2 marzo 2012: mani colpevoli del sangue versato di un innocente!

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Panorama di Migiana - foto: panoramio.com

L’Italia sta per essere coinvolta in un conflitto, temporalmente prossimo e territorialmente vicino, quello di Libia, con un esercito estremamente risicato nel numero dei soldati veramente all’altezza della situazione, tanto da gettarmi nell’angoscia più nera alla sola, remota prospettiva, che si richieda anche un coinvolgimento dei nostri bamboccioni. Di una Guardia Nazionale, stile Stati Uniti d’America, in un Paese come il nostro, dove le mafie se ne sono fagocitato la metà (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono infatti saldamente nelle loro nere mani, più tutte le metropoli), ovviamente, nemmeno a parlarne. E i privati cittadini, secondo la mentalità cattocomunista dei nostri “abusivi” governanti, devono offrire la gola ai carnefici senza abbozzare il minimo tentativo di difesa

Il 2 marzo, fra l’altro, è ricorso il quarto anniversario dell’assassinio di un nostro conterraneo per mano di una banda di slavi. Secondo me, andavano presi e subito appesi in una pubblica piazza. E però no, nel nostro Stato (…) non si può tuttavia fare. Il parroco del luogo prontamente organizzò una fiaccolata, con la benedizione immediata, va da se, di tutte le autorità. Gli effetti mirabolanti di detta iniziativa sulla sicurezza pubblica si stanno ancora notando: eh, quanto!

Mai come negli ultimi anni, nonostante la crisi economica sempre più attanagliante, c’è stata nella nostra storia repubblicana una tale corsa all’acquisto di armi e di sistemi di difesa abitativa a Perugia ed aggirarvisi di sera diventa angosciante per chiunque: provare per credere. Ed inoltre, non bastava sua Santità, che non so più in quale pianeta viva, ad ogni passo della sua sconcertante missione papale, a spaventarci col pretendere che ci trasformiamo in gestori alberghieri di un’ondata migratoria organizzata a tavolino da Arabia saudita, Turchia ed islam sunnita tutto, che puzza proprio di (ri)conquista e non di piagnucolosa richiesta di aiuto, no, proprio no, e ci si mette allora anche sua eccellenza, il vescovo ausiliare della diocesi di Perugia, Paolo Giulietti. Il monsignore che, quando un perugino venne molestato da cinque stranieri, mentre era raccolto in preghiera davanti alla statuina della Vergine Maria (da quelli fatta a pezzi ed orinatoci sopra) in Via Tilli (verso Pian di Massiano), sentenziò che non si era trattato di un episodio di intolleranza religiosa. Certo, come no, di semplice incontinenza.

Mah! E veniamo all’episodio più recente che lo vede ancora protagonista, il nostro alto prelato. Mercoledì 24 febbraio, alle ore 21,00, nella chiesina di Migiana (di Monte Malbe), comune di Corciano, monsignor Giulietti provò a far inghiottire il boccone amaro dell’accoglienza a tutti i costi al popolo fedel, ovvero stipare in una arzigogolata casetta del Seminario, al centro del paesello, che conta appena 95 anime, 20 pachistani, tutti uomini! Sfortunatamente per lui, però, le poco quiete animelle in questione erano state avvisate per tempo delle vescovili intenzioni, tanto che, nel minuscolo luogo sacro, ve n’erano 120 circa, provenienti da tutto il circondario e decisamente inviperite. Monsignor Giulietti, benchè energicamente spalleggiato da due esponenti della Caritas, non potè concludere (…) perchè l’assemblea iniziò a tumultuare constringendolo ad un prudente “gambe in spalla”, anche perchè s’era permesso di intimare di sedersi e provato a zittire degli anziani astanti, i quali, nella concitazione del momento, s’erano alzati decisamente, ponendo in discussione le sue categoriche decisioni (…). A detta, poi, di un fervente praticante cattolico (…), da me personalmente intervistato venerdì 4 marzo, alle ore 14,45, dopo un precedente e più breve colloquio tenuto con una sua compaesana, che mi anticipò per filo e per segno tutto quanto confermatomi, successivamente, dal sunnominato personaggio), motore principale della protesta, che gli stava proprio innanzi nel corso dell’acceso dibattito, il vescovo ausiliare sembrerebbe se ne sia andato offeso.

Insomma, lo Stato severamente ci persegue, se proviamo a difenderci dall’assalto in corso, la Chiesa ci bacchetta, perchè non riceviamo a braccia aperte perfino chi non accampa ragionevoli motivi per scapparsene dal suo Paese, anche se non coinvolto in nessuna guerra: a quali Santi votarci, allora, Padre nostro? Ed hanno poi il coraggio di lamentarsi, questi signori, che i cittadini abbiano perduto ogni forma di fiducia nelle Istituzioni, laiche e religiose, che la gente non sporga più denunce, perchè strasicura della totale impunità dei malfattori, e che le chiese siano prossime alla desertificazione, visto che maomettani e cristiani, per il Vaticano, costituiscono entrambi la stessa pappa? Ad ognuno di noi, in cuor suo, l’adeguata risposta.

Leandro Raggiotti

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Conseguii la Maturità scientifica nel 1972, un Attestato da Analista programmatore nel 1975 e un altro Diploma, inutilissimo sotto ogni punto di vista, escluso quello della conoscenza, avendo goduto dell'insegnamento di professori a livello internazionale, ottenuto presso la scuola Teologica di Montemorcino, Perugia. Sposato con Elsa Maria Isabel Olvera del Toro, padre di Elisabetta e Stefano Daniele, di Lucrezia Valentina, morta a quasi 28 anni d'età il 06/02/2013, e di Anselmo e Rinaldo, mai venuti alla luce nel 1974. Ho anche un nipote, Nicolò, nato nel 2000. Dal 01/01/2016 non sono più impiegato in Provincia con la qualifica di Operatore faunistico, nonchè addetto all'anagrafe "Richiami vivi", e a 62 anni di età sono stato sbattuto via come un vecchio straccio a farla da passacarte in un altro Ente all'insegna di : "tutto ciò che funziona nel pubblico deve essere smantellato". A scanso d'equivoci e ad esclusivo beneficio dei soliti “rosiconi”, comunque, per il mio primo mezzo secolo di vita sono stato impegnato con, nel e per il settore privato. Fervente cristiano cattolico, aperto all'ecumenismo, ma fiero avversario dei nostri nemici nella Fede, sono un cacciatore-conservazionista, amo i viaggi, i libri di storia e la corsa, che pratico tuttora in compagnia del mio adorato Taz in ore antelucane e per le vie della nostra Perugia, minimo tre volte alla settimana, eccetto che a stagione venatoria aperta.