Addio a Georges Prat, storico geobiologo francese

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Parlò di importanti linee energetiche passanti per l’Italia e l’Umbria. Pochi anni fa la perdita di Dario Bonomo, altro grande ricercatore del settore

L’architetto e geobiologo francese Georges Prat è morto il 20 settembre scorso a 89 anni. A darne l’annuncio l’Associazione nata in suo onore che cercherà ora di portarne avanti gli studi. Nato a Lione nel 1926, Prat è stato sicuramente uno dei più innovativi ed apprezzati studiosi nel campo della geobiologia. Noto per la sua estrema disponibilità nel fornire informazioni a chiunque inviasse lui dei quesiti, l’architetto francese aveva più volte offerto spunti di riflessione anche al nostro giornale, descrivendo le linee vibrazionali che formerebbero la griglia energetica della Terra. Alcune di queste linee infatti passerebbero per l’Italia e due di esse, molto importanti cosiddette dell’Oro, anche per Perugia ed Assisi in aree della città ove poi sono stati eretti monumenti e santuari, tra i quali il Tempio di San Michele Arcangelo guarda caso situato proprio nel Borgo d’Oro perugino.

Di Prat stupivano la sua meticolosa descrizione di aree lontane dalla sua Francia e la possibilità di ritrovare spesso le sue scoperte riflesse nelle caratteristiche toponomastiche dei luoghi. Sostanzialmente secondo Prat la Terra sarebbe attraversata da griglie energetiche dovute alle emissioni di vari tipi di elementi metallici provenienti dagli strati più profondi del pianeta. Le più note, poiché più ravvicinate e rintracciabili anche in pochi metri, sarebbero quelle conosciute come Hartmann e Curry, rispettivamente dovute a nickel e ferro. Altre reti sarebbero meno note poiché aventi una maglia più larga e le loro linee sarebbero rintracciabili a distanze più elevate, fino a 100 km. Grossa importanza avrebbero poi i luoghi dove si incrociano tali direttrici, detti nodi, poichè in un contesto nel quale materia ed energia si fondono avrebbero importanti proprietà biologiche sugli esseri viventi che vi abitano. Qualità ben conosciute, secondo Prat, dagli antichi Ordini cavallereschi e dai vecchi costruttori di Cattedrali di cui Chartres sarebbe l’esempio più lampante, piena di strutture non solo simboliche ma anche capaci di convogliare flussi energetici in determinate zone della chiesa. Di Prat resteranno molti libri e diversi gruppi di ricerca in sua memoria, alcuni anche in Italia. La morte del geobiologo francese segue purtroppo di pochi anni quella di un altro grande architetto e studioso del settore, il veneto Dario Bonomo. Quest’ultimo infatti aveva studiato altresì una particolare forma di ionizzatore che riportando l’aria pura come quella che segue un temporale, avrebbe potuto essere impiegato nella difesa dai materiali inquinanti sempre più diffusi in atmosfera.

Per ulteriori informazioni http://www.georgesprat.com/georges-prat
http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=1578

sanremofoce@gmail.com