cassetti della storia, soprattutto teologica, possiamo incontrarvi dei rivelatori precedenti? Per esempio, dalla Bibbia, Genesi, 19, 1-37, dove lo sconcertato e preoccupato Lot, parente di Abramo, deve fronteggiare una turba di compaesani, che vorrebbero sodomizzare senza tanti complimenti due suoi ospiti, angeli messaggeri del Signore, i quali, disgustati da simile comportamento, prima li accecano con una luce sfolgorante, poi, messi in salvo Lot, la sua disobbediente moglie e le due figlie, con tanto di permesso del Capo, fanno piovere una pioggia di fuoco e di zolfo sulla città degenere, Sodoma, polverizzandoli nella loro blasfema lusssuria. Dodici capitoli prima, Genesi, 7, 1-24, si scomoda il Signore in persona, irritato dalla perversione degli uomini, totalmente sordi ai di Lui moniti, incessantemente loro pervenuti per bocca del suo inascoltato e sbeffeggiato inviato, Noè, affinchè questi si sbrighi a far entrare nella salvifica arca : “….di ogni bestia pura …a sette a sette, un maschio e la sua compagna, …e di ogni bestia che non è pura solo due, un maschio e la sua compagna …per conservare in vita la progenie sulla superficie dell’intera terra…. E venivano a Noè dentro l’arca, a due a due, di ogni sorta di carne in cui era attiva la forza della vita. E quelli che entravano, maschio e femmina di ogni sorta di carne, entravano proprio come Dio gli aveva comandato…..E le acque continuarono a prevalere sulla terra per centocinquanta giorni.” Beh, si può ben capire allora perchè i più oltranzisti paladini delle teorie genderless si prodighino ad ogni piè sospinto a demolire l’immagine delle Chiese, quasi tutte, e più che mai di quella Cattolica, che si fonda su dette basi. Essa, la nostra Chiesa, con tutte le umane imperfezioni imputabili alla fragilità di alcuni suoi ministri, è la strega per eccellenza da bruciare secondo questi conformisti dell’anticonformismo perennemente militante nello sforzo (inane) di stravolgere la verità indiscutibile che il mondo sempre procederà per la follia amorosa di un progetto di vita in comune di un uomo e di una donna, da cui potranno, forse e solo per vie naturali, nascere dei figli, destinato perfino a qualsivoglia insuccesso, con la granitica certezza, comunque, che terza strada non è data da percorrere, a meno che non si voglia sfidare l’ira divina. A quel punto, non ci sarà ombrello di umanissime e banalissime elucubrazioni che ci potrà riparare dal diluvio che ci sommergerà. Diversamente, biglietti per una crociera in Arca a prezzi stracciati offronsi; affrettarsi, disponibili ultimissimi posti esclusivamente però per coppie rigorosamente formate da un uomo ed una donna aperte alla vita, in ogni sua forma, fallimenti compresi.

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.