Siamo tornati al tempo degli untori?

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l'avviso incollato alla porta del malcapitato

IMG_20160630_165557“E’ veramente una soddisfazione, tornare a casa e controllare la posta della giornata. Toh, qualcuno ha attaccato un biglietto sulla porta! Sarà un amico che non mi ha trovato in casa e ha voluto lasciare un messaggio. Che gentile!”

E invece no. Sul biglietto c’è scritto: “Abbiamo verificato la sua utenza e la informiamo che non sta rispettando le regole per una corretta raccolta differenziata dei rifiuti.
Se non è in possesso dei contenitori adibiti alla raccolta dei rifiuti, può chiederli presso… ecc”. E all’ingenuo signore, probabilmente anche padre di famiglia, che abita in un ridente borgo di una serena città come Perugia, rientrando a casa, è bastato un semplice biglietto, non firmato, attaccato con lo scotch per essere da quel momento oggetto di pubblico ludibrio.

Pare già di sentire le voci stridule delle donnette del “Santo Borgo” che sgomitando tra di loro dicono: “Hai visto quello – non fa la raccolta differenziata”. “Te lo dicevo che c’aveva la faccia da zozzone. E’ una vergogna, che gente!”. “E chissà la casa, come sarà. L’ufficio di igiene ci vorrebbe, altro che!”

E così siamo tornati ai tempi dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni? Quando a Milano c’era la peste e con la caccia all’untore si disseminava odio e sospetti verso il vicino di turno a parziale consolazione delle miserie del popolo? Nell’era di internet e delle e-mail forse sarebbe stato più professionale inviare una lettera raccomandata magari meglio se anche firmata.

Maurizio Vignaroli